Sottotitolo: talento > soldi, ma solo quando i soldi sono finiti
In questi giorni di stallo, mentre apparentemente nel mondo della Formula 1 non succede nulla, se non piloti che pubblicano cose strane sui loro profili instagram, è avvenuto uno di quegli stravolgimenti che di solito nessuno prende in considerazione, esattamente perché accadono sul fondo della griglia e non qualche fila più avanti.
Tutto è iniziato qualche tempo fa, quando un rumour abbastanza fondato indicava che per Esteban Ocon, pilota di scuola Mercedes al momento terzo pilota della Renault, il debutto era imminente al volante della Manor. Nulla indicava che avrebbe preso definitivamente il posto di Haryanto... ma si è scoperto ieri che è andata proprio così, anche se pare che Haryanto continueremo a vederlo come "pilota di riserva".
Insomma, in poche parole è stato declassato da pilota a uomo immagine... e sceglierlo come uomo immagine potrebbe non essere neanche una scelta troppo azzardata, dato che recentemente il caro Rio ha mostrato al mondo di avere anche una carriera alternativa come modello.
Il dubbio esistenziale non poteva essere che uno: che cosa ne sarà adesso del povero Rio? Lo vedremo ai box a guardarsi intorno? Qualcuno gli offrirà una sedia per prendere il sole a bordo pista in stile Alonso Gran Premio del Brasile 2015? Sono tante domande che non hanno una risposta, ma dato che non costituiscono il nocciolo della questione direi di passare oltre, perché ho avuto l'impressione di rivivere, dopo qualcosa come sei mesi, una situazione già vissuta quando venne rispolverato il caro Kmag e piazzato sulla Renault.
Entrata su twitter, ho iniziato a leggere osservazioni del tipo "talent over money" e, se non metto in discussione che Haryanto sia stato a suo tempo scelto più per gli sponsor che per il curriculum, una cosa la metto in discussione al cento per cento e continuerò a farlo.
Esiste una leggenda metropolitana che agli appassionati di motori piace credere, ovvero che, quando il pilota sponsorizzato viene appiedato e viene sostituito da un altro pilota, sia perché in casa Manor si sono svegliati una mattina e hanno detto "ma sì, Ocon ha più talento di Haryanto, quindi freghiamocene altamente dei soldi di Haryanto e piazziamo Ocon al suo posto". In effetti è esattamente quello che è successo anche questa volta, ma tutto ciò è avvenuto esattamente la mattina del giorno in cui gli sponsor di Haryanto hanno smesso di pagare. Si tratta di un caso? Secondo i sostenitori del "talent over money" sì, secondo me assolutamente no.
Sistema giusto?
Sistema sbagliato?
Non spetta a me stabilirlo, so solo che la gente che, di punto in bianco, cade dalle nuvole e pensa che finalmente gli sponsor non servano più per approdare in Formula 1 (perché ovviamente Ocon di sponsor non ne ha, il fatto che sia un pilota Mercedes e che vada a guidare una vettura motorizzata Mercedes è anche quello frutto del caso, la Manor avrebbe scelto il talento di Ocon anche se fosse stato il primo che passava per la strada, sia chiaro) e che il "sistema attuale" sia stato sovvertito.
Veniamo inoltre alla questione talento vs soldi. Ormai ne ho fin sopra i capelli di sentire parlare di talento e soldi come se l'uno e l'altro si escludessero automaticamente. Allo stesso modo ne ho fin sopra i capelli di sentire parlare di potenziali campioni del mondo e di piloti scarsissimi come se non ci fosse una via di mezzo tra le due cose. Il grosso problema, nel valutare le situazioni, è secondo me che molti fanno le loro valutazioni così, come se tutto fosse bianco o nero.
Quindi Ocon ha solo talento, ma non ha un soldo. Quindi Haryanto ha i soldi, ma non sa nemmeno tenere una macchina in pista... d'altronde andava spesso più piano di Wehrlein, no? Quindi, di conseguenza, Wehrlein è un futuro campione del mondo (non il futuro migliore pilota di tutti i tempi, per carità, non è abbastanza olandese!) e Haryanto è uno dei piloti più scarsi di tutti i tempi. Abbandonando un attimo i team di seconda fascia, mi ricorda un po' quella volta in cui, a Valencia nel 2012, Alonso ha vinto un gran premio con una Ferrari che poteva puntare al massimo al quindicesimo posto mentre Massa è arrivato quindicesimo con una macchina che poteva puntare alla vittoria.
Insomma, per intenderci, o è una cosa o è l'altra, ma non possono coesistere contemporaneamente. Se Wehrlein è un futuro campione del mondo e Haryanto gira un decimo o due più lento di lui, Haryanto non può essere il più scarso di tutti i tempi ma può essere qualificabile come pilota di medio livello. Allo stesso tempo se Haryanto è il più scarso di tutti i tempi, se Wehrlein lo stacca di un decimo o due non può essere un potenziale campione del mondo ma al massimo è un pilota di medio livello.
Tra le due ipotesi, che possono avere molteplici sfumature, mi convince maggiormente la prima. C'erano sicuramente piloti più competitivi di Haryanto senza un volante, così come con tutta probabilità Ocon merita maggiormente un posto in Formula 1, almeno sulla carta, ma ciò non significa che Haryanto non sia stato in grado di tenere una vettura in pista o che non abbia ottenuto risultati proporzionati alla vettura che guidava. Poi non ha fatto cose straordinarie come invece ha fatto Wehrlein, ma di Wehrlein ce n'è uno, di piloti al di sotto del suo livello probabilmente ce ne sono tanti.
La cosa più strappalacrime della giornata di ieri? questo discorso che ho appena fatto qui sopra, senza prendere posizioni perché, almeno per quanto ne so io, la decisione della Manor potrebbe essere del tutto legittima stando a quanto c'era scritto nel contratto di Haryanto, inoltre ci sono abituata perché quindici o vent'anni fa i cambi di pilota in corso d'opera erano la routine nei team di fascia bassa, l'ho fatto con poche varianti su Tumblr. Ho ricevuto due like e nessun messaggio anonimo con insulti, minacce o quant'altro.
Insomma, per intenderci, ora che Haryanto è stato appiedato per Ocon ho fatto più o meno lo stesso discorso di quando Maldonado fu appiedato per Kmag, il cinnamon roll. Il risultato è stato molto diverso: stavolta nessuno ha scambiato il mio discorso per un attacco nei confronti di Ocon.
Non credo che ciò sia avvenuto perché il livello intellettuale di Tumblr sia magicamente incrementato. No, no, figuriamoci: è solo che Haryanto evidentemente è esteticamente più attraente di Maldonado (e qui ribadisco che, con un sacchetto di carta in testa, probabilmente Maldonado è il più sexy di tutti) e che Ocon non rispetta i Tumblr standard come i capelli biondi, gli occhi azzurri e le braccia tatuate di Magnussen.
Concludiamo l'opera con un momento da 10+: ho letto che Ocon ha scelto il numero 31 e....... OH MY HOLY SIMTEK! Quel numero l'ho già visto da qualche parte, esattamente sulla Simtek di David Brabham (il cui padre, tale Sir Jack, possedeva quote del team, ma se qualcuno osa descrivere David Brabham come un pilota pieno di soldi ma senza talento gli sguinzaglio dietro il Gufo di Interlagos, e non perché io non concordi sul fatto che D.B. abbia molti soldi). Guarda caso, la città in cui sorge la Manor è la stessa in cui sorgeva la Simtek. *-*
Ciò comportava la compilazione di un apposito tweet, che ricordasse quando e dove il numero 31 era stato visto per l'ultima volta. Quel grandissimo sweetheart di David Brabham, che l'anno scorso aveva già messo un like ai miei auguri di buon compleanno su Twitter, mi ha messo un like e mi ha retwittata. Aaaaaaawwwwwww! <3
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
giovedì 11 agosto 2016
mercoledì 10 agosto 2016
Effetti collaterali di una vita vissuta tra i niubbi del motorsport
Uno degli aspetti più negativi di essere un appassionato/a di Formula 1 è doverne parlare anche con persone che ne sanno poco e niente, ma che non se ne rendono conto. Non mi riferisco, per una volta, alla gente che scrive “commenti da bar” in giro per il web, ma agli amici o parenti che vedono all’incirca un paio di gran premi all’anno, magari perché sono a pranzo in una stanza con la TV sintonizzata sul gran premio, e pensano di essere grandi esperti di motorsport.
Quando dico che ne sanno poco e niente ma non se ne rendono conto, non mi riferisco al parlare a sproposito... no, piuttosto al cadere dalle nuvole, in un discorso a proposito di Formula 1, che vada oltre concetti tipo “le monoposto hanno quattro ruote” o “la Ferrari è rossa”.
C’è un lato estremamente positivo nei niubbi della Formula 1: prima o poi saranno loro a tirare fuori l’argomento “Formula 1”, che tu in loro presenza eviti accuratamente perché sai che nel 90% dei casi non gliene importa mezza di quello che diresti. Quando lo tireranno fuori, però, emergeranno gli aspetti negativi, perché sarà per porti domande a cui preferiresti non dare risposta... non per altro, ma perché devi dare loro una risposta niubbo-friendly che è diversa da quella che vorresti dare in realtà.
Quando dico che ne sanno poco e niente ma non se ne rendono conto, non mi riferisco al parlare a sproposito... no, piuttosto al cadere dalle nuvole, in un discorso a proposito di Formula 1, che vada oltre concetti tipo “le monoposto hanno quattro ruote” o “la Ferrari è rossa”.
C’è un lato estremamente positivo nei niubbi della Formula 1: prima o poi saranno loro a tirare fuori l’argomento “Formula 1”, che tu in loro presenza eviti accuratamente perché sai che nel 90% dei casi non gliene importa mezza di quello che diresti. Quando lo tireranno fuori, però, emergeranno gli aspetti negativi, perché sarà per porti domande a cui preferiresti non dare risposta... non per altro, ma perché devi dare loro una risposta niubbo-friendly che è diversa da quella che vorresti dare in realtà.
Poco più di due mesi fa, dopo una cena con gli amici, mi sono sentita rivolgere da A. (che segue la Formula 1 in modo occasionale, che definisce testualmente “le Mercedes” come i suoi piloti preferiti dimostrando di ignorare bellamente i nomi dei piloti, e che ha gusti tutt’altro che mainstream perché a quanto ho capito sembra trovare noiosi tutti i sorpassi o i tentativi di sorpasso, mentre apprezza invece le gare senza alcun mutamento di posizioni) una domanda culturalmente elevata.
La domanda in questione è, testualmente: “Che cosa ne pensi di Schumacher?” (pronunciato ovviamente errato, ma quello è un must, dato che tutti lo pronunciano errato)...
La domanda in questione è, testualmente: “Che cosa ne pensi di Schumacher?” (pronunciato ovviamente errato, ma quello è un must, dato che tutti lo pronunciano errato)...
Nel mio mondo ideale, la risposta avrebbe dovuto essere più o meno la seguente:
Michael Schumacher è stato uno dei debuttanti più promettenti della sua epoca: fin dal suo esordio con la Jordan si è dimostrato veloce e, nei primi gran premi alla Benetton, si è dimostrato competitivo anche in gara. Al migliorare dei risultati della Benetton ha sempre continuato a dare il meglio di sé e non ritengo affatto sorprendente che abbia vinto due titoli mondiali.
Se nel 1996 al posto della Ferrari avesse scelto un’altra strada, è molto plausibile che potesse vincere altri titoli prima del 2000, ma alla fine la sua scelta ha pagato e, in un paio di circostanze, forse avrebbe potuto pagare anche prima, se fosse sempre stato lucido come negli anni della Benetton. Al momento in cui andò in Ferrari sostenne che il suo obiettivo era vincere il titolo entro tre anni. Seppure non ci sia riuscito, apprezzo il suo “atteggiamento paziente” da questo punto di vista: altri piloti in posizioni analoghe alla sua, al momento di cambiare team, hanno avuto un atteggiamento da “sono qui per vincere e se non vinco da subito me ne vado”, cosa che raramente ha pagato. Altro aspetto: ha saputo circondarsi delle persone giuste, persone che hanno contribuito al successo suo e della squadra.
I suoi anni migliori, a mio parere, sono stati quelli della Benetton e gli ultimi anni che ha passato in Ferrari (non solo quelli in cui ha vinto i campionati, ma anche nel 2006, in cui per essere un pilota prossimo al ritiro si è dimostrato molto lucido e determinato).
Durante gli anni in Mercedes credo che abbia risentito non tanto degli effetti dell’età, ma soprattutto delle conseguenze dell’infortunio in moto avvenuto durante gli anni in cui non era in Formula 1 e del fatto che, più che avere l’obiettivo di vincere il suo obiettivo fosse quello di gareggiare in Formula 1 perché era l’unica cosa che lo soddisfaceva veramente. Nonostante le prestazioni fossero calate rispetto a quelle di un tempo ha fatto comunque alcune ottime gare, una a Valencia nel 2012 in cui è arrivato sul podio, altre in precedenza in cui al podio ci è arrivato abbastanza vicino, talvolta partendo anche abbastanza indietro.
Michael Schumacher è stato uno dei debuttanti più promettenti della sua epoca: fin dal suo esordio con la Jordan si è dimostrato veloce e, nei primi gran premi alla Benetton, si è dimostrato competitivo anche in gara. Al migliorare dei risultati della Benetton ha sempre continuato a dare il meglio di sé e non ritengo affatto sorprendente che abbia vinto due titoli mondiali.
Se nel 1996 al posto della Ferrari avesse scelto un’altra strada, è molto plausibile che potesse vincere altri titoli prima del 2000, ma alla fine la sua scelta ha pagato e, in un paio di circostanze, forse avrebbe potuto pagare anche prima, se fosse sempre stato lucido come negli anni della Benetton. Al momento in cui andò in Ferrari sostenne che il suo obiettivo era vincere il titolo entro tre anni. Seppure non ci sia riuscito, apprezzo il suo “atteggiamento paziente” da questo punto di vista: altri piloti in posizioni analoghe alla sua, al momento di cambiare team, hanno avuto un atteggiamento da “sono qui per vincere e se non vinco da subito me ne vado”, cosa che raramente ha pagato. Altro aspetto: ha saputo circondarsi delle persone giuste, persone che hanno contribuito al successo suo e della squadra.
I suoi anni migliori, a mio parere, sono stati quelli della Benetton e gli ultimi anni che ha passato in Ferrari (non solo quelli in cui ha vinto i campionati, ma anche nel 2006, in cui per essere un pilota prossimo al ritiro si è dimostrato molto lucido e determinato).
Durante gli anni in Mercedes credo che abbia risentito non tanto degli effetti dell’età, ma soprattutto delle conseguenze dell’infortunio in moto avvenuto durante gli anni in cui non era in Formula 1 e del fatto che, più che avere l’obiettivo di vincere il suo obiettivo fosse quello di gareggiare in Formula 1 perché era l’unica cosa che lo soddisfaceva veramente. Nonostante le prestazioni fossero calate rispetto a quelle di un tempo ha fatto comunque alcune ottime gare, una a Valencia nel 2012 in cui è arrivato sul podio, altre in precedenza in cui al podio ci è arrivato abbastanza vicino, talvolta partendo anche abbastanza indietro.
La mia risposta, invece, è stata:
Quando stava in Ferrari e vinceva era un tipo che stava molto sulle sue in stile cyborg, mentre durante gli anni in Mercedes appariva come un tipo più alla mano e a volte si metteva addirittura a scherzare durante le interviste.
Quando stava in Ferrari e vinceva era un tipo che stava molto sulle sue in stile cyborg, mentre durante gli anni in Mercedes appariva come un tipo più alla mano e a volte si metteva addirittura a scherzare durante le interviste.
Ebbene, mi sono accorta che lo stile di risposta che A. cercava era una risposta su questo stampo. Se gli avessi dato la prima risposta, avrebbe perso il filo del discorso fin dal momento di sentire pronunciare i termini “Jordan” e “Benetton”.
Ecco, parlare di Formula 1 con i niubbi del motorsport è limitativo.
Ecco, parlare di Formula 1 con i niubbi del motorsport è limitativo.
martedì 9 agosto 2016
15.06.1989 - 07.08.2016
Il mondo del motorsport è pieno di personaggi pittoreschi, alcuni dei quali quando li senti nominare per la prima volta ti chiedi: "e questo chi ca**o è?" Sono personaggi pittoreschi, perché le loro storie spesso sono molto diverse da quelle che conosciamo.
Uno di questi soggetti era tale Bryan Clauson, sul quale sette mesi fa Pilotimotori pubblicò un articolo e io gli feci da beta-reader nella versione inglese.
Clauson, classe 1989, aveva come obiettivo per il 2016 quello di prendere parte a duecento gare, in serie diverse gran parte delle quali sconosciute o quasi a noi pubblico europeo. Una delle gare alle quali ha preso parte è stata la centesima edizione della Cinquecento Miglia di Indianapolis, dove aveva gareggiato già due volte in precedenza. Se non vado errata, il giorno stesso ha preso poi parte a un'altra gara, vincendola.
Ieri pomeriggio, su Twitter, mi sono ritrovata davanti un tweet di Pippa Mann in cui era menzionato il suo nome. Ho scoperto così che sabato sera aveva avuto un grave incidente in una gara di midget car.
Ho cercato notizie su di lui ieri sera e ho cercato notizie su di lui stamattina. Non c'era nulla di particolarmente nuovo.
Infine, oggi pomeriggio, verso le quattro, mentre i miei colleghi fumavano o bevevano il caffè, io ho googlato il suo nome, sperando in qualche buona notizia. Non ho trovato buone notizie, né ne troverò mai.
Sono i giorni come questi, quelli in cui mi dico che avrei potuto appassionarmi di qualcos'altro, ma non possiamo fare niente per controllare le nostre vere passioni. Purtroppo la mia prevede di appassionarsi alla sorte di tanti sconosciuti, che poi chissà se si possono davvero definire sconosciuti...
Il fatto che Clauson se ne sia andato così, gareggiando in una gara di cui, se l'incidente non fosse avvenuto, non avrei nemmeno mai scoperto dell'esistenza, non rende la cosa meno scioccante. Oltre due mesi dopo la Indy 500 non aveva smesso di essere quello delle duecento gare, quello del cane con il profilo twitter, quello che ha cambiato per un mese il nome del proprio cane Chevy in occasione della Indy 500.
ç_ç
Uno di questi soggetti era tale Bryan Clauson, sul quale sette mesi fa Pilotimotori pubblicò un articolo e io gli feci da beta-reader nella versione inglese.
Clauson, classe 1989, aveva come obiettivo per il 2016 quello di prendere parte a duecento gare, in serie diverse gran parte delle quali sconosciute o quasi a noi pubblico europeo. Una delle gare alle quali ha preso parte è stata la centesima edizione della Cinquecento Miglia di Indianapolis, dove aveva gareggiato già due volte in precedenza. Se non vado errata, il giorno stesso ha preso poi parte a un'altra gara, vincendola.
Ieri pomeriggio, su Twitter, mi sono ritrovata davanti un tweet di Pippa Mann in cui era menzionato il suo nome. Ho scoperto così che sabato sera aveva avuto un grave incidente in una gara di midget car.
Ho cercato notizie su di lui ieri sera e ho cercato notizie su di lui stamattina. Non c'era nulla di particolarmente nuovo.
Infine, oggi pomeriggio, verso le quattro, mentre i miei colleghi fumavano o bevevano il caffè, io ho googlato il suo nome, sperando in qualche buona notizia. Non ho trovato buone notizie, né ne troverò mai.
Sono i giorni come questi, quelli in cui mi dico che avrei potuto appassionarmi di qualcos'altro, ma non possiamo fare niente per controllare le nostre vere passioni. Purtroppo la mia prevede di appassionarsi alla sorte di tanti sconosciuti, che poi chissà se si possono davvero definire sconosciuti...
Il fatto che Clauson se ne sia andato così, gareggiando in una gara di cui, se l'incidente non fosse avvenuto, non avrei nemmeno mai scoperto dell'esistenza, non rende la cosa meno scioccante. Oltre due mesi dopo la Indy 500 non aveva smesso di essere quello delle duecento gare, quello del cane con il profilo twitter, quello che ha cambiato per un mese il nome del proprio cane Chevy in occasione della Indy 500.
ç_ç
domenica 7 agosto 2016
Commento al Gran Premio di Germania: Hockenheim, 29/31 Luglio 2016
[QUALIFICHE + GARA]
Buongiorno a tutti, miei cari lettori, è finalmente
giunto il momento di schiarirci le idee e di ripercorrere il gran premio di
Germania che si è svolto ormai una settimana fa e sul quale non mi ero ancora
accinta a scrivere e pubblicare un Commento Ironico, in modo di consacrarlo al
futuro, affinché un giorno possiate farlo leggere ai vostri figli.
Tra parentesi, avrei trovato bellissimo se qualcuno vent’anni
fa avesse scritto commenti ironici ai gran premi dell’epoca e questi commenti
fossero disponibili in internet, ma non si può avere tutto dalla vita, il blog
ironico sulla Formula 1 più datato che io abbia mai trovato risaliva al 2006,
quando l’ho trovato era inattivo da anni e soprattutto non apprezzavo
particolarmente quello che scriveva, visto il suo slogan “via i vecchi dalla
Formula 1” con tanto di Mark Webber citato tra i vecchi. Webber, che all’epoca
doveva avere 29 o 30 anni... *facepalm*
Ora, però, smettiamola di pensare a quello che succedeva
nel 2006, il cui risultato del Gran Premio di Germania mise d’accordo tutti i
ferraristi dato che sul podio c’erano gli Schumassa e terzo Raikkonen che non
era ancora stato ufficializzato dalla Ferrari, ma che quando fu ufficializzato
di lì a un mese o due fu un po’ la scoperta dell’acqua calda.
Venerdì 29/07 era il compleanno del Divino Ferniiii e non
appena mi sono collegata su Tumblaaaahhhh ho trovato un intero reportage di
foto che ritraevano tutto il team alle prese con torte e cappellini a forma di
cono in stile fata turchina. Cos’è, un’abitudine British? In tal caso, mi pare
un’usanza di cui si può fare tranquillamente a meno (i cappellini da fata
turchina, intendo, non le torte).
Ferniiii ha raggiunto la fatidica età di trentacinque
anni, il che significa che sono già passati cinque anni da quando ha varcato la
soglia dei trent’anni passando dallo status di “troppo giovane” allo status di “troppo
vecchio”.
Qualcuno gli sta suggerendo di passare nell’endurance, il
problema è che a suggerirglielo sono le fangirl che lo vorrebbero là solo
perché possa stare vicino a Webbiiii.
Lui sostiene invece ancora che resterà in Formula 1 fino
al terzo mondiale, e che quel terzo mondiale potrà vincerlo soltanto con la
McLaren o con la Mercedes...
...
...
...ecco, l’unico dettaglio è che la Mercedes non sembra
così tanto desiderosa di ingaggiare Ferniiii, il che in tutta sincerità lo
condivido profondamente: Hamilton e Rosberg come modelli per Hugo Boss hanno un
senso, ma Ferniiiii?!?!?!?!?! Suvvia, nessuno vuole Ferniiii come modello per
Hugo Boss.
Sulla questione “vittoria del titolo con la McLaren” mi
ricorda molto il detto “finché c’è vita c’è speranza”, e seppure io non dubiti
che un giorno, prima o poi, la McLaren si risolleverà, ho l’impressione che ciò
non abbia da accadere in breve tempo.
Venerdì per radio hanno anche parlato delle prove libere
al notiziario, dando come unica notizia il fatto che Vettel era ottimista. Così,
punto e basta, non “questo ha fatto il miglior tempo, quest’altro il secondo,
quest’altro il terzo... mentre Vettel era [inserire posizione qui]”. No, se ne
sono usciti dal nulla con Vettel speranzoso per la gara, senza preoccuparsi minimamente
del contesto che c’era intorno. Dopotutto non è che ci fosse molto di cui
preoccuparci: abbandoniamo infatti le Mercedes al proprio destino, mettiamo in
frigo le Redbull almeno per un po’ e concentriamoci sulle cose che veramente
contano........
...
...
...
...tipo la Q1.
Ecco, c’è stato un periodo in cui la Q1 dava molte
soddisfazioni. Erano i gloriosissimi tempi in cui il Kova di tanto in tanto lo
metteva in quel posto a qualche Toro Rosso e portava la Caterham sul tetto del
mondo. Adesso il Kova non è più da queste parti, la Caterham è fallita, le
possibilità che le Manor possano passare in Q2 sono molto ridotte... però c’è
sempre una Toro Rosso che lo prende in quel posto. :-/ Non ne sarei neanche
tanto preoccupata se non fosse che...
Voce fuori campo: il pilota della Toro Rosso rimasto
fuori in Q1, dietro anche a Werly, era:
A. Buemi;
B. Alguersuari;
C. Vergne;
D. Kvyat.
Inviate la risposta all’indirizzo email verstappinorulez
chiocciola verstappenfanzzzz!!!11!! punto com. In palio per chi azzecca la
risposta giusta, un poster grandezza naturale di Verstappino da appendere alla
parete, in modo da ricordare sempre che l’illustre imperatore di Milton Keynes
esiste e che è venuto alla luce per rompere il cu*o a tutti, allo stesso modo in
cui il padre cerca di rompere la testa a tutti.
A proposito di Big Ves, ci sono infatti delle novità che
lo riguardano, e a chi non ne fosse al corrente consiglio di andare a
googlarselo. Anzi, no, non è che ci siano grosse “novità”. Big Ves passa agli
onori di cronaca sempre per le stesse ragioni.
Il Kiwi si è messo dietro il solo Rio e le sole Sauber,
perché sì, le Sauber erano sempre le ultime in classifica, mentre subito
davanti al Kiwi c’erano Kmag e Werly.
Quello era un momento da #StandingOvation!!!111!!!!11!!
JOLLY PALMAHHHHHH IN Q2! *festeggia*
Il momento di gloria di Jolly Palmahhhh comunque non è
durato granché, perché giusto il tempo di disputare la Q2 ed è stato il primo
ad essere mandato a giocare a briscola, mentre uscivano di scena anche i
Murricani e le McLaren in ordine sparso, intermezzate da Carlos
Fanboyzzzz!!!11!!!! che successivamente si è beccato tre posizioni di
retrocessione sulla griglia per avere ostacolato la scalata verso il successo
del Vecchio Felipe (anche perché il Giovane Felipe stava già giocando a Scala
40 da ore, ormai). Penalità anche per Grosjiiii, per la sostituzione del
cambio.
In Q3 ci sono andate le Mercedes, le Redbull, le Ferrari,
le Force India e le Williams ed era chiaro e cristallino come la luce dei
lampioni di Singapore che Force India e Williams dovevano accontentarsi di
occupare a caso le ultime due file della top-10. È esattamente quello che è
accaduto, con il surplus che Hulk era stato il più veloce dei quattro ma che
poi è stato penalizzato di una posizione per qualcosa di poco chiaro che
riguardava un set di gomme utilizzato.
Terza fila: profondo rosso, con Kimiiii quinto.
Seconda fila: lattine appena tirate fuori dal frigo, con Dani-Smile
terzo.
Prima fila: guess what, c’erano le Mercedes, non l’avrei
mai detto, pensavo che le Ferrari avrebbero spaccato il cu*o a tutti. Britney
Bitch ha ottenuto la pole e il sabato motoristico è finito così, con tante
belle speranze, perché dopotutto la Ferrari era a un passo dalla doppietta,
bastava solo che le posizioni dei primi quattro cambiassero e quelle dei
Ferrari Boyssss e tutto si sarebbe risolto. L’unico problema è che sono cambiate
le posizioni dei primi quattro, ma se le sono scambiate tra di loro, mentre
sono cambiate anche quelle dei Ferrari Boyssss e ancora una volta se le sono
scambiate tra di loro, con il risultato che sono arrivati quinto e sesto al
traguardo.
Voce fuori campo: “Sì, ma una sintesi di gara...?”
Giusto, una sintesi di gara: HERE WE GOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Britney Bitch: “Help meeeeee! Ho un nodo nei capelli!
Orrorehhhhhhhhhhh!”
Tutti l’hanno superato facendogli una pernacchia... che
poi, su quel TUTTI avrei qualche dubbio. Dalla sua ottica, quando si è visto
sfilare dal Gangster Rapper, da Verstappino e da Dani-Smile deve avere pensato
di essere stato superato da tutti. Dalla prospettiva dei ferraristi, credo che
non sia andata esattamente così, ma si sa che i ferraristi sono ormai talmente tanto
abituati che non sentono neanche più gli effetti della crisi di astinenza.
Mentre davanti succedeva questo, dietro succedeva che due
piloti con l’aura da gatto nero incorporata si toccavano: si tratta di Feliiii
e di Jolly Palmahhhh, con quest’ultimo che ha proseguito imperterrito e l’altro
anche, almeno finché la sua macchina non ha dato forfait molto prima della fine
della gara.
A proposito di Feliiii, un paio di settimane fa si era
portato a casa il casco di Dani-Smile, in questo weekend si è portato a casa il
casco di Checoooo, postando una foto su instagram dove si stavano scambiando i
caschi e in cui lo definiva “my brother” o qualcosa del genere. OMG, io li
preferivo quando si insultavano a vicenda dopo essersi stampati contro i
muretti canadesi!
A proposito di Checoooo, ci sono dei rumors che lo vorrebbero
in Williams il prossimo anno e, per quanto una coppia Checo/Bo77as sia di gran
lunga più probabile, Checo/Feliiii sarebbe il top dei top, per quanto mi
riguarda! *-* Se Maldiiii fosse ingaggiato come terzo pilota, poi, sarebbe l’apoteosi
dell’epicità.
Ora, però, direi che è il caso di lasciare perdere tutti
i potenziali candidati ad appoggiare il fondoschiena sul sedile di una Williams
(che sono di più rispetto a quanto le prestazioni della monoposto lascerebbero
ipotizzare), citando Jensinho solo così, perché citare Jensinho attira l’attenzione.
Voce fuori campo: “Jensinho è un vecchiaccio che dovrebbe
andarsene a casa!!!111!!!”
Io, ovviamente, continuo a sperare che Jensinho abbia
ancora una lunga durata in Formula 1, perché Jensinho è Jensinho e non si
tocca. U.U
A proposito di “non si tocca”, personalmente avrei
toccato volentieri Verstappino, prelevandolo dalla seconda posizione in cui si
trovava, accompagnato dai soliti grandi proclami a livello worldwide, e l’avrei
piazzato ventiduesimo.
Non si può?
Okay, non si può.
Va bene, abituiamoci all’idea che Verstappino ha solo
diciotto anni e quindi spunterà dappertutto come rosmarino per moltissimo tempo
ancora.
Se non altro, nel giro dei pitstop, che sono stati tanti,
ma non tanti quanti se ne facevano nel 2012 o 2013 o quand’era in cui era regolarissimo
che ci fossero gare con quattro pitstop, ce lo siamo ritrovati dietro a
Dani-Smile...
...
...
...
...ma wait, wait, wait, ho dimenticato il momento clou
della gara, quello che ha fatto discutere quei tre gatti che non si stavano
disperando perché le Ferrari erano quinta e sesta e non sembrava che ci fosse
la benché minima possibilità di schiodarsi da lì.
Giustamente quella possibilità non c’era, ma a un certo
punto Britney Bitch ha superato Verstappino, che si è fatto un giro sulle
zebrature. Insomma, è stata una di quelle manovre che se Britney Bitch si fosse
anche messo a ondeggiare nel frattempo, avrebbe potuto classificarsi, a debita
distanza da quello originale, in una top-10 ipotetica dei trollsorpassi.
L’unico problema è che Britney Bitch si è trollato da
solo, beccandosi cinque secondi di stop and go: se le penalità funzionassero
come le raccolte punti del supermercato, a quest’ora avrebbe già dovuto aprire
una bancarella sotto casa per vendere i frullatori che ha vinto, non sapendo
più dove tenerli.
Poi sì, i meccanici della Mercedes hanno pensato bene di
trollarsi da soli utilizzando un cronometro guasto e trasformando quei cinque
secondi in qualcosa come sette o otto, e lì Britney Bitch ha iniziato
seriamente a chiedersi se questo gli avrebbe consentito di ricevere un
frullatore extra.
Verstappino che sbucava come prezzemolo e frullatori a
parte, davanti non è successo nulla, se non che Dani-Smile a un certo punto
sembrava che stesse andando a prendere il Gangster Rapper, a distanza di
qualcosa come sei o sette secondi quando si è avvicinato di più, quindi
potremmo disquisire a lungo su quanto lo stesse effettivamente andando a
prendere, ma poi ha dovuto arrendersi, perché ì D0Pp14Tì
ìNtR4Lç1àN0!!!11!!!11!!!! e guess what? sulla propria strada ha trovato uno con
cui prendersela, che casualmente era Gutierrez.
Gutiiii: “Nobody loves me.”
Poi sì, la gara è finita, e tutto sommato dietro per
qualche verso è anche stata movimentata da dettagli di un certo livello.
Vediamo quindi di ripercorrere tutto quanto, specificando meglio che cosa sia
accaduto a ciascuno dei soggetti coinvolti.
1. Lewis Hamilton - Mercedes 1:30:44.200
Qualcuno mi deve seriamente spiegare perché costui si sia
dovuto rasare parzialmente la testa di lato, quando negli ultimi tempi si era
finalmente rassegnato all’idea di avere una capigliatura quasi accettabile. L’unico
lato positivo è che meno capelli ha e più è difficile che possa rifarsi le
treccine.
2. Daniel Ricciardo - Redbull +6.996
In conferenza stampa ha trolleggiato con i giornalisti,
scambiando uno scozzese per un irlandese... o viceversa, non mi è chiaro. Su Tumblaaaaahhhhh
stranamente nessuno è insorto, sostenendo che scambiare gli scozzesi per gli
irlandesi sia “offensive”, “problematic”, “cultural appropriation” o qualcosa
del genere.
3. Max Verstappen - Redbull +13.413
Sbuca dappertutto come il prezzemolo, questo ormai l’abbiamo
appurato. Credo che ci sia poco altro da dire, se non che se proprio dobbiamo
sempre vederlo sul podio e sentire sviolinate nei suoi confronti, almeno che
salga sul podio quando arriverà il gran premio in cui non ha ancora raggiunto
la drinking age.
4. Nico Rosberg - Mercedes +15.845
Credo che prima del gran premio abbia risposto al
sondaggio sui piloti della Toro Rosso e che abbia vinto un poster a grandezza
naturale di Verstappino. E già che c’era anche uno di Maldonado che ride con
aria da trollface e un frullatore in mano.
5. Sebastian Vettel - Ferrari +32.570
Notizia positiva: le Ferrari esistono davvero.
6. Kimi Raikkonen - Ferrari +37.023
Notizia positiva: un altro dettaglio sembra confermarlo.
7. Nico
Hulkenberg - Force India +1:10.049
#HulkWins!!!111!!!! alla fine ha superato un po’ di
vetture in difficoltà, conquistando una settima posizione e terminando la gara
a pieni giri.
8.
Jenson Button - McLaren +1 Lap
*inchino*
9.
Valtteri Bottas - Williams +1 Lap
Incredibile ma vero, ma Williams è riuscita a portarsi a
casa due punti.
10.
Sergio Perez - Force India +1 Lap
Checo in zona punti ci è entrato verso la fine della
gara, quando ha superato nientemeno che Ferni.
11. Esteban Gutiérrez - Haas +1 Lap
Checo non è stato il solo. Lato positivo: Gutiiii e
Ferniiii si sono ritrovati vicini senza che nessuno dei due andasse a
sfracellarsi dopo un cappottamento multiplo. Questa è una epic win con la E
maiuscola.
12. Fernando Alonso - McLaren +1 Lap
Probabilmente Ferniiii dissentirà, perché arrivare
dodicesimo non è esattamente una epic win, però entrambe le McLaren sono
arrivate al podio e questo è un riconoscimento di un certo livello.
13. Romain Grosjean - Haas +1 Lap
È arrivato dietro a Gutiiii, di nuovo. Ed è stato davanti
alle Toro Rosso!
14. Carlos Sainz - Toro Rosso +1 Lap
È sparito nel nulla, da un certo punto in poi. Quel certo
punto potrebbe essere stata la partenza.
15. Daniil Kvyat - Toro Rosso +1 Lap
Non mi piace sparare sulla croce rossa, quindi ho deciso
di astenermi e di fingere che quindicesimo non sia arrivato nessuno.
16.
Kevin Magnussen - Renault +1 Lap
Speravo che il figonehhhhh biondohhhhh con le bracciahhhh
tatuatehhhh venisse asfaltato dal compagno di squadra per il secondo giorno
consecutivo, ma certe cose non solo capitano molto raramente, ma è molto
improbabile che capitino due giorni di seguito.
17.
Pascal Wehrlein - Manor +2 Laps
Peccato che non sia stato davanti alla Renault di Kmag,
ma non si può avere tutto dalla vita. Intanto alla partenza lui e Rio si sono
presi a sportellate!!!!!!!!!! *________* Sarebbe stato molto epico se ci fosse
stato qualcosa in stile Montreal 2014, ma non si può avere tutto dalla vita.
18.
Marcus Ericsson - Sauber +2 Laps
Almeno una delle Sauber è arrivata al traguardo, ma non è
molto consolatorio.
19.
Jolyon Palmer - Renault +2 Laps
Devo dire qualcosa? Devo proprio sforzarmi di dire
qualcosa? Ho deciso di non farlo.
20. Rio
Haryanto - Manor +2 Laps
Se non altro Jolly era in buona compagnia. Ormai questi
due devono conoscersi molto bene, visto che stanno sempre così vicini.
RIT.
Felipe Nasr - Sauber +10 Laps
Il Giovane Felipe non ha raggiunto la fine della gara.
RIT.
Felipe Massa - Williams +31 Laps
Il Vecchio Felipe nemmeno, ma di questo ne avevamo già
parlato.
Poi sì, siamo in piena pausa estiva, quindi è il caso di
andare a dare un’occhiata alle classifiche, che dicono testualmente che
Hamilton è in testa con diciannove punti di vantaggio nei confronti di Rosberg.
Se tutte le sviolinate si tradurranno in realtà, potrebbe essere l’ultima volta
in cui nella classifica di metà stagione né il primo né il secondo classificato
fanno di cognome Verstappen e ciò mi fa scendere una lacrima...
E no, prima che qualcuno me lo chieda, non ho niente
contro Verstappen, ma mi sentirei molto più sollevata se, dopo un mese che era
in Formula 1, non avessi letto osservazioni come “chi è il pilota più forte di
sempre tra Senna, Schumacher e Verstappen?” e se non dovessi sentire elogi e
leccate di cu*o nei suoi confronti ogni tre per due.
Dato che siamo in piena estate, vediamo di andare a dare
un’occhiata a che cosa stanno combinando i piloti in questo periodo. Ho già
visto su Twitter una foto di Hamilton insieme a Rita Ora(?), dove l’abbigliamento
di entrambi mi sembrava alquanto discutibile.
Dall’analisi dei profili Instagram e Twitter risulta che:
- Massa è a casa(?) con il figlio e il cane;
- Alonso scrive dediche smielate alla sua nuova fiamma
(la ex di Valentino Rossi);
- Perez partecipa a raduni tra vecchi amici;
- Bottas è in Brasile insieme alla fidanzata nuotatrice
che sta gareggiando alle olimpiadi;
- Hulkenberg canta in un altoparlante;
- Ricciardo è seduto a tavola insieme a Button e a un
tizio con i capelli rasati;
- Rosberg è sdraiato per terra con il proprio cane in
mezzo alle gambe;
- Vestappino è in piscina su un materassino;
- Ericsson è vestito elegante ed è a bocca chiusa;
- gli altri sono o dei soggetti estremamente riservati o
dei soggetti estremamente noiosi.
domenica 31 luglio 2016
GRAN PREMIO DI GERMANIA: QUALIFICHE + GARA
Nel weekend del 31 Luglio si svolge il 12° gran premio del campionato 2016, quello di Germania, che l'anno scorso non fu disputato, sul circuito di Hockenheim.
Nella giornata di sabato, in una qualifica caratterizzata da ben pochi colpi di scena, Rosberg conquista la pole position davanti al compagno di squadra, alle Redbull e alle Ferrari.
Il risultato è il seguente:
Il risultato è il seguente:
1. Rosberg - Mercedes, 2. Hamilton - Mercedes
3. Ricciardo - Redbull, 4. Verstappen - Redbull
5. Raikkonen - Ferrari, 6. Vettel - Ferrari
7. Hulkenberg - Force India, 8. Bottas - Williams
9. Perez - Force India, 10. Massa - Williams
11. Gutierrez - Haas, 12. Button - McLaren
13. Sainz - Toro Rosso, 14. Alonso - McLaren
15. Grosjean - Haas - 16. Palmer - Renault
17. Magnussen - Renault, 18. Wehrlein - Manor
19. Kvyat - Toro Rosso, 20. Haryanto - Manor
21. Nasr - Sauber, 22. Ericsson - Sauber
3. Ricciardo - Redbull, 4. Verstappen - Redbull
5. Raikkonen - Ferrari, 6. Vettel - Ferrari
7. Hulkenberg - Force India, 8. Bottas - Williams
9. Perez - Force India, 10. Massa - Williams
11. Gutierrez - Haas, 12. Button - McLaren
13. Sainz - Toro Rosso, 14. Alonso - McLaren
15. Grosjean - Haas - 16. Palmer - Renault
17. Magnussen - Renault, 18. Wehrlein - Manor
19. Kvyat - Toro Rosso, 20. Haryanto - Manor
21. Nasr - Sauber, 22. Ericsson - Sauber
Penalità:
+1 posizione per Hulkenberg: irregolarità con un set di gomme utilizzato in qualifica;
+3 posizioni per Sainz: ostruzione ai danni di Massa nel corso della qualifica;
+5 posizioni per Grosjean: sostituzione del cambio.
+1 posizione per Hulkenberg: irregolarità con un set di gomme utilizzato in qualifica;
+3 posizioni per Sainz: ostruzione ai danni di Massa nel corso della qualifica;
+5 posizioni per Grosjean: sostituzione del cambio.
La gara prevede 67 giri e viene disputata in condizioni di asciutto, anche se negli ultimi giri cadranno alcune gocce di pioggia che non condizioneranno in nessun modo il risultato.
Alla partenza Hamilton prende la testa della gara, mentre le Redbull si infilano tra le Mercedes con Verstappen che risale in seconda posizione davanti a Ricciardo e Rosberg, mentre Vettel supera il compagno di squadra la via portandosi al quinto posto. Le due Ferrari non si metteranno molto in mostra nel proseguimento della gara che sarà incentrata sul duello, generalmente a distanza, tra Mercedes e Redbull.
Sono partiti tutti (almeno davanti) su gomme supersoft e sono su una strategia di tre pitstop; mentre Hamilton e Ricciardo passano alle soft per il secondo stint, Verstappen e Rosberg proseguono sulle supersoft per poi passare alle soft nello stint successivo. È a quel punto che Rosberg compie un sorpasso su Verstappen che finisce però fuori traiettoria: Rosberg verrà penalizzato con uno stop and go di cinque secondi che sconterà nella successiva sosta e in realtà sembra che il team abbia anche qualche problema di cronometraggio dato che prima di effettuare il cambio gomme sembra che rimangano fermi tra i sette e gli otto secondi.
Tornando un attimo indietro, dopo la seconda sosta Ricciardo passa abbastanza agevolmente Verstappen e Rosberg portandosi in seconda posizione e nell'ultimo stint (che le Redbull fanno su gomme supersoft mentre le Mercedes sono ancora una volta su soft) in certi tratti è il pilota più veloce in pista e riesce ad avvicinarsi a Hamilton, anche se il gap tra i due rimane molto elevato e Ricciardo deve accontentarsi della seconda posizione.
Nelle zone basse della top-10 c'è molto più movimento, soprattutto nelle fasi conclusive della gara, quando Bottas perde la settima posizione a vantaggio di Hulkenberg e poi anche l'ottava a vantaggio di Bottas, mentre Alonso commette un errore mentre era decimo e viene superato da Perez, per poi perdere anche l'undicesima piazza subendo un sorpasso da Gutierrez.
A proposito di quest'ultimo, lui e il compagno di squadra sono stati impegnati in parecchi duelli nel corso della gara, così come Magnussen.
Il clou dei clou rimane comunque un contatto, seppure con poche conseguenze, tra le due Manor alla partenza.
Unici ritirati della gara sono Massa, che parcheggia ai box a metà gara, dopo avere avuto problemi fin dall'inizio avendo danneggiato la vettura in una collisione al via con Palmer, e Nasr che si ritira per problemi tecnici a pochi giri dalla fine.
Alla partenza Hamilton prende la testa della gara, mentre le Redbull si infilano tra le Mercedes con Verstappen che risale in seconda posizione davanti a Ricciardo e Rosberg, mentre Vettel supera il compagno di squadra la via portandosi al quinto posto. Le due Ferrari non si metteranno molto in mostra nel proseguimento della gara che sarà incentrata sul duello, generalmente a distanza, tra Mercedes e Redbull.
Sono partiti tutti (almeno davanti) su gomme supersoft e sono su una strategia di tre pitstop; mentre Hamilton e Ricciardo passano alle soft per il secondo stint, Verstappen e Rosberg proseguono sulle supersoft per poi passare alle soft nello stint successivo. È a quel punto che Rosberg compie un sorpasso su Verstappen che finisce però fuori traiettoria: Rosberg verrà penalizzato con uno stop and go di cinque secondi che sconterà nella successiva sosta e in realtà sembra che il team abbia anche qualche problema di cronometraggio dato che prima di effettuare il cambio gomme sembra che rimangano fermi tra i sette e gli otto secondi.
Tornando un attimo indietro, dopo la seconda sosta Ricciardo passa abbastanza agevolmente Verstappen e Rosberg portandosi in seconda posizione e nell'ultimo stint (che le Redbull fanno su gomme supersoft mentre le Mercedes sono ancora una volta su soft) in certi tratti è il pilota più veloce in pista e riesce ad avvicinarsi a Hamilton, anche se il gap tra i due rimane molto elevato e Ricciardo deve accontentarsi della seconda posizione.
Nelle zone basse della top-10 c'è molto più movimento, soprattutto nelle fasi conclusive della gara, quando Bottas perde la settima posizione a vantaggio di Hulkenberg e poi anche l'ottava a vantaggio di Bottas, mentre Alonso commette un errore mentre era decimo e viene superato da Perez, per poi perdere anche l'undicesima piazza subendo un sorpasso da Gutierrez.
A proposito di quest'ultimo, lui e il compagno di squadra sono stati impegnati in parecchi duelli nel corso della gara, così come Magnussen.
Il clou dei clou rimane comunque un contatto, seppure con poche conseguenze, tra le due Manor alla partenza.
Unici ritirati della gara sono Massa, che parcheggia ai box a metà gara, dopo avere avuto problemi fin dall'inizio avendo danneggiato la vettura in una collisione al via con Palmer, e Nasr che si ritira per problemi tecnici a pochi giri dalla fine.
I TOP: saltano facilmente all'occhio Hamilton che ha vinto e Ricciardo che in altre circostanze avrebbe potuto vincere, mentre tra quelli che hanno concluso più indietro mi sembra il caso di citare Button che finalmente è riuscito a ottenere qualcosa.
I FLOP: saltano all'occhio facilmente Rosberg e le Ferrari al di sotto delle aspettative, mentre quell'altro che mi salta all'occhio e che era di gran lunga sotto dalle aspettative fin da ieri preferisco non citarlo perché, nonostante secondo me sia il vero "reject of the weekend", dopo avere visto due Redbull sul podio, equivale a sparare sulla croce rossa.
I FLOP: saltano all'occhio facilmente Rosberg e le Ferrari al di sotto delle aspettative, mentre quell'altro che mi salta all'occhio e che era di gran lunga sotto dalle aspettative fin da ieri preferisco non citarlo perché, nonostante secondo me sia il vero "reject of the weekend", dopo avere visto due Redbull sul podio, equivale a sparare sulla croce rossa.
RISULTATO:
1. Lewis Hamilton - Mercedes 1:30:44.200
2. Daniel Ricciardo - Redbull +6.996
3. Max Verstappen - Redbull +13.413
4. Nico Rosberg - Mercedes +15.845
5. Sebastian Vettel - Ferrari +32.570
6. Kimi Raikkonen - Ferrari +37.023
7. Nico Hulkenberg - Force India +1:10.049
8. Jenson Button - McLaren +1 Lap
9. Valtteri Bottas - Williams +1 Lap
10. Sergio Perez - Force India +1 Lap
11. Esteban Gutiérrez - Haas +1 Lap
12. Fernando Alonso - McLaren +1 Lap
13. Romain Grosjean - Haas +1 Lap
14. Carlos Sainz - Toro Rosso +1 Lap
15. Daniil Kvyat - Toro Rosso +1 Lap
16. Kevin Magnussen - Renault +1 Lap
17. Pascal Wehrlein - Manor +2 Laps
18. Marcus Ericsson - Sauber +2 Laps
19. Jolyon Palmer - Renault +2 Laps
20. Rio Haryanto - Manor +2 Laps
RIT. Felipe Nasr - Sauber +10 Laps
RIT. Felipe Massa - Williams +31 Laps
1. Lewis Hamilton - Mercedes 1:30:44.200
2. Daniel Ricciardo - Redbull +6.996
3. Max Verstappen - Redbull +13.413
4. Nico Rosberg - Mercedes +15.845
5. Sebastian Vettel - Ferrari +32.570
6. Kimi Raikkonen - Ferrari +37.023
7. Nico Hulkenberg - Force India +1:10.049
8. Jenson Button - McLaren +1 Lap
9. Valtteri Bottas - Williams +1 Lap
10. Sergio Perez - Force India +1 Lap
11. Esteban Gutiérrez - Haas +1 Lap
12. Fernando Alonso - McLaren +1 Lap
13. Romain Grosjean - Haas +1 Lap
14. Carlos Sainz - Toro Rosso +1 Lap
15. Daniil Kvyat - Toro Rosso +1 Lap
16. Kevin Magnussen - Renault +1 Lap
17. Pascal Wehrlein - Manor +2 Laps
18. Marcus Ericsson - Sauber +2 Laps
19. Jolyon Palmer - Renault +2 Laps
20. Rio Haryanto - Manor +2 Laps
RIT. Felipe Nasr - Sauber +10 Laps
RIT. Felipe Massa - Williams +31 Laps
sabato 30 luglio 2016
Riflessioni pomeridiane su Daniil Kvyat
Potrei dedicare questo post chi parte dalle prime file, specificando che davanti a tutti ci sono, con grande sorpresa di tutti, le due Mercedes, poi a seguire le Redbull e le Ferrari. Potrei dedicarmi al fatto che non ci sono ancora state polemiche ipotizzando complotti pro-Rosberg, pro-Hamilton, pro-chiunque altro... e invece no, non intendo farlo, perché c'è un'altra questione di cui è giunto il momento di occuparmi.
Voglio parlare di Daniil Kvyat, perché dopo il "kwes mess" non ha cavato un ragno dal buco e sfortunatamente sembra che stia continuando a non cavare un ragno dal buco.
A me, questo ragazzo mette tristezza. Me ne mette molta di più dei vari Buemi, Alguersuari e Vergne di turno, a cui un bel giorno è stato detto "alla fine dell'anno ti scade il contratto, non solo non ti promuoviamo in Redbull ma nemmeno te lo rinnoviamo con la Toro Rosso". Un fatto del genere, in un'altra squadra, sarebbe stato considerato l'ordine naturale delle cose.
Ciò che è accaduto a Kvyat è stato diverso: lui in Redbull già l'avevano piazzato, poi hanno deciso di impacchettarlo e rispedirlo al mittente. Sfortunatamente per noi, se consideriamo soltanto i numeri e non l'etica della loro decisione, non si può neanche dire che abbiano avuto tutti i torti.
Non ho problemi ad ammettere che, il giorno in cui fu annunciato il passaggio di Kvyat in Redbull, quando non mi sembrava ancora abbastanza pronto per la Redbull, da qualche parte credo di avere scritto un'invettiva in cui criticavo il fatto che la Redbull scommettesse troppo sul proprio junior team, senza mai guardare all'esterno dove avrebbero potuto esserci altri piloti validi.
Dopo il GP di Russia di quest'anno e il "kwes mess" mi sono accorta che avevo una visione troppo semplicistica delle cose.
La Redbull non ha scommesso troppo su Kvyat. E' che all'epoca non c'era nessuno che li aggradasse maggiormente. Non appena l'hanno trovato, l'hanno piazzato lì, a stagione in corso, quando la logica avrebbe potuto suggerire di tenere Kvyat almeno fino alla fine dell'anno, dato che a parte una cazzata commessa in una fase di partenza per il resto aveva fatto bene.
Ora Kvyat si sta rivelando al di sotto delle aspettative... e meno male che la minore competitività avrebbe dovuto fargli bene.
Inizio a temere che non lo vedremo in Formula 1 la prossima stagione. Si parla di Williams, si parla di Renault, ma troppi piloti vengono associati a questi due team e, in tutta sincerità, non è che Kvyat abbia qualcosa, al giorno d'oggi, per apparire più promettente di altri.
Inizio a temere che non lo vedremo in Formula 1 e, se così fosse, la cosa mi dispiacerebbe parecchio.
Voglio parlare di Daniil Kvyat, perché dopo il "kwes mess" non ha cavato un ragno dal buco e sfortunatamente sembra che stia continuando a non cavare un ragno dal buco.
A me, questo ragazzo mette tristezza. Me ne mette molta di più dei vari Buemi, Alguersuari e Vergne di turno, a cui un bel giorno è stato detto "alla fine dell'anno ti scade il contratto, non solo non ti promuoviamo in Redbull ma nemmeno te lo rinnoviamo con la Toro Rosso". Un fatto del genere, in un'altra squadra, sarebbe stato considerato l'ordine naturale delle cose.
Ciò che è accaduto a Kvyat è stato diverso: lui in Redbull già l'avevano piazzato, poi hanno deciso di impacchettarlo e rispedirlo al mittente. Sfortunatamente per noi, se consideriamo soltanto i numeri e non l'etica della loro decisione, non si può neanche dire che abbiano avuto tutti i torti.
Non ho problemi ad ammettere che, il giorno in cui fu annunciato il passaggio di Kvyat in Redbull, quando non mi sembrava ancora abbastanza pronto per la Redbull, da qualche parte credo di avere scritto un'invettiva in cui criticavo il fatto che la Redbull scommettesse troppo sul proprio junior team, senza mai guardare all'esterno dove avrebbero potuto esserci altri piloti validi.
Dopo il GP di Russia di quest'anno e il "kwes mess" mi sono accorta che avevo una visione troppo semplicistica delle cose.
La Redbull non ha scommesso troppo su Kvyat. E' che all'epoca non c'era nessuno che li aggradasse maggiormente. Non appena l'hanno trovato, l'hanno piazzato lì, a stagione in corso, quando la logica avrebbe potuto suggerire di tenere Kvyat almeno fino alla fine dell'anno, dato che a parte una cazzata commessa in una fase di partenza per il resto aveva fatto bene.
Ora Kvyat si sta rivelando al di sotto delle aspettative... e meno male che la minore competitività avrebbe dovuto fargli bene.
Inizio a temere che non lo vedremo in Formula 1 la prossima stagione. Si parla di Williams, si parla di Renault, ma troppi piloti vengono associati a questi due team e, in tutta sincerità, non è che Kvyat abbia qualcosa, al giorno d'oggi, per apparire più promettente di altri.
Inizio a temere che non lo vedremo in Formula 1 e, se così fosse, la cosa mi dispiacerebbe parecchio.
giovedì 28 luglio 2016
Chi ben comincia è a metà dell'opera, ma poi si ferma e ritorna a scrivere i "chi ben comincia" solo in presenza di momenti pittoreschi
Confessate: i "chi ben comincia" vi sono mancati.
...
...
...Okay, magari no, ma direi di soprassedere, perché nonostante un mese e mezzo d'assenza l'Autrice(C) ha deciso di ovviare all'assenza di foto-commenti interessanti e, per riepilogare il Gran Premio d'Ungheria dell'altro giorno, ha scelto di postare una sfilza di immagini di un certo livello che riassumano a pieno l'essenza della Formula 1.
...
...
...Anzi, ne basta solo una, perché ci sono immagini che valgono più di mille parole e, per quanto un'immagine dica poco, mi rendo conto che un'immagine può anche essere più equivoca del video dal quale è stata estrapolata tramite screenshot.
Tale scena è avvenuta dopo oltre un quarto d'ora di conferenza stampa, in cui i piloti avevano avuto il tempo di:
1) commentare il risultato della gara;
2) commentare l'aspetto delle donne del posto;
3) discutere meno animatamente di quanto avrebbero fatto dei piloti di Nascar sulla regolarità o sull'irregolarità di una manovra commessa da uno dei presenti;
4) chiacchierare per i fatti loro mentre uno dei tre rispondeva alle domande.
Poi è arrivata una scena da "old glory days", nonostante non si tratti esattamente di "old" days, almeno per il momento.
L'immagine è questa:
Ebbene sì, pochi minuti prima che la conferenza stampa, senza nessun motivo particolare, Rosberg ha deciso che era giunto il momento per raccogliere da terra una bottiglia d'acqua e di infilarla tra le gambe di Hamilton, dando il via a pochi secondi di risate generali, prima che si tornasse alla serietà, con una domanda posta da un giornalista all'indirizzo di Hamilton. Che poi la risposta di Hamilton sia stata che aveva bisogno di andare in bagno non aiuta molto il clima di serietà, ma questi sono dettagli...
A proposito, ho trovato un'interpretazione al fatto della bottiglia. Su Youtube qualcuno sostiene che Rosberg l'abbia passata a Hamilton affinché potesse farci dentro i propri bisogni.
La cosa non era ancora di dominio pubblico, in quel momento, però l'interpretazione mi piace. Significherebbe che, nel corso di una conferenza stampa, i piloti confidano ai propri colleghi di avere urgente bisogno di urinare.
Mi ricorda un po' l'epoca del mio precedente lavoro, quando la mia collega, mentre era in attesa al telefono, alzava gli occhi al cielo mormorando "dai, sbrigati, che devo andare a pisciare!"...
...
...
...Okay, magari no, ma direi di soprassedere, perché nonostante un mese e mezzo d'assenza l'Autrice(C) ha deciso di ovviare all'assenza di foto-commenti interessanti e, per riepilogare il Gran Premio d'Ungheria dell'altro giorno, ha scelto di postare una sfilza di immagini di un certo livello che riassumano a pieno l'essenza della Formula 1.
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...Anzi, ne basta solo una, perché ci sono immagini che valgono più di mille parole e, per quanto un'immagine dica poco, mi rendo conto che un'immagine può anche essere più equivoca del video dal quale è stata estrapolata tramite screenshot.
Tale scena è avvenuta dopo oltre un quarto d'ora di conferenza stampa, in cui i piloti avevano avuto il tempo di:
1) commentare il risultato della gara;
2) commentare l'aspetto delle donne del posto;
3) discutere meno animatamente di quanto avrebbero fatto dei piloti di Nascar sulla regolarità o sull'irregolarità di una manovra commessa da uno dei presenti;
4) chiacchierare per i fatti loro mentre uno dei tre rispondeva alle domande.
Poi è arrivata una scena da "old glory days", nonostante non si tratti esattamente di "old" days, almeno per il momento.
L'immagine è questa:
Ebbene sì, pochi minuti prima che la conferenza stampa, senza nessun motivo particolare, Rosberg ha deciso che era giunto il momento per raccogliere da terra una bottiglia d'acqua e di infilarla tra le gambe di Hamilton, dando il via a pochi secondi di risate generali, prima che si tornasse alla serietà, con una domanda posta da un giornalista all'indirizzo di Hamilton. Che poi la risposta di Hamilton sia stata che aveva bisogno di andare in bagno non aiuta molto il clima di serietà, ma questi sono dettagli...
A proposito, ho trovato un'interpretazione al fatto della bottiglia. Su Youtube qualcuno sostiene che Rosberg l'abbia passata a Hamilton affinché potesse farci dentro i propri bisogni.
La cosa non era ancora di dominio pubblico, in quel momento, però l'interpretazione mi piace. Significherebbe che, nel corso di una conferenza stampa, i piloti confidano ai propri colleghi di avere urgente bisogno di urinare.
Mi ricorda un po' l'epoca del mio precedente lavoro, quando la mia collega, mentre era in attesa al telefono, alzava gli occhi al cielo mormorando "dai, sbrigati, che devo andare a pisciare!"...
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