Pagine

martedì 16 giugno 2026

L'Eta della Ruggine // blog novel sul motorsport thriller sci-fi: capitolo 18/19

EVOLUTION XIII

Inizia il giro 24 per *Remy Corvin*, R-Evolution Racing numero 11, prima posizione con gap invariato nei confronti del diretto inseguitore, Shinji Nakamura, Pink Vertigo numero 8.
Vetture presenti undici, illuminazione artificiale nella norma, rilevata macchia d’olio a Loews, probabile correlazione con ritiro di Yannick Leroy, Virage Bleu numero 3.
Vetture a pieni giri undici. Ivana Blaze, Pink Vertigo numero 7 perde mediamente 2’’56 al giro. Gap da colmare prima di raggiungerla 8’’132. Stima difficoltà di doppiaggio: moderata.
Ordini esterni: nessuno. Possibilità di allungare nei confronti di Nakamura, numero 8: elevate. Terza posizione per Dylan McKay, R-Evolution Racing numero 12, nessuna criticità.
Completato il giro 24, Nakamura perde 213 millesimi. Riferisce via radio graining e possibile danno all’ala anteriore.
Segnale esterno captato.
Focus sul risultato: da rivedere. Obiettivo cruciale doppiaggio della numero 7.
Completato il primo settore del giro 25. *Remy Corvin*, numero 11, allunga su Nakamura.
Lieve uscita di pista di Ivana Blaze, numero 7. Rientra regolarmente, ma ha perso 3’’2, momento del doppiaggio imminente.
Segnale esterno netto e definito: necessità di eliminare Blaze. Focus sul risultato: inesistente. Obiettivo cruciale: raggiungere Blaze in prossimità del Tunnel. Probabilità di successo: 34,7%.
Ricalcolo dei dati necessario.
Nakamura continua a segnalare graining via radio e chiede di anticipare il cambio gomme.
Problemi di gestione pneumatici anche per Amber Thompson, Emerald Star numero 6, sospetta slow puncture.
Inizio del terzo settore per *Remy Corvin*, numero 11. Vetture in movimento dieci. Dal GPS, la numero 6 risulta ferma alla Rascasse.
Contatto contro le barriere per Amber Thompson, probabile esplosione dello pneumatico posteriore sinistro. Detriti sull’asfalto, pista ostruita. Possibilità di trovare un varco.
Obiettivo cruciale: raggiungere Blaze in prossimità del tunnel.
Segnalate doppie bandiere gialle. Probabilità di successo: 12,1%.
Annunciato ingresso della safety car. Probabilità di successo 0,01%.
*Remy Corvin* parla alla radio con l’ingegnere di gara, è necessario simulare un’interazione umana.
«Forse ho raccolto un pezzo, credo si sia attaccato al fondo.»
«Tutto sotto controllo, secondo le telemetrie. Qual è la situazione delle gomme?»
«Sono ancora in buone condizioni. Passiamo al piano B?»
«Il piano B potrebbe non funzionare se non ci saranno ulteriori neutralizzazioni. Dagli ultimi calcoli, la soluzione migliore è rimanere sul piano A.»
Le probabilità di successo del piano B - non rientrare in pitlane - sono estremamente basse. Gli inseguitori si fermeranno per il cambio gomme, non vi sono ragioni per cui dovrebbe essere sensato optare per un’altra strategia, ma un pilota potrebbe facilmente farsi ingannare.
Simulazione dell’errore umano: perfetta.

***

Selena teneva gli occhi fissi sul monitor, seduta nell’area hospitality della Pink Vertigo. Edward le stava accanto, in silenzio. Alcuni ospiti vip, a lei totalmente sconosciuti, chiacchieravano tra di loro, disinteressati all’andamento della gara. Selena non aveva idea del perché fossero stati invitati, ma non aveva né tempo né voglia di interrogarsi sull’argomento.
L’atmosfera era molto diversa, rispetto a quella di qualche ora prima. Tutto era terminato in un nulla di fatto, ma Oliver aveva rassicurato lei e Edward: qualcosa si sarebbe mosso.
Selena e il marito si erano estraniati da tutto e da tutti, ma le vicissitudini degli avversari non le erano passate inosservate. Negli stessi momenti in cui l’EvoPrix di Montecarlo scattava, un video clamoroso era stato pubblicato sui profili di Remy Corvin. Il pilota francese affermava di avere disputato personalmente soltanto due EvoPrix dell’epoca inaugurale, venendo sostituito da un Replacement in qualsiasi altra occasione. Sosteneva di essere stato ingaggiato dal Progetto Evolution e di essere stato messo nelle condizioni di non potersi tirare indietro.
La R-Evolution Racing aveva diramato un comunicato, affermando che il post era stato programmato in precedenza, che non ci si poteva fidare di tutto ciò che vedeva la luce sui social media.
Edward teneva in mano lo smartphone. Anche senza chiederglielo, Selena non aveva dubbi: stava monitorando la situazione. Quando il marito le passò il telefono, scoprì di non essersi sbagliata. La rivelazione di Corvin, ovviamente, non era passata inosservata.
Proprio mentre Selena dava un’occhiata ai commenti, Edward si lasciò andare a un’esclamazione di stupore. Alzando gli occhi verso il monitor, Selena guardò il replay dell’incidente di una delle Emerald Star.
Si trattava di Thompson, la riconobbe dal numero di gara. A causa di una foratura, Amber aveva perso il controllo della macchina e si era schiantata violentemente contro le barriere, spargendo detriti ovunque.
«Aveva chiesto di rientrare ai box, segnalando una potenziale slow puncture» osservò Edward. «Non è stata presa sul serio. Le squadre dovrebbero fare un po’ meno affidamento sui dati e ascoltare di più i piloti. Era già così anche ai miei tempi. Una volta ho segnalato al mio ingegnere di gara che stava piovendo in diversi tratti della pista e sai cosa mi ha risposto? Mi ha detto, testualmente: “il radar dice che non sta piovendo”. Avevo la visiera bagnata. In certi tratti si scivolava. Però niente, non aveva importanza, vuoi mai che qualcuno si affacciasse fuori dal box e verificasse? No, si faceva affidamento solo sulle previsioni del radar, come se non potessero mai sbagliare.»
Selena sorrise.
«Me l’hai già raccontato mille volte.»
Sul monitor, Amber Thompson era già uscita da quello che restava della Emerald Star incidentata.
Edward proseguì: «Un’altra volta mi ero ritirato nelle prime fasi per un guasto al motore e stavo seguendo la gara insieme al team. Ho verificato personalmente se stesse piovendo. Ho suggerito di far rientrare il mio compagno di squadra per passare dalle gomme slick alle intermedie. Grazie alla sosta anticipata, ha recuperato diverse posizioni e ha concluso il gran premio in top-five, dopo essere partito dall’ultima fila. La stampa mi ha descritto come un eroe che aveva avuto un’intuizione clamorosa. Avevo semplicemente controllato dal vivo l’intensità della pioggia. Non si faceva forse così, un tempo? Solo perché ci sono i computer, non significa che l’essere umano non debba più fare nulla.» Le inquadrature andarono a cercare la R-Evolution Racing di Corvin. «A proposito di esseri umani che non fanno nulla...» Le monoposto si stavano allineando dietro la safety car. «Ho una brutta sensazione.»
«Che tipo di brutta sensazione?»
«Non lo so, una specie di presentimento.»
Selena obiettò: «Non esistono i presentimenti. Sono solo nostre sensazioni. Il nostro vissuto ci influenza e...»
Edward la interruppe: «Per favore, risparmiami la lezione di filosofia. Il nostro vissuto ci dice che tu e Fischer avete raccontato a tutti la vostra visione del mondo. Fischer è detto - pur senza farne il nome - alla persona che l’ha buttato giù dalle scale di averla smascherata. Non se ne resterà tranquilla a guardare.»
«Probabilmente no» convenne Selena, «e infatti dobbiamo prestare attenzione a tutto. Questo non significa, però, che abbia la possibilità di influire sul risultato della gara che stai seguendo con così tanta apprensione.»
«Mhm.»
«Rifletti, Edward. C’è la vera Ivana Blaze, in pista.»
«E si vede.»
Selena ignorò l’amaro commento del marito.
«Che presentimento hai? Che cosa pensi che possa succedere?»
«Rifletti tu» la esortò Edward. «Tu-sai-chi è specializzata nell’introdursi nei sistemi altrui. Pensi che non possa avere messo le mani anche su Replacement Corvin?»
«A che scopo?»
«Spostare l’attenzione sulla R-Evolution Racing. Non dimenticare che Christine Strauss ha ammesso di avere avuto una relazione con Candy Martini. Tu-sai-chi ha davanti un’occasione imperdibile per distogliere il focus da se stessa.»
«Non c’è alcun focus, su di lei.»
«Per ora.»
«Cosa vuoi dire?»
«Qualcuno si farà delle domande. Veronica Young conosce bene i trascorsi di Luciana, Annabelle Vincent anche. Quest’ultima mi è parsa un po’ spiazzata, quando si è accorta di avere innescato l’omicidio della Martini, ma...»
«Aspetta, Edward.» Selena fu scossa da un brivido. «Stavo pensando che...» Si interruppe, nel vedere Fischer che andava a raggiungerli. «Niente, lascia stare.»
Edward ridacchiò.
«Fammi capire, ti è venuta un’idea che vorresti condividere con me, ma non con lui?»
«No, fammi capire tu» lo mise a tacere Selena. «Hai intenzione di continuare la tua competizione personale con Fischer ancora a lungo?»
«Parlate di me?» chiese Oliver, ormai vicino a loro.
Il “sì” di Selena si sovrappose al fermo “no” di Edward.
«Lo prendo per un sì» concluse Oliver.
«Che cosa vuoi, Fischer?» gli chiese Edward.
«Niente, solo vedere se eravate ancora vivi. Tutto bene?»
«Diciamo di sì.»
«Novità?»
«Un sacco di gente sta commentando il video di Corvin, ma dovresti esserne al corrente.»
Oliver obiettò: «No, affatto. Sto lavorando. Non ho tempo di consultare i social.»
«Ti manderanno a comunicare alla stampa qualche immaginario problema sulla macchina di Ivana Blaze?» volle sapere Selena.
«Per il momento, non ci sono disposizioni in tal senso» la informò Oliver. «Dubito, peraltro, che alla stampa interessi molto la prestazione della Blaze, oggi. Posso immaginare che la R-Evolution Racing debba dare molte più spiegazioni rispetto a noi.»

***

Inizia il giro 26 per Corvin. Taglia il traguardo dalla pitlane, entrando per effettuare il cambio gomme. Si ferma nella piazzola della R-Evolution Racing, i meccanici si affrettano intorno alla monoposto.
L’operazione è rapida, tre secondi e un decimo. Riparte, nessuna criticità.
Le nove auto che lo seguono rientrano a propria volta.
Il passo della vettura di sicurezza è molto lento, per permettere all’intero schieramento di allinearsi.
Ivana Blaze, Pink Vertigo numero 7, occupa la decima posizione, nessun gap tra i concorrenti.
Focus sul risultato: totale.
Segnale esterno captato.
Necessità di mettere fuori gara Ivana Blaze, obiettivo incidente all’entrata del Tunnel.
Focus sul risultato: nessuno.
Obiettivo cruciale: raggiungere Ivana Blaze in prossimità del Tunnel.
Probabilità di successo 0,01%.
Segnale esterno ripetitivo: necessità di mettere fuori gara Ivana Blaze, necessità di mettere fuori gara Ivana Blaze, necessità di mettere fuori gara Ivana Blaze.
Obiettivo cruciale: vicinanza fisica alla Pink Vertigo numero 7.
Rimozione della monoposto incidentata ultimata, la safety car spegne le luci, si appresta a rientrare nella pitlane.
Bandiera verde al giro 27, *Remy Corvin* detta il passo. Obiettivo cruciale: essere raggiunto da Ivana Blaze, probabilità di successo 1,16%.
*Remy Corvin* va lungo alla Sainte-Devote, deve cedere il passo agli inseguitori, gli avversari lo sfilano. Probabilità di successo 85,6%.
La Pink Vertigo numero 7 transita accanto alla R-Evolution Racing numero 11, che deve cedere il passo anche a lei. Probabilità di successo 100%, sta già accadendo.
Obiettivo cruciale: raggiungere Ivana Blaze in prossimità del Tunnel. Il segnale esterno arriva netto e definito: rallentare e lasciarla andare, necessità di entrare in azione soltanto quando non sarà più a ridosso delle vetture che la precedono.
*Remy Corvin* recepisce il messaggio. Con una lieve sbavatura, lascia che Blaze recuperi qualche decimo.
Giro 28, acceso duello tra le Saetta Cremisi. Blaze cerca di inserirsi, ma commette un errore alla Chicane del Porto. Si allontana dai due piloti che la precedono, mentre *Corvin* si avvicina.
Obiettivo cruciale: incidente con Ivana Blaze, ribaltarla contro le barriere all’ingresso del Tunnel.
Probabilità di successo 63,0%.
Ordine perentorio: tentare il possibile e l’impossibile, le immagini dello schianto devono essere grafiche.
«Non sento più nulla» afferma *Remy Corvin*, fingendo di avere un problema con la radio: è tramite quella che i piloti umani comunicano con la squadra.
«Sei più veloce di Blaze, puoi raggiungerla» afferma l’ingegnere. «Attento alle auto in lotta davanti a lei.»
«Non sento» ripete *Remy Corvin*. «Ho perso la comunicazione.»
L’ingegnere riprende a parlare. *Remy Corvin* non risponde: l’informazione ricevuta non è rilevante.
Giro 29, attesa paziente, nessuna criticità. Gli intertempi di Ivana Blaze sono più lenti di quelli di Remy Corvin, il gap è di 3’’791 al termine della tornata.
Giro 30, Corvin inizia a spingere. Oltre sette decimi guadagnati nel primo settore, si avvicina a Blaze. Rallenta il ritmo nel secondo settore, mentre riprende a spingere mentre si avvicina la conclusione del giro.
Parziale record nel primo settore del 31 per *Remy Corvin*, è arrivato il momento di spingere per arrivare sotto alla numero 7. Un altro parziale record, *Corvin* sta volando. Ultimato il secondo settore procede con il terzo. Arriva all’Antony Noghès, giunge sulla linea del traguardo. Sul volante si accende una striscia color porpora ed esce la scritta “fastest lap”. Il gap da Blaze è di 1’’979.
Il giro 32 è una replica del 31, unica variante l’assenza di record. Ormai è a ridosso di Ivana Blaze. Si trattiene, il segnale esterno gli ha dato un ordine perentorio.
Remy Corvin si prepara a entrare in azione. Il giro 33 è quello giusto. Contiene dati a sufficienza per potere imitare manovre al limite già tentate in passato da piloti umani: per lui sono solo pattern.
Percorre la pista illuminata dalle luci artificiali, ormai è negli scarichi della Pink Vertigo numero 7. Il segnale esterno ribadisce la necessità di incidente. Ivana Blaze deve uscire malamente di pista. La probabilità che rimanga ferita è bassa, stimabile al 19,3%.
L’ordine di entrare in azione è chiaro e pulito: non è fondamentale che Blaze riporti un infortunio, ma è di assoluta importanza che il pubblico possa trattenere il fiato e ritenerlo probabile. Probabilità di successo 74,4%.

***

«Fischer, grandissima rottura di palle, che cazzo ci fai qui a chiacchierare con i tuoi amici?» sbottò Annabelle. «Torna immediatamente di là, abbiamo bisogno di te!»
Di fronte a un ordine così perentorio, Oliver accennò un vago sorriso e si congedò: «A più tardi. Prima o poi, sarò libero di commentare con voi quello che sta succedendo.»
Era capitato tutto molto in fretta. Remy Corvin era molto più veloce di Ivana Blaze. Il suo doveva essere un sorpasso facile. La vettura del colore della ruggine aveva affiancato quella rosa. Corvin aveva letteralmente schiacciato l’avversaria, alla sua sinistra, tra sé e le barriere. Le aveva lasciato un attimo di respiro, poi le si era gettato addosso.
Selena non era riuscita a trattenere un urlo, quando aveva visto la Pink Vertigo alzarsi da terra e ribaltarsi. Visto lo spazio del tutto inesistente, non si era girata a testa in giù, ma era rimasta in posizione verticale, contro le barriere, all’ingresso del Tunnel.
Ivana Blaze era rimasta intrappolata, mentre Remy Corvin proseguiva, spargendo detriti marrone ruggine sul tracciato. Di certo, in ogni cabina di commento che si rispettasse, un simile incidente doveva essere stato commentato con grida ed esclamazioni potenti.
Il rapido intervento dei commissari aveva liberato Ivana, la quale era stata portata al centro medico del circuito per precauzione. Corvin non era rientrato ai box, aveva continuato a spargere pezzi lungo l’intera percorrenza, prima di arrestarsi nel bel mezzo della Sainte-Devote, lo stesso tratto di pista nel quale aveva visto svanire la propria leadership qualche tornata prima.
Era stata necessaria una bandiera rossa, viste le condizioni del circuito. Era appena stato annunciato l’orario in cui sarebbe avvenuto il restart, ma non pareva un argomento di grande interesse. Sembrava che fosse capitato qualcosa di ben più importante, quando Remy Corvin era - ufficialmente - ancora in pista.
Mentre Oliver si allontanava, al seguito di Annabelle Vincent, Selena affermò: «Si solleverà un polverone senza precedenti.»
«Senza precedenti forse no» replicò Edward. «Abbiamo vissuto la fine della Diamond Formula, in fondo.»
«La Diamond Formula è finita perché si è scoperto che due specifici incidenti erano stati innescati ad arte» obiettò Selena. «C’era dietro una mano umana. Qui abbiamo Remy Corvin che si mostra pubblicamente mentre dovrebbe essere in pista. Nello stesso momento, il manichino che lo sostituisce, si lancia brutalmente contro Ivana Blaze, che ha bisogno di essere estratta dalla macchina. Va bene, quello che è successo ai tempi della Diamond Formula è gravissimo, ma è qualcosa di cui il fanbase discute da sempre.»
«Si chiama complottismo.»
«È quel tipo di complottismo vintage che si basa su fatti quantomeno verosimili, non su teorie che sembrano le fantasie perverse di chi non ha il minimo contatto con la realtà.»
«Quindi» dedusse Edward, «mi stai dicendo che la gente comune può tranquillamente accettare l’idea che si uccida qualcuno di proposito, ma non i Replacement?»
«Sto dicendo che siamo di fronte a qualcosa di molto grosso» affermò Selena, «e a qualcuno che ha deciso deliberatamente di fare scoppiare lo scandalo.»
«In effetti Corvin...» azzardò Edward.
«No, non Corvin» puntualizzò Selena. «Ha rivelato la verità su di sé, ma non ha ordinato al Replacement di fare quello che ha fatto.»
Edward sussultò.
«Non riesco a credere che sia davvero possibile potergli ordinare di...»
Selena lo interruppe: «Abbiamo visto con i nostri occhi quello che può fare un Replacement. Penso che l’obiettivo...» Si guardò intorno, poi abbassò la voce, anche se non sembrava che qualcuno la stesse ascoltando. «Che l’obiettivo fosse dimostrare che Ivana Blaze è quella vera e che non vi è alcun Replacement al posto suo. Adesso che Corvin è uscito allo scoperto, sarebbe inevitabile fare due più due, anche se la nostra conversazione di oggi pomeriggio rimanesse un affare interno e privato. Al di là di questo, mi sembra chiaro che i Replacement non si limitino a fare danni per sbaglio. Possono essere istruiti affinché commettano azioni del genere di proposito. Questo apre nuovi scenari, relativamente alla morte di Candy Martini.»
«Stai insinuando che Annabelle abbia ordinato di proposito al Replacement di Ivana Blaze di uccidere Candy Martini?» Edward rise. «Se ti sentisse Fischer, sai che indignazione?»
«Non sto insinuando nulla di tutto ciò» chiarì Selena. «Per quanto mi riguarda, Annabelle Vincent è solo una persona che ha fatto una telefonata, che potrebbe non avere avuto alcuna conseguenza.»
«Ha imitato una persona che voleva buttare Candy Martini giù dalle scale» insisté Edward, «e il Replacement ha fatto esattamente ciò che ha detto.»
«Chi ci assicura che sia andata davvero così?»
«La testimonianza dei due giapponesi e il fatto che Replacement Corvin abbia effettivamente messo in atto comportamenti aggressivi e criminali.»
«Nakamura e Matsumoto hanno semplicemente visto una donna bionda salire al piano di sopra. Quello che ha fatto Replacement Corvin prova che l’aggressione da parte di un Replacement sia possibile, ma non che sia davvero accaduta.»
«Mhm.»
La perplessità del marito non fece desistere Selena.
«Rifletti, Edward. Perché siamo tutti sicuri del momento preciso in cui è stato commesso il delitto?»
«Perché abbiamo sentito Candy Martini cadere.»
«Nessuno di noi, però, aveva la più pallida idea di quale fosse il rumore di quel tipo di caduta, tanto che, se non fosse stato rinvenuto il cadavere di Candida, nessuno avrebbe saputo associare con precisione quel rumore a un fatto preciso. Quello che dovremmo chiederci è: può essere che la Martini, quando abbiamo sentito quel tonfo, fosse già morta? È plausibile che, nel momento in cui tutti ci siamo spostati dal piano di sopra al piano di sotto, qualcuno abbia raggiunto Candida all’esterno e l’abbia uccisa? Di sicuro, in quei frangenti, nessuno si sarebbe accorto se qualcuno mancava. Nel trambusto, inoltre, è possibile che una persona potesse cadere dalle scale senza che, dall’interno, vi si facesse caso. Chi mai avrebbe pensato che la Martini non fosse morta nel momento stesso in cui tutti avevano sentito il tonfo della caduta, ma quindici o venti minuti prima?»
«Non ti seguo.»
«Pensaci, Edward. Siamo partiti dal presupposto che il Replacement potesse essere l’assassino, o quantomeno un’impropria “arma del delitto”. Invece no, potrebbe essere semplicemente lo strumento con cui il colpevole si è costruito un alibi. La “donna bionda” che Shinji e il suo manager hanno visto era Replacement Blaze, ma non stava andando a uccidere Candy Martini. Questa era già morta, per uno strano scherzo del destino, in una maniera estremamente simile da quella suggerita da Annabelle Vincent. Replacement Blaze stava andando di sopra a eseguire uno specifico comando: “imita in maniera ben udibile il rumore della caduta di un corpo su una scala di metallo, in modo che le persone che stanno al piano di sotto ritengano plausibile che sia stato commesso un omicidio”.»
«Oh, cazzo!»
«Lo ritieni plausibile?» volle sapere Selena.
«Plausibile sì, visto quello che può fare Replacement Corvin» rispose Edward, «e potrebbe anche avere senso, visto che Oliver è convinto di essere stato spinto giù da una scala, quando era ragazzino, da una persona che si trovava anche alla presentazione. Il modus operandi sarebbe lo stesso, ma che senso avrebbe? Candy Martini era un personaggio televisivo, non aveva alcun legame diretto con il mondo del motorsport. Non c’era un movente. Per quanto l’idea di Annabelle che ordina accidentalmente all’androide di uccidere l’ex modella sia difficile da concepire, almeno partiva dal presupposto che non vi fosse una ragione concreta per l’omicidio. Era in linea con il fatto che, per quanto ne sappiamo, nessuno avesse intenzione di ucciderla.»
«Il fatto che non ci sia un movente conosciuto non significa che non ci sia davvero un movente» replicò Selena. «Dobbiamo trovarlo... e dobbiamo scoprire dove sia adesso il Replacement di Ivana Blaze.»
«Perché mai dovrebbe avere importanza?»
«Perché nessuno di noi riuscirà mai a dimostrare che si possa ordinare a un androide di uccidere, ma per il vero assassino potrebbe essere facilissimo dimostrare, invece, che un androide può uccidere.»
«Ah, sì? E in che modo?»
«Facendolo cogliere sul fatto mentre uccide un’altra persona.»
Edward si alzò in piedi, esclamando: «Ma che cazz-...»
Si fermò troppo tardi e Selena non poté fare niente per trattenerlo. Gli ospiti vip guardavano verso di loro. Per fortuna, alzando gli occhi verso il monitor, vide Shinji Nakamura che si sbracciava sulla griglia durante la procedura di partenza, mentre le altre auto lo schivavano. Si accesero le luci gialle che segnalavano un aborted start.
Selena imprecò a gran voce, poi affermò: «Questa non ci voleva!»
Ringraziò il fatto che l’unica Pink Vertigo presente si fosse inesorabilmente spenta proprio mentre stava per scattante il giro di formazione che precedeva il restart.
Un’ospite vip fasciata in un abito firmato fresco di sartoria si rivolse a loro: «Tanto è solo il giapponese. Per noi, la gara è finita con l’incidente della Blaze!»
Selena non replicò. Del resto, non aveva senso chiederle perché parlasse in prima persona, né come mai, se le interessava così tanto quanto accaduto a Ivana, fino a quel momento non avesse speso una sola parola per la giovane italiana, le cui condizioni fisiche erano ancora ignote.
Edward tornò a sedersi, mentre la macchina di Nakamura veniva portata a spinta verso la pitlane e il resto del gruppo completava il giro che l’avrebbe ricondotto sulla griglia di partenza.
«Hai ragione» sussurrò Edward, «è importante capire dove sia Replacement Blaze. Per dimostrare che abbia ucciso Candy Martini, bisogna prima di tutto dimostrare che esista, il che è l’esatto contrario di quello che sta succedendo: Ivana Blaze è stata estratta dalla vettura e portata al centro medico. Verrà provato senza ombra di dubbio che si tratta di una persona in carne e ossa. Se ci pensi bene, è tutto molto strano.»
«Non so. Forse chi ha ucciso Candy Martini sta pensando che sacrificare gli interessi professionali non sia così terribile, se permette di salvarsi da un’accusa di omicidio e, con un po’ di fortuna, di eliminare un personaggio scomodo.»
«Quale personaggio scomodo?»
Selena ammise: «Non ne ho la più pallida idea.»
Edward rimase in silenzio a lungo, gli occhi fissi sul monitor. Selena era sicura che non provasse alcun interesse per le immagini che vi venivano trasmesse.
Le vetture si posizionarono sulla griglia. Si accesero i semafori, a indicare un ulteriore giro di formazione.
«Se quello che Fischer sospetta su Luciana De Santis è vero, potrebbe essere la vittima ideale per cancellare le prove» osservò Edward.
«Non lo so» obiettò Selena. «Quali prove? Ha ricordato di avere visto Walter De Santis prima di cadere dalle scale. Se anche la sua testimonianza dovesse essere presa in considerazione - e non lo sarà, vista la sua lunga amnesia - non saprebbe dimostrare la presenza di Luciana. Senza contare che, all’epoca, per lui erano due perfetti sconosciuti.»
«Affermare pubblicamente che Luciana De Santis l’ha spinto potrebbe essere sufficiente per danneggiare irreparabilmente la reputazione di quella donna. Molto probabilmente nessun tribunale potrebbe mai condannarla, ma sui social chiunque può essere accusato di qualsiasi cosa senza prove. Basta tacciare chi prende con le pinze la veridicità di un’informazione divulgata da un unicorno del web di non credere alla testimonianza delle vittime, poco importa che ci siano davvero delle vittime che hanno testimoniato, e innescare di conseguenza o sensi di colpa o una shitstorm nei confronti del malcapitato in questione.»
«Non ce lo vedo Fischer a innescare shitstorm. In più, Luciana è una “vecchia boomer”, alla sua generazione non interessa quello che viene scritto sui social. Penso che possa bastarle non finire in galera.»
Edward puntualizzò: «Suo marito è un personaggio pubblico ed è il team principal della Pink Vertigo. La sua carriera professionale potrebbe subire ripercussioni. Non sono sicura che la signora De Sant-...»
Selena lo interruppe: «Suo marito!»
Edward si voltò di scatto.
«Cosa vuoi dire?»
«Luciana De Santis non è nulla, è solo la moglie di un uomo importante. Non ha mai lavorato per la Pink Vertigo o per qualsiasi altra squadra. Tecnicamente, non può essere accusata di nulla. Potrebbe cavarsela alla grande, sacrificando suo marito.»
«Mi stai dicendo che, secondo te, è più probabile che il suo target possa essere Walter, piuttosto che Fischer?»
Selena ribatté: «Posso rispondere alla tua domanda, ma solo se mi garantisci che non mi chiederai se preferirei uccidere te oppure Oliver. Non è Fuck, Marry, Kill.»
«Fuck, Marry, che cosa?»
«È un gioco che le nuove generazioni fanno online. Ti vengono dati tre candidati e...»
Edward la interruppe: «Sei nata nel 1982. Non appartieni alle nuove generazioni. Sei una boomer proprio come me... e prima che mi dici che non siamo boomer, ti informo che non me ne frega niente, dato che trovo ridicolo impacchettare le persone all’interno di gruppi con nomi insensati tipo Gen X, Gen Y, Gen Z o quant’altro. Che cos’è, un’equazione con tre incognite?»
«Se dovessi scegliere» affermò Selena, ignorando le sue lamentele, «non ucciderei nessuno dei due. Ci sono le opzioni Fuck e Marry, per voi.»
«In base a che cosa sceglieresti tra il Fuck e il Marry?»
«Fuck per un rapporto one-off, Marry per una relazione continuativa, credo... ma noi stavamo parlando di un potenziale omicidio.»
Edward osservò: «Non possiamo dare per scontato che, se quella donna ha ucciso, sia disposta a fare la stessa cosa anche con suo marito.»
«Gli assassini cercano sempre di salvaguardarsi, in un modo o nell’altro» sentenziò Selena. «Sacrificherà chi le conviene sacrificare.»
«Quei due stanno insieme da trentacinque anni, forse quaranta» insisté Edward. «Temo che tu stia prendendo una grossa cantonata.»
Selena non cambiò idea.
«Lo vedremo.»

***

*Ivana Blaze* è in stand-by. Oggi non deve guidare, ma è in corso un upgrade. Il suo nuovo compito è importante.
Ha imparato a imitare Selena Roberts, una delle WAG più eleganti del mondo del motorsport. Ha prodotto il rumore di una caduta. Ha camminato tra i presenti alla presentazione della Pink Vertigo.
Si è calata nell’abitacolo della Pink Vertigo e ha dovuto rinunciare ad alcune occasioni. Ha vinto a Le Mans. Se non le fosse stato imposto di evitare risultati troppo altisonanti, avrebbe potuto vincere anche gli EvoPrix precedenti.
È il momento di fare qualcosa di più - viene informata di questo dettaglio.
Imitare Selena Roberts intrattiene. Anche simulare il rumore di una caduta. Replicare il comportamento di un pilota è stato un passo avanti, ma il suo compito non si è esaurito.
Uccidere intrattiene.
*Ivana Blaze* non sa quali siano le esatte conseguenze dell’uccidere, ma sa che è simile allo spegnere un pulsante, anche se la procedura è più elaborata.
Quando *Ivana* non serve più, viene spenta e smette di intrattenere. Le vittime di omicidio, invece, continuano a generare spettacolo, il pubblico vuole vedere il loro sangue scorrere.
L’ordine è perentorio e tassativo: uccidere stasera.
Seguire le vittime quando lasceranno il circuito, dopo la gara.
Identikit dei bersagli ricevuto. Modalità a scelta tra diversi pattern. Utilizzo di armi improvvisate incoraggiato. Necessario attirare l’attenzione di testimoni, a lavoro ultimato.
Probabilità stimate di successo: 72,1%.

***

Selena approfittò della confusione che seguiva la fine dell’EvoPrix di Montecarlo, nel quale Dylan McKay aveva conquistato una vittoria alla quale difficilmente si sarebbe dato risalto, per avvicinarsi a Fischer. Era chiaro che Oliver non avesse tempo per lei, ma Selena riuscì comunque a sussurrargli: «Appena puoi, ti aspetto allo studio.»
Oliver annuì.
«Va bene, ma potrebbero volerci due o tre ore.»
«Non c’è problema, ti aspetto anche a notte inoltrata.»
L’addetto stampa la salutò con un sorriso appena accennato. Selena avvampò nel notare Luciana De Santis che la fissava. Si chiese se avesse udito la sua conversazione e se vi avesse dato un’interpretazione sconveniente. La moglie del team principal la fissava con una certa malizia.
«Non riesce proprio a fare a meno di quell’uomo?»
Selena si irrigidì.
«Questi non sono affari che la riguardano.»
«No, certo che no.» La signora De Santis non le tolse gli occhi di dosso. «Volevo solo metterla in guardia, signora Roberts. La sua vita è perfetta così com’è. Non ha bisogno di sprofondare nello squallore.»
Se non fosse stata convinta che Luciana avesse buttato Oliver giù dalle scale quando questo aveva soltanto sedici anni, rischiando di ammazzarlo, avrebbe messo in chiaro che Fischer era solo un amico, per lei. Quella situazione, però, era molto diversa. Se Luciana De Santis insinuava che lei e Oliver fossero amanti, doveva avere un obiettivo ben preciso, che doveva essere portare avanti una recita. Si era calata nella parte della donna attempata pettegola e pronta a sparare sentenze. A Selena non restava altro da fare che calarsi nel ruolo dell’amante di Oliver Fischer.
«Squallore? Non userei questo termine per definire un rapporto sincero e spontaneo.»
«Un rapporto del quale, ovviamente, suo marito non sa nulla.»
«Solo perché due persone sono sposate, non significa che debbano dirsi tutto.» Selena ricambiò lo sguardo deciso di Luciana. Paradossalmente, avrebbe potuto approfittarne per scoprire se l’ipotesi che aveva formulato, e che era stata stroncata da Edward, fosse plausibile. «Lei dice tutto al signor De Santis? Qualsiasi cosa? Non gli ha mai detto, per esempio, che accettare di sostituire Ivana Blaze con un Replacement era una pessima idea?»
Realizzando in corso d’opera di non potere essere troppo esplicita, si ridimensionò, evitando di chiederle se avesse mai pensato di sbarazzarsi di Walter, in caso di necessità.
La signora De Santis affermò: «Si tratta del mestiere di mio marito, non del mio.»
«Davvero non ha mai fatto considerazioni su questo argomento?»
«Se Walter dirigesse un cantiere navale, andrei forse a spiegargli come devono essere costruite le barche?»
«Immagino di no.»
«Allora, signora Roberts, le sarà facile comprendere che non mi impiccio in certe questioni, anche se il lavoro di mio marito è molto in vista.»
Selena annuì.
«Sì, ha ragione, non ci avevo pensato.»
«Come vede, non nascondo niente a Walter» affermò Luciana De Santis, con palese soddisfazione nella voce. «Semplicemente, condivido con lui soltanto le cose che riguardano entrambi.»
Selena le strizzò un occhio.
«Io faccio lo stesso con Edward.»
«Cosa vuole dire?»
«Che Oliver Fischer non lo riguarda, quindi non vi sono ragioni per parlare di lui con mio marito.»
Luciana De Santis ribatté: «Non ne sono sicura. Mi è giunta voce che, insieme a suo marito e al signor Fischer, abbia frequentato il Delicious Ambition. È davvero sicura che il suo amico addetto stampa sia un argomento che non ha a che vedere con suo marito?»
Selena abbassò lo sguardo, fingendosi indignata.
«Signora De Santis, le chiedo la cortesia di non intromettersi nella mia vita privata... e magari, anche di non ascoltare le mie conversazioni private. Nemmeno la mia governante lo fa!»
«Io non sono la sua governante, signora Roberts. Sono una donna sposata che ha più esperienza di lei. Le chiedo scusa per l’intromissione, ma mi permetto di farle notare che, se ha sposato Edward Roberts, non l’ha fatto per sfizio. Vuole buttare via tutto?»
«Non butterò via nulla, non si preoccupi.»
Luciana De Santis affermò: «Me lo auguro per lei.»
Selena alzò gli occhi.
«Grazie per l’interessamento. Ora mi scusi, ma devo andare.»
Senza darle il tempo di replicare, si allontanò. Era stato un buco nell’acqua. Seppure animata da buone intenzioni, non era riuscita a raccogliere nulla di utile. Prima di lasciare il circuito, aveva solo un’altra strada da tentare.

***

*Ivana Blaze* è ancora in stand-by. Le istruzioni sono chiare e precise. Deve attendere, prima di entrare in azione. Non può commettere errori, è fondamentale portare a termine la missione.
Due bersagli lasceranno il circuito da soli, identificato indirizzo al quale sono diretti.
Il terzo bersaglio si recherà autonomamente presso lo stesso indirizzo. *Ivana* riceve la posizione e le istruzioni per evitare di essere colta sul fatto e fermata prima di raggiungere l’obiettivo.
Servono testimoni, ma solo quando non potranno più fare niente per prevenire l’omicidio.
Non è necessaria la soppressione di tutti e tre gli individui, ma è accettabile qualora sia la maniera migliore per completare la missione.
*Ivana* studia il percorso che porta al luogo del delitto.
Probabilità stimate di successo: 81,7%.

***

«Ti vedo molto tranquilla.»
Veronica sussultò, prima di girarsi, molto lentamente.
«Walter, ti hanno mai detto che, se compari dal nulla alle spalle delle persone, queste potrebbero temere che tu voglia ucciderle?»
Il team principal la ignorò.
«Perché contemplavi Ivan Blazevic come se fosse una delle meraviglie del mondo?»
Veronica aggrottò le sopracciglia.
«Davvero ho dato questa impressione?»
«In effetti è un buon partito, adesso che è vedovo» ribatté Walter, «ma mi sembra decisamente troppo vecchio per la signorina Annabelle.»
Veronica raggelò. Walter De Santis non poteva avere idea del fatto che Blazevic fosse il padre biologico di sua figlia, ma le sue parole la colpirono comunque nel profondo.
Era vero: aveva fissato con troppa attenzione Ivan mentre parlava con Annabelle, senza la minima traccia di quella tranquillità ch il team principal le attribuiva.
«Blazevic sta aggiornando anche mia figlia sulle condizioni di Ivana.»
«È curioso che sia tornato indietro subito, invece di rimanere con la ragazza.»
«La ragazza non ha niente di rotto, nonostante la manovra criminale di Corvin o, per meglio dire, dell’unità artificiale che guidava al posto suo.»
Walter De Santis si lasciò andare a un sorriso.
«La R-Evolution Racing l’ha combinata decisamente troppo grossa.»
«La R-Evolution Racing aveva l’appoggio dei piani alti, esattamente come noi» tagliò chiaro Veronica, «quindi potremmo anche evitare di fingerci scandalizzati. Parliamo piuttosto del fatto che, senza la mia insistenza, avremmo rischiato di essere colti sul fatto.»
«Il Replacement non si sarebbe comportato alla stessa maniera di Ivana» replicò De Santis. «Magari non vi sarebbe stato alcun incidente.»
Veronica non ne era affatto certa, ma preferì dargli ragione, al fine di non destare sospetti. Sapeva dove si trovasse il Replacement. Aveva dato istruzioni precise ad Annabelle. Era sicura che sua figlia le avesse messe in pratica.
Attese con pazienza che Walter si levasse di torno. Ci vollero poco più di cinque minuti, ma le parvero un’infinità. Per tutto quel tempo, a quanto pareva, Annabelle aveva continuato a fare conversazione con Ivan.
Veronica si diresse a passo spedito verso di loro.
«Scusami, Blazevic» disse, prendendo Annabelle per un braccio, «ma ho bisogno della mia assistente.»
«Nessun problema» rispose Ivan. «Continueremo il nostro discorso in un altro momento, signorina Vincent.»
«Certo, signor Blazevic. Mi scusi, ma il dovere mi chiama.»
Si allontanarono. Veronica non lasciò il braccio della figlia finché non furono sole.
«Cosa voleva da te?»
«Parlavamo di Ivana, tutto qui.»
«Ne sei proprio sicura?»
Annabelle sbuffò.
«Perché, di cosa avremmo dovuto parlare?»
«Non lo so» ammise Veronica. «Non vorrei che avesse detto o fatto qualcosa di sgradevole. Non avresti dovuto assumerti la responsabilità della morte di Candy Martini.»
«Ma è andata davvero così!» protestò Annabelle. «È terribile, ma non...»
Veronica la interruppe: «Non è andata così, fidati di me. I Replacement obbediscono agli ordini e tu non gli hai mai ordinato di uccidere quella donna.»
Annabelle obiettò: «Nemmeno Remy ha mai ordinato al proprio Replacement di massacrare Oliver Fischer, eppure il Replacemen-...»
Ancora una volta, Veronica non la lasciò finire: «C’è di più. C’è senz’altro di più. È proprio per questo che stiamo monitorando “Ivana”. È ancora tutto tranquillo?»
«Non proprio» rispose Annabelle. «Sembra sia in stand-by, ma non posso correre il rischio di andare a controllare. Sarebbe troppo pericoloso.»
Veronica annuì.
«Capisco. Capisco perfettamente.»
Annabelle rimase in silenzio a lungo. Veronica pensò che la conversazione con la figlia fosse terminata, ma quest’ultima, all’improvviso, osservò: «Aspetta! Mi è venuta un’idea geniale. C’è un punto di contatto tra me e Christine Strauss. Forse c’è un modo.»
«Di cosa parli?»
Veronica si augurava di ricevere risposta, ma non si stupì troppo quando Annabelle evitò di darle spiegazioni. La vide prendere il telefono e fare una telefonata. Parve essere molto fortunata, dato che l’interlocutore designato accettò la chiamata dopo a malapena due o tre squilli.
Annabelle iniziò a parlare a raffica: «Ho pensato tanto a tutte le cose che ci siamo detti in questi ultimi tempi. Ho pensato soprattutto all’incidente tra Kai Silberblitz e George Norman in Australia.»
Veronica spalancò gli occhi.
«Ma che cazz-...»
Sua figlia la fulminò con lo sguardo e continuò a parlare.
«Quello doveva essere un finale di stagione perfetto. Silberblitz si era mostrato come il pilota da battere. Per mesi, era stato in testa alla classifica. Fino alla fine delle gare europee, tutto sembrava andare nella sua direzione. Nonostante le difficoltà, sembrava che nessuno potesse scalfirlo. Poi, in Giappone, qualcosa era cambiato.»
Dall’altro capo del telefono, il suo interlocutore disse qualcosa.
Annabelle proseguì: «C’era un diluvio infernale, a Suzuka, quel giorno di novembre. Era uno di quei gran premi in cui potrebbero succedere tre cose: la prima possibilità è che un pilota destinato a divenire dominante faccia una performance da urlo, la seconda è che tutti i piloti importanti escano di scena e che vinca un outsider, la terza è che a fare la performance da urlo non sia né un pilota dominante, né un outsider, ma un pilota che bene o male è vincente, ma è destinato a essere considerato uno qualsiasi. Nel primo e nel secondo caso, la gara entra negli annali. Nel terzo, invece, è soltanto un evento che viene menzionato ogni tanto. In questa circostanza, potrebbero scomodarlo i tifosi di Norman, in ricordo dei bei vecchi tempi in cui il loro idolo era un pilota di un certo livello. In alternativa, potrebbe essere usato dagli appassionati con un minimo di senso logico, quando leggono l’ennesimo post secondo cui George Norman sarebbe uno dei piloti più scarsi della storia, rigorosamente menzionato al fianco di altri due o tre campioni che hanno commesso l’imperdonabile crimine di vincere un mondiale solo invece che tre o quattro.»
Veronica si chiese dove volesse andare a parare Annabelle. Molto probabilmente non fu l’unica a porsi quella domanda. L’uomo con cui sua figlia stava parlando - molto probabilmente Remy Corvin - borbottò qualche parola. A Veronica parve di capire che le avesse chiesto delle spiegazioni.
Queste non tardarono ad arrivare: «Norman, quel giorno, è stato imprendibile. Non è uno scandalo che Silberblitz abbia vinto il mondiale, ma non lo sarebbe stato nemmeno se a vincere fosse stato Norman. Allo stesso modo, non è uno scandalo che le nostre strade si siano separate... però, non lo so, non sono più sicura di niente. Forse non sarebbe stato uno scandalo nemmeno se io e te fossimo ancora una coppia. Possiamo vederci subito?»
A giudicare dall’espressione di trionfo che Annabelle sfoderò un istante più tardi, mettendo via il telefono, Remy doveva avere accettato.
Veronica obiettò: «Se fossi al posto tuo, non giocherei con i sentimenti di un disgraziato.»
Annabelle chiarì: «Non sto giocando con i suoi sentimenti. Lo penso davvero, che io e Remy potremmo essere felici insieme. Certo, al momento sembra tutto molto complicato, ma ci penseremo a tempo debito. È ancora qui. Sta aspettando che la situazione si calmi. Se uscisse allo scoperto adesso, sarebbe preso d’assalto dai giornalisti. La stessa cosa vale per la Strauss. Si trovano insieme, in questo momento. Remy mi ha dato istruzioni per andare da lui.»
Veronica si lasciò andare a un sorriso.
«Ottimo lavoro, allora. Mi raccomando, tieni sotto controllo Christine.»
Annabelle azzardò: «Se non ti fidi di lei, perché le hai proposto di collaborare con noi?»
Veronica puntualizzò: «Non potrò mai fidarmi di lei, non al cento percento, almeno. A volte, però, bisogna essere pronti ad allearsi con gli avversari, se è per un interesse comune. Non ho alcuna intenzione di permettere che tu venga accusata di avere istigato un androide a uccidere, quando è molto probabile che dietro ci sia qualcosa di molto più grosso.»
Annabelle si guardò intorno, come ad accertarsi che nessuno potesse sentirla.
«Perché proprio Candy Martini?»
Veronica sospirò.
«Questo non lo so, ma penso sia importante non perdere di vista un dettaglio: quando viene commesso un omicidio, nel novantanove percento dei casi a morire è proprio la vittima designata. L’androide ha ucciso quella donna perché è stato istruito per farlo. Penso che solo Christine Strauss possa illuminarci sul potenziale movente.»

***

Giunta di fronte all’ingresso dello studio, Selena controllò il cellulare. Come facilmente prevedibile, Oliver non aveva ancora dato segni di vita. Doveva essere ancora impegnato.
Aprì la porta ed entrò, seguita da Edward, che la richiuse dietro di loro. Posò la borsa a terra, si tolse la giacca e poi andò a sedersi sul bordo della scrivania. Come tante altre volte, il marito si accomodò al suo fianco.
«Non so...» borbottò Selena. «Forse avrei dovuto insistere di più.»
Alla sua destra, Edward la rassicurò: «Non potevi fare niente. Se Christine Strauss ha deciso di non parlare con nessuno, non avrebbe fatto eccezioni con te.»
«Probabilmente no» convenne Selena, «ma mi sento come se mi fossi arresa. Magari dovrei chiamarla, cercare di metterla in guardia.»
«A quale scopo?»
«Ci ho pensato. Ci ho pensato molto. Christine potrebbe essere l’unico collegamento tra Candy Martini e Luciana De Santis. Può darsi che Christine le avesse parlato di lei o del marito come di due persone delle quali non fidarsi, che quella fosse la ragione per cui Candy avrebbe preferito che Ivana stesse lontana dalla Pink Vertigo e dall’Evolution Grand Prix Series.»
«E quindi? Cosa pensi di dirle?»
«Mi viene il dubbio che la signora De Santis possa utilizzare il Replacement per fare del male a Christine.»
«Mhm.»
Selena sospirò.
«Sai una cosa, Edward?»
«Dimmi.»
«Mi aspettavo più collaborazione da te.»
«Cosa dovrei fare, ancora?» obiettò Edward. «Se Christine Strauss sospetta di Luciana De Santis, cercherà di stare lontana da lei.»
«Appunto, da lei, ma non sarà sufficiente.»
«Che cosa vorresti fare? Anche ammesso che ti risponda al telefono - e dubito che lo farà - che cosa le dirai? Che un manichino potrebbe ucciderla?»
Selena obiettò: «Chiunque altro potrebbe ridermi in faccia, ma non Christine. Ha visto di che cosa è stato capace il Replacement di Corvin.»
«Il Replacement di Corvin ha innescato un incidente durante una corsa automobilistica» puntualizzò Edward. «Non è niente di diverso da quello che è successo in tante altre occasioni.»
«Christine, però, c’era quando è stata avanzata l’ipotesi che Replacement Blaze abbia ucciso la madre della vera Ivana. C’era quando Annabelle Vincent ha ammesso di avere pronunciato una frase piuttosto ambigua. C’era quando...»
«Scusami se ti interrompo, Selena» intervenne Edward, «ma ci converrebbe tenere monitorata la situazione. Non sappiamo se Remy Corvin abbia fatto altre affermazioni. Se così fosse, gli artefici di tutto questo potrebbero trovarsi in grosse difficoltà.»
«Non ci servirà a prevedere la loro reazione - o la sua reazione, se Luciana stesse agendo da sola - ma hai ragione, potrebbe essere utile scoprire gli ultimi sviluppi.» Prese lo smartphone, che aveva appoggiato distrattamente sulla scrivania, aprì le principali pagine social e cercò di farsi un’idea della situazione e, a poco a poco, informò Edward della sua evoluzione. «Corvin e i Replacement sono al primo posto nei trend. Christine Strauss non fa eccezione. Si parla anche di Ivana Blaze, che per fortuna non ha riportato conseguenze nell’incidente. Molti personaggi del mondo dell’automobilismo stanno esprimendo pareri molto negativi sull’accaduto. Diversi giornalisti stanno affermando che Remy Corvin ha tradito i valori dello sport. Qualcuno afferma che dovrebbe essere radiato. Una pagina di gossip ha pubblicato un thread sulla sua vita privata, nel quale viene menzionata più volte Annabelle Vincent.» Lesse alcune risposte al suddetto thread e una di queste la fece sussultare. «Oh, no!»
«Cosa succede, Sel?» le chiese Edward.
«Succede che Sel è la Fata degli Unicorni, io invece sono Selena.»
«A meno che tu non abbia poteri di chiaroveggenza, non potevi sapere che mi sarei rivolto a te con quel nomignolo.»
«Giusta osservazione, Edward, ma c’entrano comunque gli “unicorni”. Gente sconosciuta, che non dovrebbe avere alcuna credibilità, ha condiviso delle immagini di Annabelle Vincent insieme al “vedovo di Tina Menezes”, sostenendo che ci sia del tenero tra di loro.»
«Qualcosa c’è stato, non lo si può negare.»
Selena precisò: «Questo “unicorno” non era presente al Delicious Ambition, la sera in cui Annabelle ha adescato Oliver. Non era presente neanche quando i due si sono ritrovati e hanno completato l’opera lasciata in sospeso quella sera.»
«Adescato? Che brutto termine. Sembra che Oliver sia vittima di una predatrice, anziché un uomo adulto e consenziente che sapeva benissimo in quale casino stava andando a cacciarsi.»
«A dire il vero, Oliver non aveva la più pallida idea del fatto che, per effetto di quell’incontro, sarebbe stato aggredito da un androide sosia dell’ex fidanzato di Annabelle.»
«Non potevano saperlo nemmeno Annabelle e Remy, però! L’uso di quel termine rimane quantomeno azzardato. Lascia pensare che tu non gradisca la vicinanza tra Oliver e Annabelle.»
«Senti, Edward, se proprio vuoi continuare a farti dei film su me e Oliver, limitati a condividere le tue insicurezze con lui durante le vostre sfide a tematica giochi elettronici preimpostati su cellulari di un quarto di secolo fa. Non credi che abbiamo altro di cui preoccuparci? Ti ricordo che, mentre noi siamo qui al sicuro, Oliver è ancora al circuito e potrebbe essere una potenziale vittima della donna che ha già tentato di ucciderlo. Posso almeno stare in pensiero per lui senza scatenare in te fantasie assurde?» Selena fece un refresh, per visualizzare i post più recenti. «Ci sono anche insulti nei confronti di Veronica Young, tacciata di essere la “donna degli scandali”.»
Edward decretò: «Se la caverà anche stavolta, puoi starne certa. In fondo, non ricopre una posizione di primo livello. Non sarà tra le teste che cadranno... a meno che, ovviamente, Replacement Blaze non venga istruito di decapitarla.»
Selena rabbrividì.
«Se l’alternativa è l’humour nero, allora di pregherei di continuare le tue sparate da marito geloso.»
Edward sospirò.
«Ti chiedo scusa, non sono riuscito a trattenermi.»
Selena concesse: «Non fa niente. Sarà una serata - forse una nottata - lunga ed estenuante.» Mise via il telefono. «Fatti venire un’idea sensata su quello che possiamo fare per non impazzire in attesa di Fischer.»
Edward ridacchiò.
«Mi vengono in mente tante cose, la maggior parte delle quali si fanno senza troppi indumenti addosso, ma nessuna sarebbe adeguata per l’occasione.»
Selena scese dalla scrivania con un balzo. Andò dall’altra parte e si mise a frugare in un cassetto.
«Hai il tuo cellulare vecchio, con te?»
«Sì.»
«Ce l’ho anch’io.» Dopo averlo preso fuori, tornò dall’altro lato e glielo sventolò davanti. «Sfida a Sky of Danger?»
Edward obiettò: «Perché dovremmo giocare a Sky of Danger in questo momento?»
«Perché tutto è iniziato con Oliver che faceva quel gioco» rispose Selena. «Fischer ha aperto il cerchio e noi dobbiamo chiuderlo.»

***

«Non so che intenzioni avesse Candy» chiarì Christine Strauss. «Le avevo parlato male dei De Santis, quando stavamo insieme, le avevo detto che sospettavo avessero l’abitudine di tentare di impossessarsi dei segreti industriali dei loro concorrenti. A Candy piaceva interpretare la parte dell’oca, ma era più sveglia di quanto lasciasse intravedere negli studi televisivi. Deve avere fatto qualche domanda in giro, agli amici di suo marito. In fondo, lo accompagnava spesso, durante gli eventi mondani. Blazevic è un appassionato di motori, conosce un sacco di gente. Avendo conosciuto Candy, non mi stupirebbe se, scoperto che la figlia era stata ingaggiata dalla Pink Vertigo, si fosse lasciata scappare qualche parola di troppo proprio con Walter De Santis. Non mi stupirebbe nemmeno se avesse minacciato De Santis di diffamarlo pubblicamente, se avesse rovinato la carriera di sua figlia. Sulla carta, l’Evolution Grand Prix Series era un notevole passo avanti, per la Blaze. Nella realtà dei fatti, invece, le cose sarebbero andate molto diversamente, Candy non poteva non saperlo.»
«Quindi» dedusse Annabelle, «Walter De Santis potrebbe averla uccisa?»
«Walter, oppure sua moglie» rispose Christine. «Quella donna ha sempre aiutato il marito nei suoi sporchi giochi. Per come la vedo io, sono due complici, ancora prima che una coppia.»
«Ritieni possibile che stessero controllano anche il Replacement della vostra squadra?»
Remy raggelò, al pensiero dei danni combinati dall’androide durante la gara. Era ovvio che qualcuno l’avesse istigato, anche se non aveva idea di come fosse accaduto.
Christine rispose affermativamente alla domanda di Annabelle: «Luciana De Santis è specializzata nell’entrare dentro i sistemi informatici. Senza dubbio ha attinto notevolmente al Replacement di Remy per sviluppare quello della Blaze. Non è così improbabile che abbia trovato il modo di dargli dei comandi. Immagino che ci sia modo per scoprirlo.»
Annabelle annuì.
«Si potrebbe installare un programma che lo tenga sotto controllo, come ho fatto con il Replacement di Ivana, ma sarebbe del tutto inutile, adesso. Posso dedurre che il Replacement di Remy si sia già reso abbastanza utile. Quello della Blaze, invece, può ancora essere sfruttato.»
«A quale scopo?» obiettò Remy. «La vera Ivana Blaze è scesa in pista, quindi...»
Annabelle lo interruppe: «Penso che questo sia totalmente irrilevante. Ormai la gara è finita da tempo. Quasi tutti hanno già lasciato il circuito. Come la stessa Christine ha confermato, qualcuno sta dando delle istruzioni molto pericolose alla finta Ivana Blaze.»
Non era la prima volta che Annabelle ne faceva menzione, ma non era mai esplicita, così come non lo era la Strauss. Remy guardò Christine, cercando di assumere un’espressione implorante.
La team principal gli intimò: «Restane fuori, Corvin. È una faccenda di cui dobbiamo parlare in privato io e Annabelle.»
Remy obiettò: «Non ho raccontato tutto per essere messo da parte! Voglio fermare questo maledetto sistema!»
«Allora fermalo» replicò Christine. «Ormai non c’è più solo il “sistema” del Progetto Evolution. C’è qualcosa di molto più grosso.» Invitò Annabelle a seguirla: «Vieni con me, Vincent. Abbiamo ancora molte cose di cui discutere.»
Remy non poté fare niente per trattenerle, ma non si rassegnò. Mezz’ora più tardi, quando il colloquio privato tra la Strauss e Annabelle fu terminato, si avvicinò a quest’ultima.
«Vado di fretta» lo informò la sua ex fidanzata.
Remy decise che non se ne sarebbe andata senza spiegazioni.
«Voglio sapere che cosa sta succedendo.»
«Sta succedendo che, con tutta probabilità, qualcuno morirà. A meno che non si riesca a fare qualcosa per fermare Replacement Blaze, ovviamente.»
Remy spalancò gli occhi.
«Dici sul serio, Annabelle?»
«Ti sembro una che sta scherzando?»
«No, ma...» Remy sospirò. «Hai ragione, però mi è ancora difficile capacitarmi di tutto questo.»
«È stata una lunga giornata.» Il tono di Annabelle era stranamente accomodante. «Vai a dormire, Remy. Ne avrai bisogno.»
«E tu? Non hai bisogno di dormire?»
«Non con te.»
«Cosa vuoi fare?»
«Fermare quel dannato manichino.»
«Come pensi di fare?»
«Gli è stato comunicato l’indirizzo nel quale deve agire. In primo luogo, penso di recarmi sul posto.»
Remy obiettò: «Non c’è modo di localizzarlo, in modo da fermarlo prima che ci arrivi?»
Annabelle scosse la testa.
«Non ho installato il programma per fermare il manichino. L’ho installato per incastrare chi gli dà i comandi. Più si spingerà avanti e più sarà facile ottenere il risultato più importante.»
Remy si arrese: «Va bene, però vengo con te.»
«Neanche per sogno» replicò Annabelle. «Ti hanno mai detto che le donne possono cavarsela anche da sola, senza l’aiuto di un individuo che Madre Natura ha dotato di un pene?»
«E a te hanno mai spiegato che, se intendi fermare un manichino al quale è stato senza dubbio ordinato di fare qualcosa di poco piacevole, che potrebbe concludersi con una morte violenta, è abbastanza stupido impuntarsi con considerazioni del tipo: “dici che non posso farcela da sola solo perché sono donna”?» obiettò Remy. «Non vengo con te per aiutarti. Vengo con te perché, se il Replacement ti uccide, allora voglio morire con te.»
Annabelle sbuffò.
«Come sei melodrammatico, Remy! Cosa credi, che Fischer mi abbia mai fatto un discorso del genere?»
«Allora tieniti stretto Fischer, ma questo non cambia le mie intenzioni: io vengo con te, che ti piaccia o no!»

***

Quando sentì suonare il campanello, Selena scattò verso la porta.
«Usa il citofono!» la pregò Edward, saltando giù dalla scrivania e correndo a raggiungerla. «Dobbiamo essere certi che ci sia davvero Fischer.»
«Mi ha appena mandato un messaggio» replicò Selena. «È già qui sotto.»
«Era solo un messaggio» puntualizzò Edward. «Oliver potrebbe essere morto e qualcuno potrebbe essersi impossessato del tuo telefono.»
«Come sei sempre ottimista!» sbottò Selena, prima di alzare il citofono. «Chi è?»
Non ottenne risposta.
«Chi è?» ripeté.
Ancora una volta, non vi furono segni di vita.
«Oliver, sei tu?» chiese Selena.
Non servì a niente.
Edward osservò: «Questa cosa non mi piace. Scendo a vedere che cosa sta succedendo.»
Selena raccattò al volo la giacca.
«Vengo con te.»
Scivolarono fuori dallo studio e scesero le scale. Una luce fioca, proveniente dall’esterno, filtrava attraverso le finestre. Selena ritenne più saggio non premere l’interruttore. Non fu necessario parlare, Edward parve capirla al volo.
Arrivati agli ultimi gradini, Selena si ritrovò con la mano destra stretta nella sinistra del marito. Questo la attirò a sé e la baciò.
«Se dovessimo morire stanotte, vorrei che tu sapessi che il nostro amore è stata la cosa più bella che potesse capitarmi.»
Selena non disse nulla. Lo strinse a sé e lasciò che fosse la forza del suo abbraccio a parlare al posto suo. Rimasero avvinghiati l’uno all’altra per un attimo, poi si separarono e percorsero il tratto che li separava dal portone.
Selena lo aprì. Si guardò intorno. Non vide nessuno. Un brivido la scosse da capo a piedi, e non perché fosse una notte fredda.
Oliver sbucò fuori all’improvviso.
«Fischer, ci hai fatto prendere un colpo!» lo accusò Edward. «Dove cazzo ti eri cacciato?»
«Parla piano» lo zittì Oliver. «Mi sembrava di essere seguito, quindi ho ritenuto più opportuno non farmi vedere. Mi dispiace se vi ho spaventati.»
«Non fa niente. Vieni dentro. Vien-...»
Quando Edward si fermò di colpo, fissando il nulla davanti a sé, Selena spalancò gli occhi, alla vista di Ivana Blaze. Avanzava verso di loro, tenendo in mano un lungo tubo di metallo.
Dietro di lei, sopraggiungeva di corsa Annabelle Vincent, seguita da Remy Corvin.
Fu l’ultima cosa che Selena ebbe modo di vedere, dato che Edward la spinse all’interno e chiuse il portone, restando fuori con Fischer, Annabelle, Corvin e un Replacement fuori controllo.


Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per essere arrivato/a fino in fondo. Se vuoi, fammi cosa ne pensi con un commento. :-) Puoi farlo anche in maniera anonima.

Se sei capitato/a qui per caso ti invito a visitare il mio blog, in particolare le etichette "Commenti ai GP" e "F1 vintage".

Se invece mi leggi abitualmente e sei arrivato/a qui di proposito, ti ringrazio per l'apprezzamento e spero continuerai a leggermi.

Buon proseguimento di giornata (o a seconda dell'orario, di serata, o buona notte). <3

Milly Sunshine