venerdì 6 aprile 2012

Review Indycar 2011: #17 Las Vegas [R.I.P. Dan Wheldon]

16 ottobre 2011: Las Vegas, si è trasformata in tragedia la gara che avrebbe dovuto essere decisiva per il titolo, su un ovale dove erano previsti 200 giri e in cui la griglia di partenza era la seguente (con 34 vetture al via): Kanaan, Servia, Carpenter, Tagliani, Briscoe, Andretti, Hunter-Reay, Rahal, Patrick, Conway, Castroneves, Cunningham, Dixon, Hinchcliffe, Hildebrand, Sato, Power, Franchitti, Saavedra, Lloyd, Kimball, Bell, Schechter, D. Hamilton, Meira, Tracy, Howard, Mann, Beatriz, De Silvestro, Viso, Jakes, Rice, Wheldon.

Dopo una partenza regolare, il disastro capita all’11° giro, quando vi è un enorme incidente che coinvolge le vetture di Power, Hildebrand, Howard, Cunningam, Bell, Scheckter, Meira, Kimball, Tracy, Viso, Wheldon, Lloyd, Mann, Rice.
Fin dal primo momento è sembrato chiaro che le condizioni di Dan Wheldon, vincitore della 500 miglia di Indianapolis pochi mesi prima, erano gravissime. Due ore dopo è stata annunciata la sua morte, a causa delle ferite riportate nell’incidente, in cui la sua vettura aveva preso il volo andando a schiantarsi contro le varriere, e l’annullamento della gara.
Nell’incidente sono rimasti infortunati Power, Hildebrand e Pippa Mann, mentre EJ Viso, Tomas Scheckter e Paul Tracy hanno riportato lievi ferite.

Review Indycar 2011: #16 Kentucky

2 ottobre 2011: Kentucky Indy 300, penultimo appuntamento della stagione 2011. È da segnalare la presenza di un certo Dillon Battistini al suo esordio in Indycar.
Si tratta di un altro ovale breve, e sono previsti 200 giri totali. Per quanto riguarda i due contendenti al titolo Power scatterà dalla pole position, mentre Franchitti ha soltanto l’undicesimo tempo.

DUBBIO ESISTENZIALE: ma i genitori della Mann, non potevano darle un nome migliore?

Griglia di partenza
1   Will Power   Honda   12   219.283 mph
2   Graham Rahal   Honda   38   218.348 mph
3   James Hinchcliffe   Honda   06   218.186 mph
4   Ed Carpenter   Honda   67   218.004 mph
5   JR Hildebrand   Honda   4   217.872 mph
6   Marco Andretti   Honda   26   217.807 mph
7   Scott Dixon   Honda   9   217.692 mph
8   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   217.632 mph
9   Oriol Servia   Honda   2   217.520 mph
10   Charlie Kimball   Honda   83   217.357 mph
11   Dario Franchitti   Honda   10   217.213 mph
12   Mike Conway   Honda   27   217.110 mph
13   Simona De Silvestro   Honda   78   216.924 mph
14   Danica Patrick   Honda   7   216.768 mph
15   Wade Cunningham   Honda   17   216.763 mph
16   Helio Castroneves   Honda   3   216.732 mph
17   Buddy Rice   Honda   44   216.685 mph
18   Ryan Briscoe   Honda   6   216.669 mph
19   Tony Kanaan   Honda   82   216.484 mph
20   Ana Beatriz   Honda   24   216.424 mph
21   Vitor Meira   Honda   14   216.300 mph
22   Takuma Sato   Honda   5   215.856 mph
23   E.J. Viso   Honda   59   215.789 mph
24   Alex Lloyd   Honda   19   215.607 mph
25   Dillon Battistini   Honda   34   215.578 mph
26   Townsend Bell   Honda   22   215.404 mph
27   James Jakes   Honda   18   214.297 mph
28   Dan Wheldon   Honda   77   N/A
29   Pippa Mann   Honda   30   N/A

Cronaca della gara
Alla partenza non cambiano le posizioni dei primi, mentre al secondo giro Carpenter si fa molto vicino a Hinchcliffe (che sfoggia una vettura rosa) e finisce per affiancarlo più volte nei giri successivi; al momento deve però accontentarsi della quarta posizione, mentre Hinchcliffe invece si porta molto vicino a Rahal. Dietro di loro Hunter-Reay è quinto, mentre Franchitti (su vettura verde acqua) risale fino alla sesta posizione.
Al 35° giro Castroneves che era partito 16° ed era risalito di alcune posizioni rientra ai box per un problema alla vettura; si ritirerà.
A un quarto di gara varie vetture effettuano la prima sosta, al 50° giro rientra Power e la sua traiettoria si incrocia con quella di Ana Beatriz che viene rimandata in pista: i due si toccano.
Power perde parecchie posizioni a causa del tempo perso per l’incidente, mentre Franchitti, risalito parecchio, si ritrova in prima posizione davanti a Hildebrand, Andretti, Dixon (che supera Andretti dopo una settantina di giri di gara), Rahal, Carpenter, Hinchcliffe, Briscoe e Power soltanto decimo.
All’81° giro entra la pace-car a causa di un detrito presente sulla pista, e non appena è possibile la maggior parte delle vetture rientrano ai box contemporaneamente. Per Power ci sono problemi e rimane lungamente fermo ai box. Grazie alla sosta Andretti ha sopravanzato Hinchcliffe, mentre Briscoe è risalito in quinta posizione. Per Power proseguono i problemi e un giro più tardi è costretto a un’ennesima sosta.
La gara riparte al 93° giro e Franchitti mantiene la leadership, con Andretti che sopravanza Dixon; Hildebrand è quarto, seguito da Carpenter, Rahal, Hunter-Reay, Hinchcliffe, Briscoe e Danica Patrick tra i primi dieci mentre ci si avvicina a metà gara; proprio intorno al 100° giro Briscoe viene superato dalla Patrick e da Servia, che si portano rispettivamente al 9° e al 10° posto.
Franchitti viene pressato da Andretti, sempre molto vicino e a sua volta seguito da Dixon, ma lo scozzese mantiene la leadership; Carpenter intanto supera Hildebrand per la quarta posizione; quest’ultimo sarà protagonista, intorno al 125-130° giro di un intenso duello con Rahal.
Al 138° giro Simona De Silvestro finisce in testacoda nella pit-lane e investe un meccanico che fa un gran volo a terra (fortunatamente il malcapitato riporta soltanto lievi ferite); alcuni pneumatici finiscono in pista ed entra la pace-car. Durante la neutralizzazione tutti rientrano, e tra loro Hildebrand va a sbattere, mentre Andretti e Lloyd hanno un contatto nella pit-lane e Viso rischia di essere coinvolto a sua volta. Battistini nel frattempo risulta ritirato, ma non se n’è accorto nessuno.
Al 147° giro c’è bandiera verde e Franchitti rimane leader davanti a Rahal, Dixon, Hunter-Reay e Servia; più indietro ci sono vari piloti in lotta tra loro. A circa tre quarti di gara troviamo Servia e Carpenter risaliti in quarta e quinta posizione davanti a Hunter-Reay, Hinchcliffe, Patrick, Sato e Cunningham tra i primi dieci.
Successivamente Servia viene superato da Carpenter e da Hunter-Reay, mentre al 161° giro Carpenter supera anche Dixon per la terza posizione.
Al 167° giro Ana Beatriz finisce a muro, entra la pace-car dietro la quale i primi dieci sono Franchitti, Rahal, Dixon, Carpenter, Hunter-Reay, Servia, Cunningham, Hinchcliffe, Briscoe, Kimball. Al 169° giro viene aperta la pit-lane e Rahal e Power rientrano per un ultimo pit-stop. Rahal, che era in seconda posizione, torna in pista 12°. La gara riparte al 178° giro e Carpenter fa un’ottima partenza portandosi prima in seconda posizione e poi rendendosi protagonista di un intenso duello con Franchitti, al quale rimane praticamente affiancato fino alla fine, ed è proprio Carpenter a conquistare la vittoria al fotofinish davanti a Franchitti (leader del campionato quando manca il solo gran premio di Las Vegas) e Dixon.

Risultato
1   Ed Carpenter   67   Honda   200   
2   Dario Franchitti   10   Honda   200   
3   Scott Dixon   9   Honda   200  
4   James Hinchcliffe   06   Honda   200  
5   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   200    
6   Oriol Servia   2   Honda   200    
7   Wade Cunningham   17   Honda   200   
8   Ryan Briscoe   6   Honda   200    
9   Buddy Rice   44   Honda   200  
10   Danica Patrick   7   Honda   200     
11   Townsend Bell   22   Honda   200     
12   Graham Rahal   38   Honda   200   
13   Charlie Kimball   83   Honda   200  
14   Dan Wheldon   77   Honda   200  
15   Takuma Sato   5   Honda   200  
16   Vitor Meira   14   Honda   200  
17   Tony Kanaan   82   Honda   200   
18   Mike Conway   27   Honda   200   
19   Will Power   12   Honda   200  
20   JR Hildebrand   4   Honda   199   
21   James Jakes   18   Honda   198 
22   Pippa Mann   30   Honda   197  
23   E.J. Viso   59   Honda   192   
24   Ana Beatriz   24   Honda   165  
25   Simona De Silvestro   78   Honda   141  
26   Alex Lloyd   19   Honda   140  
27   Marco Andretti   26   Honda   140   
28   Dillon Battistini   34   Honda   124   
29   Helio Castroneves   3   Honda   34    

Review Indycar 2011: #15 Motegi

Nel weekend del 18 settembre la Indycar si sposta in Giappone per la Japan Indy 300, che si svolge a al Twin Ring di Motegi.
È dodicesimo sulla griglia di partenza l’eroe di casa, Takuma Sato, mentre a partire dalla pole position è Scott Dixon per il team Ganassi. Will Power ha il secondo tempo, mentre Dario Franchitti è soltanto decimo. I giri previsti sono 63 in totale.
Tra i piloti mai visti in questa stagione troviamo il giapponese Hideki Mutoh e il brasiliano(?) João Paulo De Oliveira.

Griglia di partenza
1   Scott Dixon   Honda   9   109.143 mph
2   Will Power   Honda   12   109.113 mph
3   Graham Rahal   Honda   38   108.919 mph
4   Ryan Briscoe   Honda   6   108.793 mph
5   Sebastien Bourdais   Honda   19   108.748 mph
6   Oriol Servia   Honda   2   108.723 mph
7   Charlie Kimball   Honda   83   108.702 mph
8   James Jakes   Honda   18   108.671 mph
9   Giorgio Pantano   Honda   22   108.628 mph
10   Dario Franchitti   Honda   10   108.611 mph
11   Marco Andretti   Honda   26   108.576 mph
12   Takuma Sato   Honda   5   108.561 mph
13   James Hinchcliffe   Honda   06   108.558 mph
14   Mike Conway   Honda   27   108.542 mph
15   Hideki Mutoh   Honda   17   108.538 mph
16   E.J. Viso   Honda   59   108.521 mph
17   Helio Castroneves   Honda   3   108.501 mph
18   João Paulo de Oliveira   Honda   34   108.472 mph
19   Alex Tagliani   Honda   77   108.428 mph
20   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   108.391 mph
21   JR Hildebrand   Honda   4   108.183 mph
22   Vitor Meira   Honda   14   108.116 mph
23   Simona De Silvestro   Honda   78   108.097 mph
24   Ana Beatriz   Honda   24   107.958 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   107.951 mph
26   Tony Kanaan   Honda   82   107.927 mph

Cronaca della gara
Dixon conserva la prima posizione, mentre dietro Power e Rahal sono in lotta per la seconda posizione, è Power a conservare la seconda posizione, mentre segue Rahal, dopodiché Briscoe e Hinchcliffe, mentre Castroneves finisce nell’erba al primo giro dopo; Kimball intanto risale, fino a portarsi in quarta posizione alle spalle di Rahal, mentre dietro di lui, in quinta posizione, si porta invece Franchitti, che al nono giro supererà Kimball portandosi al quarto posto.
Alcuni dei piloti che partivano nelle retrovie tentano una strategia a tre soste, mentre quelli che si trovano in posizioni di maggiore rilievo sono su due soste – tra i piloti che si fermano per la prima volta nei primi dieci giri c’è anche Castroneves, che aveva perso posizioni dopo il fuoripista poco dopo il via.
A circa un terzo di gara i piloti su due soste si fermano per effettuare la prima, mentre al 22° giro De Oliveira, che era stato in precedenza protagonista di una collisione con Sato, si ritira: vista la posizione della sua vettura, vengono esposte le bandiere gialle ed entra in pista la pace-car, dietro alla quale i primi dieci sono Dixon, Power, Briscoe, Rahal, Franchitti, Kimball, Kanaan, Jakes, Andretti e Servia.
Il restart è al 26° giro e vi è immediatamente un contatto che coinvolge Rahal, Briscoe e Franchitti, innescato proprio da quest’ultimo: è caution una seconda volta. Tutti e tre riescono a proseguire la gara, anche a causa dell’incidente e dei danni riportati che li hanno costretti a soste ai box, si trovano nelle ultime posizioni, mentre adesso in top-ten ci sono Dixon, Power, Jakes, Servia, Kanaan, Tagliani, Andretti, Bourdais, Hunter-Reay e Viso.
La gara riparte al 29° giro, con Servia che si porta in terza posizione, mentre Jakes e Andretti sono quarto e quinto.
Dopo il secondo giro di pit-stop – a circa due terzi di gara – nella top-five ci sono Dixon, Power, Andretti, Servia e Tagliani. Conway è sesto, ma a otto giri dal termine verrà superato da Viso e Bourdais. Conway perde ulteriori posizioni nei giri successivi, venendo superato anche da altre vetture, compreso Hunter-Reay che a sei giri dalla fine finisce sulla sabbia dopo una collisione con Bourdais: l’uscita di pista provoca l’ingresso della pace-car.
La vettura di Hunter-Reay viene sollevata da una gru col pilota all’interno e rimessa in pista, tipo Hamilton al Nürburgring nel 2007 (con l’unica differenza che il regolamento della Indycar non lo vieta).
La gara riprende a due giri dalla fine, Viso, Sato, Briscoe e Meira finiscono fuori pista dopo una collisione (con conseguenze minori per Sato rispetto agli altri), mentre Dixon, Power e Andretti sono in top-3 a posizioni invariate e Tagliani è quarto davanti a Servia e a Bourdais. Non ci sono altri stravolgimenti fino alla fine, con la vittoria di Dixon.

Risultato
1   Scott Dixon   9   Honda   63   
2   Will Power   12   Honda   63    
3   Marco Andretti   26   Honda   63  
4   Alex Tagliani   77   Honda   63
5   Oriol Servia   2   Honda   63   
6   Sebastien Bourdais   19   Honda   63 
7   JR Hildebrand   4   Honda   63 
8   Dario Franchitti   10   Honda   63  
9   Mike Conway   27   Honda   63  
10   Takuma Sato   5   Honda   63  
11   Danica Patrick   7   Honda   63   
12   Graham Rahal   38   Honda   63    
13   James Jakes   18   Honda   63   
14   Simona De Silvestro   78   Honda   63  
15   James Hinchcliffe   06   Honda   63   
16   Giorgio Pantano   22   Honda   63  
17   Tony Kanaan   82   Honda   63   
18   Hideki Mutoh   17   Honda   63   
19   Ana Beatriz   24   Honda   63 
20   Ryan Briscoe   6   Honda   63
21   E.J. Viso   59   Honda   63    
22   Helio Castroneves   3   Honda   63   *
23   Charlie Kimball   83   Honda   62   
24   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   62  
25   Vitor Meira   14   Honda   61  
26   João Paulo de Oliveira   34   Honda   19  
* Retrocesso per una penalità, era arrivato 7° al traguardo.

DUBBIO ESISTENZIALE: perché i telecronisti spagnoli chiamano Scott Dixon “el Kiwi”? O.O

giovedì 5 aprile 2012

Review Indycar 2011: #14 Baltimora

4 settembre: Gran Premio di Baltimora o Baltimore, detto all’americana, dove – notizia traumatica (nell’improbabile caso in cui interessi a qualcuno) – non c’è più Ho-Pin Tung.
I giri sono in totale 75 ed è Will Power a scattare dalla pole position mentre Franchitti, il suo principale avversario per il titolo, partirà invece dalla quarta posizione.

Griglia di partenza
1   Will Power   Honda   12   91.520 mph
2   Graham Rahal   Honda   38   91.430 mph
3   Ryan Briscoe   Honda   6   91.001 mph
4   Dario Franchitti   Honda   10   90.990 mph
5   Sebastien Bourdais   Honda   19   90.697 mph
6   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   90.656 mph
7   Helio Castroneves   Honda   3   90.835 mph
8   Mike Conway   Honda   27   90.770 mph
9   E.J. Viso   Honda   59   90.732 mph
10   Scott Dixon   Honda   9   90.598 mph
11   Tony Kanaan   Honda   82   90.247 mph
12   Simona De Silvestro   Honda   78   89.848 mph
13   James Jakes   Honda   18   89.995 mph
14   Vitor Meira   Honda   14   89.593 mph
15   Giorgio Pantano   Honda   22   89.906 mph
16   Oriol Servia   Honda   2   89.577 mph
17   James Hinchcliffe   Honda   06   89.793 mph
18   Charlie Kimball   Honda   83   89.130 mph
19   JR Hildebrand   Honda   4   89.536 mph
20   Martin Plowman   Honda   17   88.949 mph
21   Alex Tagliani   Honda   77   89.387 mph
22   Ana Beatriz   Honda   24   88.581 mph
23   Marco Andretti   Honda   26   88.597 mph
24   Tomas Scheckter   Honda   07   88.507 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   88.465 mph
26   Sebastian Saavedra   Honda   34   87.980 mph
27   Ed Carpenter   Honda   67   86.874 mph
28   Takuma Sato   Honda   5   86.082 mph

Cronaca della gara
Rahal supera Power alla partenza, ma quest’ultimo dopo un paio di curve si riprende la prima posizione; in terza posizione c’è Franchitti che ha superato Briscoe, ora quarto. Al quinto posto c’è Bourdais, che però si ritira dopo pochi giri per un problema al cambio. Risale quindi in quinta posizione Hunter-Reay, mentre la situazione è piuttosto stabile; prima della prima sosta in sesta posizione c’è Viso, seguito dalla De Silvestro in quinta posizione, mentre completano i primi dieci Jakes, Meira e Pantano.
Al 21° giro si fermano per il primo pit-stop sia Rahal sia Power, con quest’ultimo che è riuscito ad approfittarne; Franchitti rientra ai box un giro più tardi così come Briscoe. A un terzo di gara il primo giro di pit-stop si può dire concluso e i primi dieci sono: Power, Rahal (che è piuttosto vicino a Power), Franchitti, Hunter-Reay, Briscoe, Viso, De Silvestro, Dixon, Meira e Pantano.
Al 32° giro Scheckter, che già era doppiato, finisce fuori ed è caution; la neutralizzazione perdura fino al 39° giro, e dopo poche curve un contatto tra Hunter-Reay e Briscoe (che successivamente verrà penalizzato per avere innescato l’incidente) manda Hunter-Reay in testacoda e genera un ingorgo nel quale rimangono ferme ben dodici vetture.
Durante la caution molti piloti effettuano un secondo pit-stop; dietro la pace-car Power è ancora leader davanti a Rahal e Franchitti, quando la gara riprende al 50° giro. Proprio tra Rahal e Franchitti vi è una lieve collisione che però non provoca danni alle vetture. Quarta è risalita nel frattempo Simona De Silvestro, seguita da Viso, Hildebrand, Servia, Kanaan (che nel warm-up del mattino è stato protagonista di uno spettacolare incidente prendendo il volo sulla vettura di Castroneves), Ana Beatriz e Dixon al momento tra i primi dieci.
Rahal rientra per l’ultima sosta a 19 giri dalla fine perdendo varie posizioni, mentre nei giri successivi rientrano anche Power e Franchitti, così come molti altri piloti.
Power riesce a mantenere la leadership davanti a Servia e Kanaan, risaliti in seconda e terza posizione, dopodiché Franchitti quarto e Dixon quinto. Segue Sato in sesta posizione, poi Tagliani, Danica Patrick, Meira, Hunter-reay e Rahal soltanto undicesimo quando mancano meno di dieci giri alla conclusione.
Al penultimo giro Sato rimane fermo in una via di fuga e per il resto non cambia alcunché, tra i primi dieci, se non che Tagliani perde una posizione a vantaggio della Patrick.

Risultato
1   Will Power   12   Honda   75 
2   Oriol Servia   2   Honda   75  
3   Tony Kanaan   82   Honda   75  
4   Dario Franchitti   10   Honda   75  
5   Scott Dixon   9   Honda   75 
6   Danica Patrick   7   Honda   75  
7   Alex Tagliani   77   Honda   75 
8   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   75
9   Vitor Meira   14   Honda   75   
10   Graham Rahal   38   Honda   75   
11   Martin Plowman   17   Honda   75  
12   Simona De Silvestro   78   Honda   75   
13   Sebastian Saavedra   34   Honda   75   
14   Ryan Briscoe   6   Honda   75  
15   E.J. Viso   59   Honda   75  
16   Ana Beatriz   24   Honda   75  
17   Helio Castroneves   3   Honda   74
18   Takuma Sato   5   Honda   73  
19   JR Hildebrand   4   Honda   73   
20   Ed Carpenter   67   Honda   73   
21   Charlie Kimball   83   Honda   73  
22   Tomas Scheckter   07   Honda   71   
23   Mike Conway   27   Honda   64  
24   James Hinchcliffe   06   Honda   54  
25   Marco Andretti   26   Honda   40  
26   Giorgio Pantano   22   Honda   39 
27   James Jakes   18   Honda   37  
28   Sebastien Bourdais   19   Honda   9  

Review Indycar 2011: #13 Sonoma

28 agosto. Here we go! Siamo giunti al tredicesimo appuntamento stagionale, a Sonoma, dove tra l’altro Giorgio Pantano – ex compagno di squadra di Heidfeld alla Jordan nel 2004 – prende il posto che era stato dell’altra meteora della F1 Justin Wilson.
I giri totali sono 75 ed è Will Power, principale avversario di Franchitti per il titolo, a partire dalla pole position, a due settimane di distanza dal precedente gran premio di New Hampshire in cui ha chiuso in quinta posizione, mentre invece l’italo-scozzese si è ritirato. È da segnalare anche la presenza do Ho-Pin Tung, ex terzo pilota della Renault in F1.

Griglia di partenza
1   Will Power   Honda   12   105.479 mph
2   Helio Castroneves   Honda   3   104.825 mph
3   Ryan Briscoe   Honda   6   104.799 mph
4   Dario Franchitti   Honda   10   104.753 mph
5   Scott Dixon   Honda   9   104.432 mph
6   James Hinchcliffe   Honda   06   104.346 mph
7   Mike Conway   Honda   27   105.028 mph
8   Sebastien Bourdais   Honda   19   104.984 mph
9   E.J. Viso   Honda   59   104.851 mph
10   Ana Beatriz   Honda   24   104.801 mph
11   Giorgio Pantano   Honda   22   104.628 mph
12   Alex Tagliani   Honda   77   103.891 mph
13   Graham Rahal   Honda   38   104.509 mph
14   Marco Andretti   Honda   26   104.455 mph
15   Martin Plowman   Honda   17   104.445 mph
16   Takuma Sato   Honda   5   104.440 mph
17   James Jakes   Honda   18   104.320 mph
18   Oriol Servia   Honda   2   104.424 mph
19   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   104.103 mph
20   JR Hildebrand   Honda   4   104.332 mph
21   Tony Kanaan   Honda   82   103.990 mph
22   Simon Pagenaud   Honda   78   104.204 mph
23   Sebastian Saavedra   Honda   34   103.958 mph
24   Ho-Pin Tung   Honda   88   104.170 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   103.914 mph
26   Charlie Kimball   Honda   83   103.849 mph
27   Ed Carpenter   Honda   67   102.829 mph
28   Vitor Meira   Honda   14   103.479 mph

Cronaca della gara
Power mantiene la leadership, invariate anche le posizioni di Castroneves, Briscoe, Franchitti, Dixon... Insomma, nella prima parte di gara non ci sono particolari stravolgimenti, con le vetture piuttosto distanti l’una dall’altra, eccetto piloti nelle retrovie che anticipano di molto la loro prima sosta (il primo è Kanaan, la cui gara terminerà dopo 37 giri per problemi alla vettura, che rientra dopo soli cinque giri).
I piloti di testa si fermano per la prima volta dopo un terzo di gara (con posizioni invariate dopo la sosta), mentre intorno a metà gara si fermano una seconda volta vari piloti che si erano già fermati all’inizio.
La seconda fermata dei piloti su una strategia a due soste si colloca intorno ai due terzi di gara, e anche questa non cambia l’ordine delle prime posizioni.
La gara procede, abbastanza piatta e priva di colpi di scena, eccetto un acceso duello a quindici giri dalla fine tra Saavedra e Sato per la 14° posizione, i due si superano a vicenda più di una volta ed è il colombiano a uscirne vincente.
A 10 giri dalla fine, poi, Ho-Pin Tung finisce fuori pista durante un tentativo di sorpasso su Tagliani e va a sbattere, provocando l’ingresso della pace-car, dietro alla quale dopo i primi cinque – che sono sempre gli stessi – è da segnalare Pantano in sesta posizione.
Dopo la ripartenza almeno nella top-ten non ci sono particolari sconvolgimenti, le posizioni di fatto rimangono invariate, mentre nelle retrovie c’è un contatto tra Saavedra e Conway all’ultimo giro.

Risultato
1   Will Power   12   Honda   75
2   Helio Castroneves   3   Honda   75 
3   Ryan Briscoe   6   Honda   75 
4   Dario Franchitti   10   Honda   75  
5   Scott Dixon   9   Honda   75 
6   Sebastien Bourdais   19   Honda   75 
7   James Hinchcliffe   06   Honda   75 
8   Graham Rahal   38   Honda   75 
9   E.J. Viso   59   Honda   75 
10   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   75 
11   Oriol Servia   2   Honda   75  
12   Martin Plowman   17   Honda   75 
13   Ana Beatriz   24   Honda   75  
14   Sebastian Saavedra   34   Honda   75  
15   Simon Pagenaud   78   Honda   75  
16   Mike Conway   27   Honda   75   
17   Giorgio Pantano   22   Honda   75 *
18   Takuma Sato   5   Honda   74  
19   James Jakes   18   Honda   74 
20   Alex Tagliani   77   Honda   74
21   Danica Patrick   7   Honda   74 
22   Vitor Meira   14   Honda   74
23   JR Hildebrand   4   Honda   74
24   Marco Andretti   26   Honda   74 
25   Ed Carpenter   67   Honda   74
26   Charlie Kimball   83   Honda   66  
27   Ho-Pin Tung   88   Honda   63 
28   Tony Kanaan   82   Honda   38  
* Pantano era 6° al traguardo, ma è stato penalizzato per una manovra di ostruzione nei confronti di Bourdais.

Rewiew Indycar 2011: #12 New Hampshire

Il dodicesimo appuntamento stagionale – 14 agosto 2011 – è a New Hampshire, su un ovale breve, per un totale di 225 giri previsti.

Griglia di partenza
1   Dario Franchitti   Honda   10   170.843 mph
2   Oriol Servia   Honda   2   169.831 mph
3   Tony Kanaan   Honda   82   169.698 mph
4   James Hinchcliffe   Honda   06   169.590 mph
5   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   169.570 mph
6   Ryan Briscoe   Honda   6   169.451 mph
7   Scott Dixon   Honda   9   169.114 mph
8   Takuma Sato   Honda   5   169.044 mph
9   Helio Castroneves   Honda   3   168.886 mph
10   Charlie Kimball   Honda   83   168.434 mph
11   JR Hildebrand   Honda   4   168.047 mph
12   Mike Conway   Honda   27   167.852 mph
13   Will Power   Honda   12   167.011 mph
14   Alex Lloyd   Honda   19   166.877 mph
15   Danica Patrick   Honda   7   166.834 mph
16   Alex Tagliani   Honda   77   166.809 mph
17   E.J. Viso   Honda   59   166.536 mph
18   Tomas Scheckter   Honda   22   166.381 mph
19   Vitor Meira   Honda   14   166.253 mph
20   James Jakes   Honda   18   165.265 mph
21   Ana Beatriz   Honda   24   164.958 mph
22   Marco Andretti   Honda   26   164.722 mph
23   Graham Rahal   Honda   38   163.816 mph
24   Sebastian Saavedra   Honda   34   162.285 mph
25   Ed Carpenter   Honda   67   161.734 mph
26   Simona De Silvestro   Honda   78   157.437 mph
27   Pippa Mann   Honda   30   N/A  *
* Pippa Mann non prende parte alla gara per un lieve infortunio riportato in un incidente nelle prove.

Cronaca della gara
Alla partenza Servia tenta di superare Franchitti, ma è costretto ad accodarsi; subito dopo Conway finisce in testacoda a causa della pista scivolosa, viene evitato da tutte le vetture tranne quella di Rahal e subito al primo giro è già caution. Quando all’8° giro la gara riprende le cose non vanno meglio e Castroneves si gira immediatamente allo stesso modo di Conway – ma senza coinvolgere altre vetture – e quando finisce contro le barriere è di nuovo caution.
Al 12° giro la gara riprende, stavolta senza problemi, con Franchitti che mantiene la testa della gara e Servia conserva la seconda posizione, mentre Tomas Scheckter strappa la terza posizione a Hinchcliffe, che successivamente lo supererà a sua volta. In quinta posizione c’è Hunter-reay, segue Kanaan che ha perso alcune posizioni alla ripartenza, poi Dixon e Sato.
Franchitti riesce a distanziare parecchio i piloti che lo seguono e dopo una ventina di giri di gara per lui iniziano i primi doppiaggi. In seconda posizione c’è ancora Servia, mentre terzo è risalito Hunter-Reay che intorno al 35° giro attacca lo spagnolo, senza però riuscire a superarlo. Si avvicinano nel frattempo Hinchcliffe e Kanaan, con Hinchcliffe che supera Hunter-Reay al 41° giro e al 47° giro sopravanza anche Servia portandosi al secondo posto.
Al momento è in difficoltà Power, principale avversario di Franchitti per il titolo, che si trova soltanto in 12° posizione.
Al 54° giro Sato, che stava rimontando, supera Hunter-Reay per la quarta posizione; ma Hunter-Reay lo controsorpasserà in seguito.
Circa dieci giri più tardi inizia a cadere qualche goccia di pioggia, che porterà di lì a poco all’ingresso della pace-car al 76° giro, che rimane in pista per più di trenta giri. Vari piloti si erano già fermati prima della sosta per il primo pit-stop, altri si fermano successivamente; durante l’interruzione per pioggia Power si fermerà per una seconda sosta.
C’è immediatamente un restart col botto (110° giro) con Kanaan, Andretti e Scheckter affiancati, quando Kanaan e Andretti vanno a contatto e Kanaan travolge la vettura di Scheckter che, proprio come Kanaan, ha un forte impatto contro le barriere; per Kanaan le cose vanno peggio dal momento che nell’impatto finale la vettura si ribalta, ma fortunatamente ne esce illeso.
La gara riparte dopo altri nove giri di caution con il leader Franchitti e Sato che si toccano ancora prima che venga data bandiera verde, Franchitti finisce in testacoda e si ritira, Sato fora e perde posizioni. Anche Viso e Hildebrand sono venuti a contatto nel frattempo, con quest’ultimo che finisce lì la sua gara. Dietro la pace-car Hunter-Reay è in testa davanti a Servia, Dixon, Hinchcliffe, Briscoe, Patrick e Power. La gara riparte al 126° giro.
Power (che fino a mezz’ora prima veniva dato per spacciato da Carlo Vanzini, che tra l’altro dava per certa la vittoria di Franchitti) rimonta parecchie posizioni portandosi al quarto posto dietro a Hunter-Reay, Servia e Dixon, mentre seguono Hinchcliffe quinto (dopo un’accesa lotta per la quarta posizione con Power lo supererà intorno al 140° giro) e Danica Patrick sesta; settimo c’è Briscoe e ottavo Sato (com’è possibile che sia ben ottavo dopo tutto quello che è successo? Mistero senza soluzione).
Siparietto infiammato al 142° giro: Tagliani, che si trovava nelle retrovie, si rigira i pollici ai box senza accorgersi che la macchina gli sta andando a fuoco. Per lui è ritiro.
Intorno al 160° giro iniziano gli ultimi pit-stop; Sato ritarda la sosta mentre è in testa, probabilmente sperando nella pioggia, che gli consentirebbe – se la gara venisse interrotta – di ottenere la vittoria. Rimane in testa fino al 191° giro, quando è costretto a rientrare a causa della fine del carburante. Hunter-Reay torna in pista davanti a Servia, Dixon, Hinchcliffe, Power, Patrick e finalmente Sato in settima posizione, con Briscoe ultimo pilota a pieni giri. I piloti a rischio doppiaggio cercano di non perdere il giro in caso subentri una nuova caution. La nuova caution arriva appunto al 205° giro, quando ne mancherebbero venti al termine, a causa della pioggia.
A 9 giri dal termine viene data bandiera verde nonostante la pioggia... e qui accade il disastro! Danica Patrick finisce in testacoda e vengono coinvolti Power, Carpenter, Sato e Ana Beatriz.
Viene esposta bandiera rossa e la classifica finale è quella del 215° giro, quello antecedente alla bandiera verde e alla catastrofe.

Risultato
1   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   215   
2   Oriol Servia   2   Honda   215  
3   Scott Dixon   9   Honda   215  
4   James Hinchcliffe   06   Honda   215  
5   Will Power   12   Honda   215  
6   Danica Patrick   7   Honda   215 
7   Takuma Sato   5   Honda   215 
8   Ryan Briscoe   6   Honda   214  
9   Charlie Kimball   83   Honda   213  
10   Vitor Meira   14   Honda   212    
11   Ed Carpenter   67   Honda   212   
12   E.J. Viso   59   Honda   212   
13   Alex Lloyd   19   Honda   211  
14   Ana Beatriz   24   Honda   210  
15   Sebastian Saavedra   34   Honda   210  
16   Simona De Silvestro   78   Honda   209
17   Helio Castroneves   3   Honda   202 
18   James Jakes   18   Honda   176
19   Alex Tagliani   77   Honda   137 
20   Dario Franchitti   10   Honda   118  
21   JR Hildebrand   4   Honda   118  
22   Tony Kanaan   82   Honda   109  
23   Tomas Scheckter   22   Honda   109 
24   Marco Andretti   26   Honda   109 
25   Mike Conway   27   Honda   0  
26   Graham Rahal   38   Honda   0 
27   Pippa Mann   30   Honda   0  

Review Indycar 2011: #11 Mid-Ohio

Il 7 agosto, sul circuito di Mid-Ohio è Scott Dixon a partire dalla pole position; si tratta dell’undicesimo appuntamento stagionale della stagione 2011.

Dubbio esistenziale destinato a non avere soluzione: ma la vettura di Franchitti è di colore diverso a ogni gran premio?

Griglia di partenza
1   Scott Dixon   Honda   9 
2   Ryan Briscoe   Honda   6 
3   Dario Franchitti   Honda   10 
4   Will Power   Honda   12 
5   Ryan Hunter-Reay   Honda   28 
6   Graham Rahal   Honda   38 
7   James Hinchcliffe   Honda   06 
8   Alex Tagliani   Honda   77 
9   Takuma Sato   Honda   5 
10   Charlie Kimball   Honda   83 
11   Sebastien Bourdais   Honda   19 
12   E.J. Viso   Honda   59 
13   JR Hildebrand   Honda   4 
14   Simona De Silvestro   Honda   78
15   Helio Castroneves   Honda   3 
16   Tony Kanaan   Honda   82 
17   Mike Conway   Honda   27 
18   Marco Andretti   Honda   26 
19   Oriol Servia   Honda   2 
20   Vitor Meira   Honda   14 
21   Simon Pagenaud   Honda   22 
22   Sebastian Saavedra   Honda   34
23   Danica Patrick   Honda   7 
24   James Jakes   Honda   18
25   Ana Beatriz   Honda   24 
26   Martin Plowman   Honda   17
27   Ed Carpenter   Honda   67

Giri totali: 85

Cronaca della gara
Tra le prime posizioni non ci sono particolari stravolgimenti alla partenza, con Dixon che mantiene la posizione davanti a Briscoe, Franchitti, Power, Hunter-Reay e Rahal, mentre più indietro Hinchcliffe finisce sull’erba.
La gara è piuttosto piatta, con il primo colpo di scena al 21° giro: un incidente di Saavedra, che ha portato all’ingresso della pace-car. È durante la neutralizzazione che avvengono i primi pit-stop, mentre Hinchcliffe, che non si ferma durante la caution, si porta in testa davanti a Dixon, Franchitti, Power, Hunter-Reay, Briscoe... Al momento della ripartenza, al 27° giro, c’è un contatto tra Sato, Hildebrand e Castroneves, con il giapponese che ne esce indenne e gli altri due che, con le vetture danneggiate, riescono senza problemi a raggiungere i box.
Intorno al 55° giro – dopo una trentina di giri abbastanza piatti – inizia il secondo giro di pit-stop e al 57° giro Rahal finisce in testacoda dopo un contatto con Danica Patrick rimanendo impantanato a bordo pista: caution. Briscoe e Power che ancora non si erano fermati, si fermano durante la caution, perdendo numerose posizioni.
La gara riparte al 61° giro e Franchitti, che si era portato in testa, viene superato da Dixon che torna in prima posizione. Hinchcliffe, che era terzo, viene superato da Hunter-Reay e Sato e poco dopo finisce nella sabbia perdendo parecchie posizioni.
La gara procede senza eccessive emozioni fino all’85° giro, che sancisce la vittoria di Dixon davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Sato e Kanaan.

Risultato
1   Scott Dixon   9   Honda   85 
2   Dario Franchitti   10   Honda   85  
3   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   85   
4   Takuma Sato   5   Honda   85
5   Tony Kanaan   82   Honda   85
6   Alex Tagliani   77   Honda   85 
7   Marco Andretti   26   Honda   85 
8   Oriol Servia   2   Honda   85  
9   Sebastien Bourdais   19   Honda   85 
10   Vitor Meira   14   Honda   85  
11   Charlie Kimball   83   Honda   85   
12   Simona De Silvestro   78   Honda   85
13   Simon Pagenaud   22   Honda   85  
14   Will Power   12   Honda   85 
15   E.J. Viso   59   Honda   85 
16   Ryan Briscoe   6   Honda   85 
17   Ana Beatriz   24   Honda   85 
18   Martin Plowman   17   Honda   85 
19   Helio Castroneves   3   Honda   85
20   James Hinchcliffe   06   Honda   85 
21   Danica Patrick   7   Honda   85
22   Ed Carpenter   67   Honda   85
23   James Jakes   18   Honda   85   
24   Graham Rahal   38   Honda   83  
25   JR Hildebrand   4   Honda   81  
26   Mike Conway   27   Honda   63  
27   Sebastian Saavedra   34   Honda   20