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venerdì 8 maggio 2026

Riflessioni estemporanee sulla percezione delle disgrazie nella Formula 1 dei "very uominy"

La mattina metto due sveglie sul cellulare, a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Quando è suonata la prima, sono andata a controllate i social in attesa della seconda. Mentre scorrevo la bacheca di Zuckerbook, mi sono ritrovata a leggere un post che commemorava la morte di Gilles Villeneuve, di cui oggi cade il quarantaquattresimo anniversario. Ho dato un'occhiata ai commenti e ne ho trovato uno abbastanza spiazzante. A onore del vero, non è la prima volta che leggo un'affermazione simile, ma stavolta ne sono rimasta piuttosto colpita. In sintesi, l'utente che commentava affermava che, visto il suo stile di guida, Villeneuve aveva comunque il destino segnato.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.

Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.

Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.



giovedì 7 maggio 2026

I centenari della Formula 1

Pochi giorni fa è deceduto Hermano Da Silva Ramos, il terzo pilota della storia della Formula 1 a vivere abbastanza a lungo da diventare centenario. Andiamo quindi a ripercorrere chi sono stati i tre piloti a raggiungere questo traguardo.

PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.

KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.

HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.


mercoledì 6 maggio 2026

GP Europa 2006: la gloriosa polemica post-qualifiche (pressoché unidirezionale) tra Fisichella e Villeneuve

Nurburgring, sabato 6 maggio: è il giorno delle qualifiche del GP d'Europa, Fernando Alonso conquista la pole position sull'unica Renault arrivata in top-ten, vista l'esclusione di Giancarlo Fisichella in Q2. È proprio costui l'hot topic del giorno, perché sarebbe stato rallentato da Jacques Villeneuve. Alla fine della sessione, incavolato nero si dirige con decisione verso il box della BMW Sauber... che poi, si dirige con decisione fino a un certo punto, sembra quasi che gli serva la bussola per orientarsi. Nevermind, eccolo arrivare a destinazione. Villeneuve è ancora nell'abitacolo e Fisichella inizia a inveire. E qual è il modo migliore per comunicare con un canadese? Naturalmente parlare in romano.
Ora, che Villeneuve capisca l'italiano non ci sono dubbi, dato che successivamente avrebbe fatto anche l'opinionista per Sky F1 Italia, ma ho seri dubbi sul comprendere la parlata dialettale. In ogni caso non è che si preoccupi molto di quello che Fisichella ha da dire. Questo viene esortato da un meccanico italiano a rimandare a un successivo momento la discussione.

Alonso precede le Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa. Quest'ultimo ha un nuovo ingegnere di gara, Rob Smedley: ROLIPE VIBES. <3
Allo scattare della gara, domenica 7 maggio, Alonso continua a precedere le Ferrari, mentre Jenson Button sulla Honda risale al quarto posto, sopravanzando il compagno di squadra Rubens Barrichello, che scivola anche dietro alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Toyota di Jarno Trulli. Un contatto tra la Toyota di Ralf Schumacher e la Toro Rosso di Tonio Liuzzi manda questo contro la Redbull di David Coulthard. Per i due "bovini" è ritiro. Entra la safety car,
Al restart, Raikkonen passa davanti a Button, che comunque ha alle porte un destino ben più triste, dato che a metà gara si ritirerà con il motore in fumo. La cosa non mi stupisce particolarmente. Anche le Super Aguri faranno una fine simile, prima con Franck Montagny (che ha preso il posto di Yuji Ide) e Takuma Sato. Si sono già ritirati per guasti anche Mark Webber sulla Williams e Christian Klien sulla Redbull.

Alonso e Schumacher sono molto vicini, ma la prima sosta non cambia le cose. In occasione della seconda, invece, Schumacher passa davanti di overcut. Nell'ultimo stint allunga nai confronti di Alonso, il quale si ritrova inseguito molto vicino da Massa, che però deve accontentarsi del terzo posto che consiste comunque nel suo primo podio. Dietro di lui, Raikkonen lo segue da vicino. Sull'altra McLaren, invece, Juan Pablo Montoya si ritrova in bassa top-ten, fintanto che non si ritira per un guasto al motore in simultanea con l'analogo ritiro della Toyota di Ralf Schumacher che si trovava al momento in sesta piazza.
Quinto giunge Barrichello, sesto Fisichella. La sintesi della sua gara: dopo due stint alle spalle di Villeneuve - nientemeno! - rientra ai box per la seconda sosta nello stesso giro del campione del mondo 1997. Entra dietro, ma esce davanti: la vendetta è compiuta! Nico Rosberg, partito ultimo, chiude settimo, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica proprio Platinum Jacques. Seguono Trulli, Nick Heidfeld su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso e le Midland di Tiago Monteiro e Christijan Albers.


lunedì 4 maggio 2026

Formula 1 2026: #4 Commento al Gran Premio di Miami

Ricordo che, ai tempi del gran premio della Cina, la TV dei povery ha trasmesso in diretta le qualifiche sprint, che non ho visto perché coincidevano con l'orario di lavoro del venerdì mattina. Stavolta il venerdì era il 1° maggio, quindi bank holiday, quindi speravo che avremmo avuto una diretta su TV8... invece no, alla sera c'era Masterchef, è proprio una fissazione!
Le qualifiche sarebbero state trasmesse nel pomeriggio di sabato 2 maggio e non le avrei viste perché ero fuori casa. Avevo già visto l'highlight delle qualifiche la sera di venerdì prima di andare a dormire, quindi davanti alla TV mi sarei presentata alle 18.00 in punto di sabato, che è stata una giornata piuttosto complessa (le qualifiche delle 22.00, poi, le avrei viste a tratti sul sito di TV8, nella sala d'attesa del pronto soccorso - dove mi non trovavo come paziente, ma come familiare del paziente stesso).
Questo, però, non è ancora successo. È venerdì, ci sono le qualifiche sprint e la Formula 1 è tornata dopo oltre un mese, con un aggiustamento del regolamento nel frattempo. A causa della guerra in Medio Oriente, sono stati annullati Bahrain e Arabia Saudita previsti nel mese di aprile. Non si correva da marzo, quando il Vanz aveva accidentalmente dato Jean-Pierre Jarier morto nel 1975.
Lando Norris ha conquistato la pole position, precedendo Kimi Antonelli, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Max Verstappen, George Russell, Lewis Hamilton, Franco Colapinto, Isack Hadjar e Pierre Gasly tra i primi dieci... le Alpine erano in grande spolvero! Seguivano Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg, ma questo non sarebbe andato in griglia, poi Oliver Bearman, Carlos Sainz, Arvid Lindblad che non sarebbe riuscito a partire e Liam Lawson usciti in SQ2, nonché Esteban Ocon, Sergio Perez, Alexander Albon e Valtteri Bottas tra i piloti inclusi nel 107%. Fernando Alonso non ha avuto questo onore, mentre Lance Stroll neanche ha completato un giro. Sono stati mandati in griglia a calci nel fondoschiena.

Sabato in mattinata il mondo del motorsport e non solo quello è stato scosso dalla morte di Alessandro Zanardi, avvenuta nella serata di venerdì. Vorrei dedicare un pensiero proprio a lui, che ha rappresentato la mia città nell'automobilismo e nel ciclismo paralimpico e proclamarmi ancora una volta dispiaciuta per non essermelo filato di striscio all'epoca in cui correva per la Williams. Era il 1999 ed ero perfettamente consapevole che fosse originario di Castel Maggiore, località dell'hinterland bolognese a quindici chilometri dal mio paese, dove ho dei parenti.
Nel 2002 è venuto il momento di iscrivermi alle scuole superiori e ho deciso di scegliere l'istituto tecnico commerciale, il percorso con tre lingue straniere anziché due. Quello più accessibile dal mio paese era a Castel Maggiore. All'inizio mi è dispiaciuto un po', perché dalle mie parti quasi tutti dalle mie parti andavano a Cento, a Bologna oppure a Ferrara, ma alla fine sono stata felice della scelta che ho fatto.
Percorrendo la strada che portava dalla fermata dell'autobus alla scuola, si passava davanti alla sede dell'AVIS, dove c'era un tabellone con una foto di Zanardi, che ne era testimonial. A volte, passando là davanti, capitava di menzionarlo. Visto che era praticamente la celebrità più importante del posto, spesso capitava che qualcuno raccontasse di avere un conoscente di un conoscente di un conoscente che era un conoscente di Alex Zanardi. Quando con la scuola in quinta superiore siamo stati a visitare la sede dell'AVIS, ho visto una sua foto appesa alla parete, sotto la quale vi era scritto che aveva vinto due titoli nella CART. Fino a quel momento non avevo mai saputo nulla dei suoi successi, soltanto del suo incidente del 2001.
Diversi anni dopo, quando lavoravo in una logistica vicina all'aeroporto, ogni giorno in tarda mattinata andavo al lavoro attraversando vari paesi del posto, quelle località in cui da un lato c'è la provinciale e dall'altro ci sono le campagne e le strade con meno traffico. Di tanto in tanto capitava che vedessi arrivare su da una di queste un uomo in handbike. Soltanto dopo l'incidente del 2020 ho scoperto che, quando si recava in visita ai familiari nel bolognese, aveva l'abitudine di girare con l'handbike lungo le strade del posto. In sintesi, al 99% l'ho incrociato in svariate occasioni, senza avere idea che fosse lui.
L'aspetto che mi ha sempre colpito di più, oltre alla sua storia straordinaria, è che tutti conoscevano la sua storia, anche gente a cui non importava un fico secco né dell'automobilismo, né del ciclismo paralimpico. Credo che il mondo sia un po' più vuoto, senza di lui.
Anni fa, ho letto la sua autobiografia (la prima, dopo dovrebbe esserne uscita un'altra) e ricordo che raccontava di quando aveva visto insieme al padre l'incidente mortale di Ayrton Senna in diretta televisiva (all'epoca non aveva un volante, avrebbe preso il posto di Pedro Lamy dopo l'infortunio di quest'ultimo). Per ironia della sorte, se n'è andato proprio nel trentaduesimo anniversario di quel giorno.

Sabato h.18.00, italiane, è partita la sprint. Norris è scattato bene, ha declamato un bel "cya later" e si è involato verso una di quelle vittorie che di lì a poche ore è come se non fossero mai esistite. Piastri ha difeso la seconda posizione, Leclerc e Antonelli, che si era piantato al via, hanno avuto un turbolento duello nel quale Leclerc ha imprecato come se non ci fosse un domani contro Kimi.
Terminata la gara ha ricordato che i messaggi di quel tipo vengono trasmessi in mondovisione e sono tendenzialmente fonte di caciara incontrollata, quindi alla fine ci ha tenuto a precisare: "Antonelli è un bambino che in caso di vittoria riceverebbe il waard anche negli States, non minacciatelo di morte. Al massimo ricordategli che i bravi bambini stanno in fila per due senza spingere".
Mentre stavano in fila per due, gli Hamiltstappen hanno fatto un po' di trambusto. Secondo il Vanz, Verstappen avrebbe superato Hamilton in una via di fuga e ci sarebbe stato da discutere. O me le sono perse, o non ci sono state discussioni in proposito, né indagini. Antonelli invece si è beccato una penalità per track limits che l'avrebbe portato a perdere la posizione ottenuta al traguardo.
Risultato: Norris, Piastri, Leclerc, Russell, Verstappen, Antonelli, Hamilton e Gasly in zona punti, limitata ai soli primi otto, con Hadjar e Colapinto a completare la top-ten. Bortoleto ha chiuso undicesimo ma è stato squalificato per irregolarità tecniche, quindi dall'undicesimo al diciannovesimo posto si sono classificati Ocon, Bearman, Sainz, Alonso, Perez, Stroll, Albon e Bottas. Si segnala che Albon a un certo punto è dovuto rientrare per un cambio gomme in corso d'opera, ma è riuscito comunque a precedere una Cadillac.

La Mercedes di Antonelli ha preceduto tutti in qualifica, davanti alla Redbull di Verstappen, alla Ferrari di Leclerc, alla McLaren di Norris, alla Mercedes di Russell, alla Ferrari di Hamilton, alla McLaren di Piastri, all'Alpine di Colapinto, alla Redbull di Hadjar poi squalificato e retrocesso in ultima piazza (dalla pitlane) e all'Alpine di Gasly a completare la top-ten.
Erano usciti in Q2 l'Audi con Hulkenberg, la Racing Bulls con Lawson e le Haas e Williams alternate, con Bearman, Sainz, Ocon e Albon. Il primo degli esclusi in Q1 era Lindblad con la Racing Bulls, poi le Aston Martin di Alonso e Stroll, le Cadillac di Bottas e Perez, infine l'Audi di Bortoleto sceso in pista soltanto nelle ultime fasi della prima manche.
Si iniziava a parlare nel frattempo delle avverse condizioni meteo, con temporali previsti per l'orario di gara, le 16.00 americane di domenica 3 maggio nonché 22.00 italiane. È stata quindi anticipata alle 13.00 ovvero le nostre 19.00, con la differita TV8 che è stata trasmessa alle 22.00 anziché in tardissima serata.
Domenica pomeriggio, dopo avere parcheggiato in cortile, ho sentito le signore del cortile vicino che, sedute davanti al garage, menzionavano la morte di Zanardi. Una di queste signore, il giorno del GP d'Ungheria 2008, venne invitata da una vicina a scendere in cortile, ma disse che non poteva perché doveva finire di stirare, dato che prima aveva guardato "la Ferrari" e si erano rammaricate per il ritiro di Felipe Massa a pochi giri dalla fine.

Plot twist: nel momento stesso in cui la gara partiva in differita, è andato via il segnale, per poi tornare regolarmente dopo sei/ sette minuti. Ho cercato di vedere ciò che non si vedeva in TV dal sito di TV8, ma ovviamente non ho fatto in tempo a vedere la partenza, di cui ho visto in seguito i replay.
Antonelli e Verstappen sono andati entrambi lunghi, Leclerc li ha evitati, si è portato in testa. Kimi è scivolato dietro le McLaren, Verstappen in testacoda ha perso comunque poche posizioni. Nel trambusto si sono toccati Hamilton e Colapinto.
Intorno alle 22.15 orario di TV8 si è visto Hadjar a muro che prendeva a pugni il volante neanche fosse stato Toto Wolff al cospetto di un tavolo. Nel frattempo dopo un contatto con Lawson, Gasly è cappottato ed è finito sulle barriere.
Antonelli: "Io a dire il vero ero anche attivato a passare in testa, per poi essere ripassato da Leclerc e anche da Norris in attesa che Bernd Maylander venisse chiamato in causa."
L'Autrice(C): "Ah sì, è vero, ma ero presa dal fatto che il Vanz ha menzionato un passato cappottamento di Hulkenberg, senza ricordare che Nico si era lamentato di essere rimasto incastrato come una mucca.
Hadjar e Gasly si sono ritirati ciascuno sul posto, Lawson ai box e poi dalle posizioni in classifica risultava ritirato anche Hulkenberg.
Alle 22.30 Leclerc e Norris lottavano per la leadership, con Lando passato in testa. Leclerc si è quindi messo a lottare con Antonelli per la seconda piazza. Kimi alla fine è riuscito a spuntarla. Dietro seguivano Piastri, Russell, Hamilton, Colapinto, le Williams, le Haas... e Verstappen che si era fermato ai box in regime di safety car, mentre nessun altro pilota rilevante l'aveva fatto visto che si puntava a fermarsi quando sarebbe arrivata la pioggia.
Dopo un errore, Leclerc si è ritrovato a duellare con Piastri, almeno finché Charles non è rientrato ai box dopo Russell subendo undercut dalll stesso Russell, mentre Verstappen dopo avere superato le Haas, le Williams e Colapinto inseguiva Hamilton.
Tutti nel frattempo via radio parlavano di pioggia imminente, ma nel frattempo sembrava non piovere affatto e Antonelli rientrava ai box mentre Verstappen stava davanti a Hamilton, che poi si sarebbe ugualmente fermato ai box così come i piloti McLaren.
L'uomohhhh kontrohhhh le makkinehhhh era leader, ma dietro di lui si sono avvicinati Antonelli e Norris. Se ne sono andati avanti in trio per un po', poi Kimi ha fatto una pernacchia e si è portato in testa, con anche Lando che superava Max.
La pioggia: Error 404, not found. Colapinto nel frattempo non si fermava ed era quarto, mentre Leclerc superava Russell e tutte le sue -L al culmine di un duello. Il tempo di scrivere questa frase e Colapinto si è fermato... quindi Leclerc era quarto, con Russell quinto, Piastri sesto, Hamilton settimo e poi via via tutti gli altri come avrebbe detto Mazzoni oppure Poltronieri prima di lui.
Colapinto: "Il primo dei via via tutti gli altri sarei io, dopodiché ci sono le Williams."
Piastri è uscito vincente da un duello con Russell, intanto si viaggiava spediti verso la gara inoltrata. Verstappen faticava con quelle gomme messe da ormai molto tempo. Leclerc l'ha superato, Piastri pure... e poi, loro due, sarebbero andati a lottare per il gradino più basso del podio, almeno finché la macchina di Charles non ha rallentato di colpo all'ultimo giro e in seguito ha sbinnato come un Sebastian Vettel qualsiasi. Ha tentato di mantenere almeno la quarta piazza nel giro finale girando più per le vie di fuga che per l'asfalto e venendo sfilato da Russell e Verstappen.
Tutte le -L: "Niente da dire sul fatto che abbiamo superato Max?"
L'Autrice(C): "Io a dire il vero me n'ero accorta dai distacchi, ma interrompo le trasmissioni per comunicare che alle 23.45 con la gara appena finita su TV8, leggo su Xwitter che Leclerc ha ricevuto 20 secondi di penalità e che è scivolato dalla sesta all'ottava posizione, quindi arrivati a questo punto credo sia meglio pubblicare il commento domani, anche perché devo ancora finire il disegno da abbinare al testo. Adesso godiamoci un po' di acqua di rose per il vincitore!"
Per onore di cronaca, anche Verstappen ha rimediato una penalità, per un taglio di linea bianca avvenuto in corso d'opera, ma non ha perso posizioni.


RISULTATO: Antonelli, Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Hamilton, Colapinto, Leclerc, Sainz, Albon, Bearman, Bortoleto, Ocon, Lindblad, Alonso, Perez, Stroll, Bottas, Ritirati Hulkenberg, Lawson, Gasly, Hadjar.



EDIT - piccola correzione, ho riletto il passaggio menzionato dell'autobiografia di Zanardi, che racconta di essere stato a Imola insieme al padre al sabato, giorno dell'incidente di Roland Ratzenberger. Narra invece che l'indomani guardava la gara alla televisione, ma insieme a un amico.

sabato 2 maggio 2026

In ricordo di Alessandro Zanardi (23.10.1966 - 01.05.2026)

Alex Zanardi era l'uomo dalle due vite, prima dell'incidente in Formula CART e dopo, nella sua carriera di atleta paralimpico.
Era colui che ce l'aveva fatta, che si era reinventato, fino a quell'altro terribile incidente in handbike.
Da allora, il silenzio e poi, di colpo, a distanza di anni, la bandiera a scacchi.


Stamattina è arrivato l'annuncio spiazzante che ieri sera ha tagliato il traguardo.
È difficile sintentizzare che cosa abbia rappresentato. Forse si può dire che il mondo si divide in tre categorie esaustive di persone: chi ama l'automobilismo e quindi amava Alex Zanardi, chi ama il ciclismo paralimpico quindi amava Alex Zanardi, infine chi non ha alcun interesse né per l'automobilismo né per il ciclismo paralimpico, ma amava lo stesso Alex Zanardi.




venerdì 1 maggio 2026

GP San Marino 1983: i fischi contro Patrese e la vittoria di Tambay

Con la data del primo maggio inevitabilmente legata alla morte di Ayrton Senna, capita di frequente che gli altri anniversari risalenti allo stesso giorno passino in sordina. In quella stessa data sono stati disputati in totale cinque eventi della storia della Formula 1, a cominciare dal GP di Spagna 1972 e a finire con il GP della Russia 2016, nel quale Daniil Kvyat distrusse la propria carriera nella massima categoria.
Quella del 1994 era la terza edizione del GP di San Marino a svolgersi nel weekend del primo maggio, una delle quali peraltro vinta dallo stesso Senna nel 1988. La prima volta che a Imola si era gareggiato in quella data è stata nel 1983, evento che avevo raccontato in maniera frettolosa in passato, al quale ho deciso di dedicare questo post: si tratta di quel celebre GP di San Marino durante il quale quel povero disgraziato di Riccardo Patrese ha avuto la pessima idea di prendere la leadership a discapito di una Ferrari, con esplosioni di gioia da parte del pubblico nel momento in cui è andato a sbattere spianando la strada a Patrick Tambay, idolohhhh dei ferraristihhhh che pare essere stato dimenticato in fretta e furia, perché ditemi voi quanta gente va in giro a proclamarsi fan di Tambay al giorno d'oggi, da questo punto di vista vedo il vuoto totale.

Ho visto la gara con telecronaca italiana, trovata su Youtube. In un'Imola piena di sponsor rustici, da povery (tipo Fiat Panda, Fiat Ritmo, Fiat Uno scritti a caratteri cubitali), sono "ventisei partenti", perché all'epoca solo in ventisei andavano in griglia. Non c'è andato Piercarlo Ghinzani sull'Osella e nemmeno Eliseo Salazar sulla RAM. La Brabham di Nelson Piquet ha reagito ammutolendosi sulla griglia di partenza, mentre René Arnoux che partiva dalla pole ha mantenuto la posizione e Tambay che era terzo è risalito secondo. Allarme rosso, c'erano le Ferrari 1/2, che di solito è fonte di disgrazie imminenti.
In questo caso è andata bene, anche se Patrese era verosimilmente più leggero e nei giri successivi ha superato prima l'uno e poi l'altro. La Renault di Alain Prost era in terza piazza, mentre la macchina gemella di Eddie Cheever è finita in una nuvola di fumo dopo una manciata di curve.
Quando di lì a qualche minuto è stata inquadrata una vettura con il numero 33 incidentata è stato un momento mistico, non per quel poveretto che si era ritirato, ma per avere riconosciuto la Theodore e averla associata a Roberto Guerrero prima ancora che fosse citato per nome. Anche l'altra Theodore, quella di Johnny Cecotto, l'abbiamo vista ritirata più avanti in una via di fuga, mentre già avevamo visto ritirati - incidentati? - sia Michele Alboreto sia Niki Lauda nello stesso tratto di pista, a breve distanza l'uno dall'altro. Né per il pilota della Tyrrell né per quello della McLaren abbiamo scoperto che cosa fosse accaduto esattamente ma who kers, sono gli anni '80!

Sono gli anni '80 quindi non è ben chiaro se una macchina che faticava a partire possa essere spinta dai commissari per fare sì che si levi di torno. È quello che è successo a Piquet alla partenza, risalito fino alla bassa top-ten in corso d'opera. Non è ben chiaro se sulla sua testa penda una bandiera nera, ma scopriamo di no. La Brabham sembrava essere tra le scatole, quindi si era optato per il male minore, dargli una spintarella. Comunque sia, a due terzi di gara si sarebbe ritirato ai box per un guasto, il tutto mentre invece Patrese lottava per le posizioni che contavano.
A Riccardo, però, ci arriverei tra un po', così come ai ferraristi, perché le loro vicissitudini in effetti sono parte rilevante della gara, ma non ci sono solo loro, ci sono anche le Toleman sponsorizzate Candy, perché in questo momento storico è la Toleman ad avere questo marchio sulle fiancate e non più la Tyrrell.
Sulla Toleman abbiamo Bruno Giacomelli, che si ritira senza essere troppo attention seeker, ma soprattutto Derek Warwick, che si schianta contro una barriera di gomme, ci finisce sopra e parcheggia lì, dove la macchina rimarrà abbandonata... ma mai dubitare delle doti della Tyrrell: Danny Sullivan, infatti, si va a schiantare esattamente sulla Toleman incidentata di Warwick, questa è poesia finissima!

Qui abbiamo la macchina di Warwick:

E qui abbiamo anche Sullivan in livrea verde:

Abbiamo perso altra gente per strada, tra cui Corrado Fabi per incidente con l'Osella e Jean-Pierre Jarier sulla Ligier per un guasto. Abbiamo visto fermarsi Elio De Angelis con la Lotus e anche Andrea De Cesaris con l'Alfa Romeo. Sia Giacomelli sia De Cesaris sono andati, in momenti diversi, in cabina di commento da Poltronieri.

Arrivati a questo punto, torniamo davanti, perché nella storyline parallela siamo già a gara inoltrata, mentre per le posizioni di vertice ci siano lasciati con Patrese/ Arnoux/ Tambay/ Prost. Il nostro numero 28 preferito ha perso in tempi abbastanza brevi la terza piazza, quando ha anticipato la sosta. Siamo nel 1983, infatti, i rifornimenti di benzina sono la prassi, non sono più riservati ai soli piloti della Brabham che prima di arrivare al momento della sosta rompono il motore (o vengono speronati da doppiati turbolenti) come succedeva l'anno precedente.
Arnoux si ferma, Patrese prosegue, Tambay prosegue. Poi si fermerà anche Patrese e Tambay proseguirà. Infine si fermerà anche Tambay. L'estrema sintesi è che Arnoux subisce overcut e si ritrova terzo, mentre anche Patrese viene overcuttato da Tambay, che si prende quindi la testa della gara. Siamo tornati ad avere una Ferrari in testa e Poltronieri che ripeteva ancora più di prima che la Rossa stava superando le aspettative e chissà, magari poteva essere la stagione buona per il mondiale. Che poi, a pensarci bene, l'ultimo titolo piloti risaliva al 1979, non è che stessimo parlando di vent'anni prima... ma niente paura, un giorno o l'altro anche Poltronieri avrebbe scoperto che la Ferrari poteva stare tranquillamente 20+ anni senza vincere il mondiale.
Il nostro 27 preferito sembrava essere il preferito di Poltronieri. Di solito liquidava i ferraristi mettendosi a parlare dell'Alfa Romeo, con Tambay no. Ce lo presenta di fatto come un gentleman riservato e di classe e in effetti devo dire che è proprio l'aria che aveva.

Prost era ancora quarto, mentre dietro erano praticamente tutti doppiati o sul punto di esserlo. Tambay, nel frattempo, doveva vedersela con degli skarsonihhhh che lo rallentavano in fase di doppiaggio, il tutto mentre Patrese si avvicinava like a boss. Lo skarsonehhhh in questione ha affermato: "Guarda che io non sono uno qualsiasi, sono il campione del mondo in carica."
La voce fuori campo l'ha guardato storto e gli ha detto: "Scusami Keke, ma il tuo titolo è stato il meno meritato della storia presente e futura, avrebbero dovuto conquistarlo ex-equo tutti gli altri trenta piloti, in primis Mauro Baldi che in questo momento si trova sull'Alfa Romeo a ridosso della zona punti."
Rosberg ha ignorato la voce fuori campo, mentre John Watson era stabilmente sesto sulla McLaren, quindi per Baldi tutte queste possibilità di arrivare a punti pare che non ci fossero, a meno che qualcuno non si fosse ritirato. Who kers di chi potrebbe ritirarsi, Patrese sta arrivando negli scarichi di Tambay e non dobbiamo dimenticarci che Poltronieri aveva affermato in precedenza che i tifosi si dividevano tra chi sosteneva la macchina italiana e chi il pilota italiano. Ma sarà davvero così? Non è che se Patrese supera Tambay e poi neanche il tempo di completare il giro e va a sbattere da solo, il pubblico inizia a esultare come se non ci fosse un domani?
Guess what, è esattamente quello che è successo.


Con il ritiro di Patrese, le Ferrari erano 1/2, allarme rosso, urge fare qualcosa per mandare in vacca la doppietta, perché va bene, una vittoria la si può anche tollerare, ma non si può assolutamente fare 1/2, va contro le leggi non scritte della Scuderia. Per fortuna Arnoux si è sacrificato per la causa, andando a insabbiarsi. No, non insabbiarsi, quel concetto include il rimanere fermo impantanato, René invece ha fatto un lungo tour dell'erba circostante ed è tornato in pista doppiato.


Visto il numero pressoché inesistente di vetture a pieni giri, era ancora terzo alle spalle di Prost. Per fortuna sua era il 1983 e non gli anni 2020, quindi nessuno ha chiesto la sua testa. In tutto ciò, Baldi era finalmente entrato in zona punti, a tipo un giro dalla fine il suo motore è esploso in una nuvola di fumo. A quel punto il tifoso medio avrebbe potuto dirsi: "questa gara è stata ormai omologata, manca solo come ciliegina sulla torta uno svarione di Mansell." Ecco però una sagoma nera che finiva in testacoda, grazie Nigel, anche tu ti sei sacrificato per la causa!
Tambay/ Prost/ Arnoux, questo il podio, Rosberg quarto, Watson quinto, l'ultimo punto a Marc Surer sulla Arrows. Seguiva Jacques Laffite sulla Williams numero 2 e sorry not sorry, Laffite sulla Williams anziché sulla Ligier sembra qualcosa di profondamente sbagliato. A proposito di Ligier, nono è arrivato Raoul Boesel, che seguiva la Arrows di Chico Serra, che sono sicura avesse fatto un testacoda in precedenza, ma è giunto al settimo posto. Baldi è stato classificato decimo, davanti alla ATS di Manfred Winkelhock, mentre Mansell risulta dodicesimo e ultimo.

Detto così, sembra un finale tranquillo, ma la realtà dei fatti è che il pubblico si è riversato in pista come se non ci fosse un domani nel momento stesso in cui Tambay ha tagliato il traguardo. Oserei dire che non mi sembra una decisione molto saggia, visto che tutti gli altri dovevano ancora completare la gara, ma il peggio doveva ancora venire, probabilmente Tambay si è pentito subito di avere vinto. La vettura, infatti, l'ha lasciato a piedi nel giro d'onore, il che non sarebbe stato neanche troppo grave, se non ci fosse stata lì presente una mandria imbizzarrita di tifosi pronti a gettarsi su di lui, come se fosse il trofeo lanciato da Prost al pubblico di Monza nel 1989.
E niente, alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine affinché il povero Patrick potesse liberarsi dalla gente che lo accerchiava e dirigersi verso il podio, probabilmente promettendo a se stesso che non avrebbe mai più vinto un gran premio in nome della propria incolumità. Anche i ferraristi delle epoche seguenti devono avere preso nota, perché la successiva vittoria di un pilota Ferrari al GP di San Marino è arrivata nel 1999 (il 2 maggio, anniversario domani).
Così è terminato il GP di San Marino del 1983, di cui segnalo Stirling Moss ospite in studio(?) sulla Rai, che ogni tanto veniva intervistato sull'andamento della gara e aveva ipotizzato in tempi non sospetti una potenziale vittoria di Tambay.