martedì 6 agosto 2013

NASCAR SPRINT CUP SERIES 2013: Gobowling.com 400, Pocono Raceway, Long Pond (21/36), 4 agosto

Numero di giri: 160
Pole position: Jimmy Johnson

VIA: subito al primo giro c’è un incidente tra Stenhouse, Montoya e Kenseth, che provoca la prima caution. Quando la gara riprende Johnson è sempre in testa davanti a Kyle e Kurt Bush, Newman, Biffle, Edwards, Ambrose, Hamlin, Logano, Harvick...
Al 16° giro Hamlin finisce a muro: seconda caution con alcuni piloti che rientrano ai box, dopo la quale Johnson è sempre in testa davanti a Kyle Busch. Busch verrà superato da Keselowski al 26° giro. I piloti che si trovano nelle prime posizioni si fermano ai box in regime di verde intorno al 45° giro: Johnson si ritrova di nuovo in testa davanti a Keselowski.

Al 54° giro Gilliland finisce a muro: terza caution. Alcuni piloti rientrano ai box, altri no. Keselowski si trova in testa, mentre Johnson che s’è fermato è solo 14°.
Keselowski verrà superato da Kahne che sarà leader fino al pit-stop, intorno al 70° giro, tornerà davanti Johnson dove resterà fino al 76° giro prima di strisciare contro al muro e di forare: quarta caution.

Kahne è in testa al restart, ma viene subito superato da Keselowski, che rimarrà leader per una decina di giri prima che sia Keselowski a tornare davanti.
Subito dopo c’è la quinta caution, causata da un contatto di Stremme contro al muro. Il restart è a 60 giri dal termine: Truex che non s’è fermato ai box si trova in testa davanti a Kahne, Kyle B., Kurt B. e Dale Jr. Un paio di giri più tardi Almirola va in testacoda: sesta caution, nel corso della quale Truex si ferma ai box, e Kahne torna in prima posizione.

A 51 giri dalla fine c’è un contatto tra Kvapil, Danica, Burton e Menard: settima caution. Burton si ritira, gli altri giungono ai box. Anche Danica si ritira. Gli altri due pare di no. Replay: Danica è andata in testacoda dopo un contatto con un’altra vettura(?) e le vetture che seguivano sono andate una addosso all’altra.

Dopo il restart seguono vari giri di verde, nel corso dei quali vengono anche effettuati ulteriori pit-stop, dopo i quali Kahne torna in testa davanti a Dale Jr e Gordon, con quest’ultimo che si porterà in seconda posizione; Newman è quarto.
Kahne aveva un enorme vantaggio nei loro confronti quando a 12 giri dalla fine c’è l’ottava caution causata dalla presenza di detriti. Si riparte a nove giri dalla fine, Kahne mantiene inizialmente la prima posizione per poi essere superato da Gordon.

Quattro giri più tardi Kenseth finisce a muro: nona caution. Il restart avviene quando mancano due giri alla fine. Gordon è in testa ma viene superato da Kahne, che ottiene la vittoria.
Gordon festeggia con una seconda posizione e terzo chiude Kurt Busch. Angolo gossip dei piloti: il giorno della gara è il compleanno sia di Gordon (42 anni) sia di Busch (35).

Il risultato
1. (18) Kasey Kahne, Chevrolet, 160, $208,500.
2. (22) Jeff Gordon, Chevrolet, 160, $199,221.
3. (5) Kurt Busch, Chevrolet, 160, $153,930.
4. (4) Ryan Newman, Chevrolet, 160, $161,343.
5. (25) Dale Earnhardt Jr., Chevrolet, 160, $125,385.
6. (11) Brad Keselowski, Ford, 160, $152,351.
7. (6) Joey Logano, Ford, 160, $121,593.
8. (2) Kyle Busch, Toyota, 160, $132,568.
9. (20) Tony Stewart, Chevrolet, 160, $129,910.
10. (7) Greg Biffle, Ford, 160, $101,535.
11. (3) Carl Edwards, Ford, 160, $120,685.
12. (8) Marcos Ambrose, Ford, 160, $111,674.
13. (1) Jimmie Johnson, Chevrolet, 160, $141,596.
14. (16) Clint Bowyer, Toyota, 160, $120,143.
15. (26) Martin Truex Jr., Toyota, 160, $113,985.
16. (12) Jamie McMurray, Chevrolet, 160, $106,530.
17. (14) Kevin Harvick, Chevrolet, 160, $123,171.
18. (28) Mark Martin, Toyota, 160, $92,685.
19. (33) Bobby Labonte, Toyota, 160, $105,393.
20. (10) Aric Almirola, Ford, 160, $117,046.
21. (30) David Ragan, Ford, 160, $102,718.
22. (24) Matt Kenseth, Toyota, 160, $113,201.
23. (32) Dave Blaney, Chevrolet, 160, $92,018.
24. (29) Casey Mears, Ford, 160, $97,293.
25. (36) JJ Yeley, Chevrolet, 160, $77,860.
26. (23) Travis Kvapil, Toyota, 160, $94,607.
27. (41) Timmy Hill, Ford, 158, $78,285.
28. (19) Juan Pablo Montoya, Chevrolet, 157, $103,849.
29. (38) Landon Cassill, Chevrolet, 157, $73,485.
30. (31) David Stremme, Toyota, 151, $77,335.
31. (35) David Reutimann, Toyota, 141, $73,185.
32. (21) Paul Menard, Chevrolet, 127, $103,001.
33. (15) AJ Allmendinger, Chevrolet, Brakes, 122, $80,810.
34. (17) Ricky Stenhouse Jr., Ford, 113, $120,946.
35. (34) Danica Patrick, Chevrolet, Accident, 110, $72,460.
36. (13) Jeff Burton, Chevrolet, Accident, 109, $80,210.
37. (39) Joe Nemechek, Toyota, Accident, 55, $72,028.
38. (43) Tony Raines, Chevrolet, Brakes, 53, $67,050.
39. (37) David Gilliland, Ford, Accident, 51, $63,050.
40. (27) Michael McDowell, Ford, Brakes, 44, $59,050.
41. (40) Josh Wise, Ford, Brakes, 44, $55,050.
42. (42) Alex Kennedy, Toyota, Vibration, 22, $51,050.
43. (9) Denny Hamlin, Toyota, Accident, 14, $67,350.

lunedì 5 agosto 2013

INDYCAR 2013: #12: Indy 200 at Mid Ohio (4 agosto)

Ho pasticciato con aTube Catcher e ho scaricato il video della gara, che non ho potuto vedere ieri, in formato VAF anziché il classico MP4. Ecco spiegato perché ci ho messo un’ora e mezza per scaricarlo anziché una ventina di minuti come avrei potuto metterci se avessi scelto l’altro formato.
Aggiungo che non ho idea di quale sia il risultato della gara mentre scrivo questa sintesi, e che tutto quello che scrivo è scritto in diretta.

Notizie pre-gara: il team Herta (dubbio: ma l’ex pilota titolare del team è per caso uno che negli anni ’90 aveva un paio di occhiali spessi come fondi di bottigli?) ha messo a piedi Tagliani (A.K.A. il sosia di Liuzzi) e ha messo al suo posto nientemeno che Luca Filippi, dei cui trascorsi da telecronista ho parlato in passato; debutta anche James Davison al team Dale Coyne, laddove abbiamo già visto prima di lui Ana Beatriz, Mike Conway e Pippa Mann.

Cronaca della Indy 200 Mid-Ohio
Il tizio che dà il comando “drivers, start your engines” indossa un cappello texano, cosa che a mio parere lo rende alquanto ridicolo.
Andiamo comunque avanti... Un altro dettaglio interessante è che Franchitti guida una vettura celeste e che la vettura della Panther Racing è rosa.

Griglia di partenza: Hunter-Reay, Power, Dixon, Andretti, Kimball, Franchitti, Wilson, Pagenaud, De Silvestro, Jakes, Viso, Hinchcliffe, Bourdais, Castroneves, Sato, Davison, Servia, Newgarden, Kanaan, Saavedra, Vautier, Rahal, Carpenter, Filippi. Numero giri: 90.

VIA! Hunter-Reay mantiene la prima posizione davanti a Power e Dixon, mentre Kimball supera Andretti portandosi in quarta posizione. Di fatto davanti non accade nulla di notevole, mentre nelle retrovie Filippi recupera un paio di posizioni, venendo elogiato dai telecronisti, contrariamente a lui quando era telecronista che in genere criticava e basta. Intorno al 7° giro Filippi si rende protagonista di un duello epico con Rahal, ed è Rahal, almeno per il momento, a tornargli davanti.

All'11° giro Servia, sulla vettura rosa XD, rischia seriamente di finire in testacoda, ma riesce a rimanere in pista.

Il primo pilota fermarsi ai box è Hinchcliffe, mentre anche altri piloti in posizioni abbastanza arretrate si fermano intorno al 10-11° giro.
Tra i piloti partiti tra le prime posizioni il primo a fermarsi è Andretti al 16° giro, quando si trovava in nona posizione, essendo stato superato da diverse vetture nelle prime fasi di gara.
Tra i piloti della top-5 (Hunter-Reay, Power, Dixon, Kimball e Franchitti) il primo a rientrare è Kimball al 20° giro, mentre gli altri piloti di testa proseguono ancora.

Al 26-27° giro circa rientrano sia Wilson sia la De Silvestro, che erano risaliti rispettivamente fino alla 5^ e 6^ posizione.
La De Silvestro rientra in pista davanti a Castroneves in 10^ posizione e ha il brasiliano praticamente negli scarichi, che la supererà al 30° giro.

A un terzo di gara i piloti di testa rientrano ai box: Franchitti al 30° giro, Hunter-Reay, Power e Dixon il giro successivo.
Al momento va in testa Kimball, che però dovrà effettuare un pit-stop in più. Secondo e terzo ci sono Hinchcliffe e Pagenaud, mentre Hunter-Reay è quarto a una ventina di secondi dal leader davanti.

Hinchcliffe rientra ai box per la seconda volta al 36° giro (seguito poco dopo da vari piloti che si trovavano nelle retrovie): durante la sosta sembrano esserci dei problemi e rimane fermo più a lungo del previsto, inoltre torna in pista nel traffico.
Il gap tra Kimball è salito a circa 30 secondi su Hunter-Reay quando rientra ai box al 42° giro, rimanendo davanti a quello che era il leader per i primi trenta giri di gara. Pagenaud, ormai prossimo al pit-stop, è in testa con 17 secondi su Kimball e 23 su Hunter-Reay. Ha comunque la vettura ormai molto leggera e il gap incrementa parecchio nei giri che seguono. Rientrerà al 17° tornando in pista secondo alle spalle di Kimball, con un discreto vantaggio su Hunter-Reay.

È da specificare che frattanto diversi piloti sono già rientrati ai box per la seconda sosta, e tra questi c’è anche Franchitti, nonostante si fosse fermato la prima volta al 30°. Anche Dixon si ferma per la seconda sosta poco dopo la metà della gara. Entrambi, quindi, effettueranno un totale di tre soste.
A questo punto i due si trovano nelle ultime posizioni della top-ten, che è costituita da: Kimball, Pagenaud, Hunter-Reay, Power, Hinchcliffe, Andretti, Castroneves, Wilson, Franchitti e Dixon.

A due terzi di gara Hunter-Reay e Power rientrano ai box contemporaneamente: a causa di un errore durante la sosta Hunter-Reay perde terreno, venendo sopravanzato da Power.
Poco dopo Hinchcliffe è il primo pilota a fermarsi per la terza sosta. Kimball rientra cinque giri dopo rispetto a Power e Hunter-Reay.

Kanaan si ritira a causa di una ruota male imbullonata (prima di perderla, non come fanno in Formula 1 XD), intanto, quando mancano 25 giri alla fine, ma abbandona la vettura in una via di fuga, perciò non causa alcun problema.

Mancano 18 giri alla fine quando Pagenaud rientra ai box per l’ultima sosta. Kimball, frattanto, è rallentato da Viso, doppiato, che gli è davanti.
Quando torna in pista lui e Kimball procedono quasi affiancati e dopo quello che se fosse avvenuto nelle retrovie avrei etichettato come duello epico, è Kimball, che prima aveva rischiato di finire sull’erba, a stare davanti a Pagenaud.

In terza posizione, dopo l’ultima sosta, si è portato Franchitti, dopodiché Power e Hunter-Reay sono quarto e quinto. Castroneves è in sesta posizione davanti ad Andretti, Dixon (che precedentemente, subito dopo il pit-stop, era stato protagonista di quello che se fosse stato nelle retrovie avrei ancora una volta definito duello epico, con Hinchcliffe), Wilson e Hinchcliffe che conclude la top-ten.

Kimball, che nelle prove del sabato aveva avuto un brutto incidente schiantandosi contro le barriere, mantiene la prima posizione fino alla fine conquistando la prima vittoria in carriera. Dopo Hinchcliffe (St. Petersburg), Sato (Long Beach) e Pagenaud (seconda gara a Detroit) è il quarto pilota a conquistare la prima vittoria in carriera dall’inizio della stagione.

Il risultato
1. Charlie Kimball  Ganassi  1:43:29.137
2. Simon Pagenaud  Schmidt  +5.533
3. Dario Franchitti  Ganassi  +28.873
4. Will Power  Penske  +42.503
5. Ryan Hunter-Reay  Andretti  +46.344
6. Helio Castroneves  Penske  +48.324
7. Scott Dixon  Ganassi  +48.549
8. Justin Wilson  Dale Coyne  +49.043
9. Marco Andretti  Andretti  +49.560
10. James Hinchcliffe  Andretti  +49.928
11. Simona de Silvestro  KV  +50.492
12. Sebastien Bourdais  Dragon  +54.136
13. James Jakes  Rahal Letterman  +54.669
14. Oriol Servia  Panther  +1:04.639
15. Stefan Wilson  Dale Coyne  +1:05.407
16. Luca Filippi  Barracuda  +1:09.009
17. Ernesto Viso  Andretti  +1 Giro
18. Graham Rahal  Rahal Letterman  +1 Giro
19. Sebastian Saavedra  Dragon  +1 Giro
20. Ed Carpenter  Carpenter  +1 Giro
21. Tristan Vautier  Schmidt  +1 Giro
22. Takuma Sato  A.J. Foyt  +1 Giro
23. Josef Newgarden  Fisher Hartman  +2 Giri
24. Tony Kanaan  KV  +36 Giri

martedì 30 luglio 2013

Auguri, Maria!

L'ex tester della Marussia Maria De Villota ha annunciato su Twitter di essersi sposata, domenica, con il suo preparatore atletico.

AUGURI!

domenica 28 luglio 2013

La domenica dell'Hungaroring

Nel weekend del 28 luglio si svolge il Gran Premio d’Ungheria, sul circuito dell’Hungaroring. Si ricorda che la pole position è stata conquistata da Lewis Hamilton, e si tratta della sua quarta pole stagionale; completano la top ten Vettel, Grosjean (che ha rischiato la squalifica per l’altezza del fondo della propria vettura – la squalifica non è stata data dal momento che tale presunta irregolarità dipendeva dal danneggiamento avvenuto saltando su un cordolo), Rosberg, Alonso, Raikkonen, Massa, Ricciardo, Perez e Webber, con quest’ultimo che non ha fatto registrare alcun tempo nell’ultima manche di qualifiche a causa di un malfunzionamento del kers riscontrato nella Q2.
I primi otto partiranno con gomme soft, mentre Perez, che ha girato sulle medium in Q3, e Webber, che non ha girato affatto, partiranno sulle medium come anche altri piloti fuori top-ten, tra cui Button.

In partenza Hamilton mantiene senza difficoltà la prima posizione, mentre Vettel si ritrova insidiato da Grosjean per il secondo posto; il pilota della Redbull riesce comunque a mantenere la posizione nei confronti di Grosjean. Segue Alonso in quarta posizione, mentre dietro si scatena un po’ di caos tra Rosberg, Massa e Raikkonen. Mentre Raikkonen mette le ruote sull’erba, davanti c’è un contatto tra Rosberg e Massa: Massa danneggia l’ala anteriore ma mantiene la posizione, Rosberg sembra non riportare danni alla vettura ma viene superato da molte vetture e finisce nelle retrovie.
Mentre i primi tre distanziano i piloti che li seguono, Alonso è quarto davanti a Massa e Raikkonen, che lo seguiranno molto da vicino per diversi giri, prima che Massa inizi a rallentare a causa della vibrazione dell’ala danneggiata, rallentando a sua volta Raikkonen che gli è praticamente negli scarichi. Si avvicina intanto Webber (7°, autore di un’ottima partenza), mentre chiudono la top-ten Button, Ricciardo e Perez, con Rosberg soltanto 12° alle spalle di Maldonado.

Tra i piloti della top-ten è Hamilton il primo a rientrare ai box, dopo avere completato nove giri, e seguito un giro più tardi da Ricciardo e Rosberg. Vettel si ferma due giri più tardi rientrando in pista alle spalle di Button, mentre rientrano Massa (sempre al 12° giro), Alonso (13°), Grosjean e Raikkonen (entrambi al 14°). Di fatto, a parità di pit-stop, non sono cambiate le posizioni tra questi piloti e non cambieranno a breve, eccetto per un sorpasso di Raikkonen su Massa.
Ci sono comunque Webber e le due McLaren che non si sono fermati, tanto che Webber s’è portato in prima posizione davanti a Hamilton, con Button terzo davanti a Vettel, che nel tentativo di superarlo ha danneggiato lievemente l’ala anteriore (anche per lui, come nel caso di Massa, l’ala non verrà sostituita nel pit-stop successivo e andrà fino alla fine con il danno).

Al 20° giro, subito dopo avere effettuato il proprio pit-stop, si ritura Sutil per un problema alla vettura. È il primo ritirato della gara.

Webber prosegue fino al 23° giro, rientrando ai box per montare un altro set di gomme medium non appena i suoi tempi iniziano a calare. Non fa lo stesso Button, rimane in pista più a lungo, perdendo però performance e venendo superato in un colpo solo da Vettel, Grosjean e Alonso. È da segnalare come tra Button e Grosjean vi sia stato un contatto (sotto indagine a fine gara) e come, successivamente, il franco-svizzero abbia tagliato una chicane, avvantaggiandosi su Button. Quest’ultimo rientra ai box subito dopo, mentre un giro dopo di lui rientra Grosjean, anticipando la seconda sosta. Torna in pista dietro a Massa di qualche secondo, ma sfruttando al meglio le gomme nuove riuscirà in pochi giri a recuperare il gap e a superarlo con un’ottima manovra.
Hamilton rientra ai box per la seconda sosta al 32° giro, torna in pista quarto, i primi tre sono Vettel, Alonso e Webber. Quest’ultimo viene superato subito dopo da Hamilton, mentre Vettel e Alonso vanno ai box, così come Massa, subito dopo.
A metà dei settanta giri previsti i primi dieci sono: Hamilton, WEBBER, RAIKKONEN, Grosjean, BUTTON, Vettel, Alonso, PEREZ, Massa e HULKENBERG (piloti scritti in stampatello = piloti che si sono fermati una sola volta).

Subito dopo la metà della gara Grosjean viene penalizzato con un drive-through per il taglio di chicane effettuato nel sorpasso ai danni di Button. Quest’ultimo, intanto, che è in pista sulle soft montate nel primo pit-stop, viene superato da Vettel, ma rientrerà ai box subito dopo (38° giro) per effettuare la seconda sosta, che per lui sarà l’ultima, dove monterà le medium. Grosjean, dopo avere scontato la penalità, tornerà in pista alle spalle di Alonso.
Hulkenberg, intanto, viene penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane nel secondo pit-stop, che ha appena effettuato.

Raikkonen ritarda la seconda sosta fino al 43° giro, montando ancora una volta le medium: è su una strategia differente rispetto al compagno di squadra e non si fermerà più fino alla fine. Webber, che rientra ai box un giro dopo rispetto a Raikkonen, monta ancora le medium: dovrà effettuare una terza sosta nelle fasi conclusive della gara, dato che non ha ancora utilizzato le soft. In top-ten in questo momento troviamo: Hamilton, Vettel, Webber, Alonso, Grosjean, Raikkonen, Button, Massa, Rosberg e Maldonado.

Al 45° giro si ritira Bottas, parcheggiando la propria vettura di poco oltre la pista. Viene esposta doppia bandiera gialla, ma si riesce a evitare l’ingresso della safety-car grazie a un tempestivo (in confronto ad altre volte, almeno...) intervento dei commissari che spostano la vettura.

Grosjean rientra per la terza e ultima sosta al 48° giro, rientrando in pista tra Button e Massa; quest’ultimo, così come Alonso e Rosberg, effettua il pit-stop un giro più tardi. Alonso torna in pista davanti a Grosjean, mentre Button e Massa sono notevolmente dietro rispetto al pilota della Lotus, distanziati di parecchi secondi l’uno dall’altro.
Hamilton si ferma al 51° giro, torna in pista alle spalle di Webber, ma lo supera subito; l’australiano nel tentativo di difendersi finisce con le ruote sull’erba.
Cinque giri più tardi è la volta di Vettel, che va ai box e torna in pista quarto dietro a Hamilton, Webber e Raikkonen. Webber effettua l’ultimo pit-stop al 60° giro. A quel punto la top-ten è così composta: Hamilton, Raikkonen, Vettel, Webber, Alonso, Grosjean, Button, Massa, Rosberg e Perez.

Sulle soft Webber riesce a recuperare parecchio, almeno in un primo momento, nei confronti di Raikkonen e Vettel, che sono in lotta tra loro separati da pochi decimi. Desisterà soltanto negli ultimi giri, quando dovrà piuttosto preservare le gomme in modo da evitare di essere messo sotto pressione da Alonso e Grosjean, anch’essi molto vicini. Nel caso di Raikkonen e Vettel, quest’ultimo fa un tentativo di sorpasso, che non va a buon fine; tra Alonso e Grosjean sembra che non accada nulla del genere (sembra, appunto, perché la regia non li ha inquadrati più di tanto).
Di fatto le posizioni rimangono invariate fino alla fine, almeno fino all’ottavo posto. Al 66° giro, infatti, si ritira Rosberg per un guasto al motore quando si trovava stabilmente in nona posizione (il suo gap nei confronti di Massa era di solo un secondo, ma era rimasto stabile nel tempo, mentre nei confronti di Perez aveva un notevole margine). Questo fa sì che Perez risalga di una posizione, da decimo a nono, e che in decima posizione si porti Maldonado, che conquista il primo punto stagionale per la Williams.

Il risultato


I top
Hamilton: è stato autore di un weekend veramente strepitoso, conquistando prima la pole al sabato e poi la vittoria in una gara in cui il suo dominio non è mai stato messo in discussione; quello che si è visto in questi due giorni lo porta sicuramente, per chi ancora avesse avuto dei dubbi, tra i possibili contendenti al titolo mondiale.
Webber: autore di una qualifica sottotono non per causa sua (sempre il solito kers), ha rimontato ottimamente in gara, dove ha fatto tutto quello che poteva fare.
Per motivi non strettamente legati alla gara, Vettel: stando a quanto ha dichiarato nell’intervista al microfono di Martin Brundle dopo la premiazione, ha dichiarato di essere riuscito nella storica impresa di far ridere Raikkonen (quando l’ha accusato di non averlo chiuso nel tentativo di sorpasso a fine gara), e questo mi sembra notevole.
Menzioni speciali: la Williams che finalmente conquista un punto, Van Der Garde che è il migliore tra i piloti dei piccoli team...

I flop
Per una volta nessun pilota ha fatto nulla di particolarmente disastroso, per cui finirò per concentrarmi prevalentemente sulle prestazioni delle vetture.
Ferrari: se nelle altre gare riusciva a migliorarsi rispetto alle qualifiche, l’impressione è che in questo weekend le prestazioni siano rimaste stabili tra le qualifiche e la gara.
Force India: nessuna delle due vetture è arrivata al traguardo... e non per colpa dei piloti.
Marussia: se fossero arrivati semplicemente ultimi non ci sarebbe niente da dire, il fatto preoccupante è il migliore dei loro piloti (che naturalmente era Bianchi) ha preso circa un minuto di distacco dal peggio classificato dei piloti della Caterham.



Milù Sunshine per F1GC.

sabato 27 luglio 2013

Il sabato dell'Hungaroring

Il Gran premio d’Ungheria, decima prova del mondiale, è l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva di un mese che vi sarà ad agosto.
Su questo circuito ancora una volta Redbull e Mercedes si dimostrano le vetture più performanti, con Lotus e Ferrari ancora ad inseguire.

Come da rituale in Q1 Caterham e Marussia si dimostrano come le vetture più lente, stavolta con le Marussia entrambe più lente delle Caterham. Anche Gutierrez e Di Resta non vanno oltre la Q1, il che significa che, almeno per una volta, entrambe le Williams sono riuscite ad accedere alla Q2. Per il team inglese, comunque, l’esclusione è ormai alle porte: nella seconda manche, infatti, sono Maldonado e Bottas i due piloti più lenti.
A rendere la Q2 più incerta è un problema al kers che condiziona il primo tentativo di Webber: dopo aver fatto registrare un tempo che, se non venisse migliorato, lo relegherebbe addirittura dietro alle Williams, riesce a risalire in extremis e a raggiungere la Q3. Oltre alle Williams vengono esclusi, dall’11° al 14° classificato, Sutil, Hulkenberg, Button e Vergne.
Il 13° tempo di Button dimostra che ci sono ancora difficoltà per la McLaren, ma almeno Perez (che già in Q1 aveva avuto delle difficoltà, ritrovandosi ad essere l’ultimo dei qualificati per la Q2) riesce a rientrare in top-ten.
In Q3, mentre tutti girano sulle gomme soft, Perez sceglie invece di girare sulle medium, in modo da poter partire con una mescola diversa in gara e prolungare il primo stint. In questo modo ottiene l’ultimo tempo: partirà 9°, dal momento che Webber non è andato in pista, per il problema al kers e (si presume) anche per un ulteriore problema al cambio. La Redbull dimostra quindi ancora una volta problemi di affidabilità: già in Gran Bretagna, infatti, Vettel aveva rotto il cambio mentre era in testa alla gara.
Hamilton conquista la pole davanti a Vettel, con Grosjean e Rosberg in seconda fila. Seguono Alonso, Raikkonen, Massa e Ricciardo.

Griglia di partenza
1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Sebastian Vettel (Redbull)
3. Romain Grosjean (Lotus), 4. Nico Rosberg (Mercedes)
5. Fernando Alonso (Ferrari), 6. Kimi Raikkonen (Lotus)
7. Felipe Massa (Ferrari), 8. Daniel Ricciardo (Toro Rosso)
9. Sergio Perez (McLaren), 10. Mark Webber (Redbull)
11. Adrian Sutil (Force India), 12. Nicolas Hulkenberg (Sauber)
13. Jenson Button (McLaren), 14. Jean-Eric Vergne (Toro Rosso)
15. Pastor Maldonado (Williams), 16. Valtteri Bottas (Williams)
17. Esteban Gutierrez (Sauber), 18. Paul Di Resta (Force India)
19. Charles Pic (Caterham), 20. Giedo Van Der Garde (Caterham)
21. Jules Bianchi (Marussia), 22. Max Chilton (Marussia)


venerdì 26 luglio 2013

Gran Premio d'Ungheria: DIRETTA RAI

Si ricorda che il GP d'Ungheria sarà trasmesso in diretta dalla Rai, alle 14.00 di sabato su Raidue le qualifiche e alle 14.00 di domenica su Raiuno la gara.

sabato 20 luglio 2013

Young drivers tests: Silverstone, 17-19 luglio

I tempi sono indicati come: nome pilota / team / tempo / numero giri.
I piloti sottolineati sono ovviamente i titolari, a cui è stato concesso di fare un certo quantitativo di chilometri per provare le nuove gomme.
La Mercedes era ovviamente assente dopo l'esclusione avvenuta a seguito del Pirelli-gate.

PRIMA GIORNATA: mercoledì 17 luglio
1. Kevin Magnussen McLaren 01:33.602 100
2. Paul di Resta Force India F1 01:33.774 58
3. Antonio Felix da Costa Red Bull 01:33.821 82
4. James Calado Force India F1 01:33.986 27
5. Daniel Juncadella Williams 01:34.098 55
6. Johnny Cecotto Jr. Scuderia Toro Rosso 01:34.193 75
7. Robin Frijns Sauber 01:34.236 72
8. Nicolas Prost Lotus Renault 01:34.810 72
9. Davide Rigon Ferrari 01:34.874 76
10. Alexander Rossi Caterham 01:35.651 69
11. Tio Ellinas Marussia 01:36.676 36
12. Max Chilton Marussia 01:38.347 27

SECONDA GIORNATA: giovedì 18 luglio
1. Daniel Ricciardo Scuderia Toro Rosso 01:32.972 48
2. Carlos Sainz Jr. Scuderia Toro Rosso 01:33.016 39
3. Daniel Ricciardo Red Bull 01:33.187 59
4. Davide Valsecchi Lotus Renault 01:33.554 91
5. Oliver Turvey McLaren 01:33.864 97
6. James Calado Force India F1 01:33.957 47
7. Antonio Felix da Costa Red Bull 01:33.958 19
8. Davide Rigon Ferrari 01:34.053 97
9. Pastor Maldonado Williams 01:34.116 71
10. Nico Hülkenberg Sauber 01:34.224 52
11. Daniel Juncadella Williams 01:34.631 33
12. Robin Frijns Sauber 01:34.731 17
13. Will Stevens Caterham 01:36.082 98
14. Paul di Resta Force India F1 01:36.356 41
15. Rodolfo Gonzalez Marussia 01:37.949 92

TERZA GIORNATA: venerdì 19 luglio
1. Sebastian Vettel Red Bull 01:32.894 79
2. Adrian Sutil Force India F1 01:33.242 99
3. Nicolas Prost Lotus Renault 01:33.256 63
4. Carlos Sainz Jr. Red Bull 01:33.546 35
5. Davide Rigon Ferrari 01:33.582 70
6. Felipe Massa Ferrari 01:33.624 69
7. Jean-Eric Vergne Scuderia Toro Rosso 01:33.647 42
8. Gary Paffett McLaren 01:34.924 77
9. Susie Wolff Williams 01:35.093 89
10. Giedo van der Garde Caterham 01:35.155 65
11. Daniil Kvyat Scuderia Toro Rosso 01:35.281 22
12. Charles Pic Caterham 01:35.576 60
13. Kimiya Sato Sauber 01:35.642 67
14. Rodolfo Gonzalez Marussia 01:36.339 24
15. James Calado Force India F1 01:36.451 6
16. Jules Bianchi Marussia 01:36.744 39



NB. Da notare che Daniel Ricciardo nella seconda giornata di test ha testato la Redbull.